Fattori: «Sat si trincera dietro numeri vaghi»

Tirrenica, l’autostrada senza piano finanziario. Neanche il Consiglio regionale lo conosce

Baccelli: «Incomprensibile che non sia disponibile o non venga comunque reso disponibile»

[9 febbraio 2017]

Il progetto dell’autostrada Tirrenica, inviso ai sindaci e ambientalisti del territorio quanto al Parco della Maremma, appare sempre più traballante anche dal punto di vista finanziario. Con quali flussi – di denaro e di traffico – dovrebbe sostentarsi un’opera del genere, da realizzarsi ai quali costi? In sostanza non è dato sapere, neanche alla commissione Ambiente del Consiglio regionale. Il presidente Stefano Baccelli (Pd), intervenendo ieri in aula, ha manifestato grande «sorpresa nell’apprendere che ad oggi il piano finanziario dell’intervento consisterebbe, in buona sostanza, di una stima approssimativa sul costo complessivo di circa 1400 milioni. Faccio presente – ha aggiunto – che la mia richiesta era condivisa da tutti i sindaci dei territori interessati, dai componenti della commissione e con l’esplicito avallo del commissario straordinario di governo per la realizzazione dell’autostrada. Mi risulta incomprensibile che allo stato avanzato sia della progettazione dell’opera sia del procedimento realizzativo, un piano finanziario non sia disponibile o non venga comunque reso disponibile a questa commissione».

Interrogativi questi condivisi al di fuori del Partito democratico. «Il presidente della commissione ambiente Baccelli ha parlato a nome di tutti noi esprimendo il disappunto della commissione – ha dichiarato Tommaso Fattori, capogruppo di Sì Toscana a Sinistra in consiglio regionale e membro della commissione Ambiente – Al di là del fatto che questa cifra non corrisponde neppure alla cifra contenuta nella delibera Cipe del 2012 e che Sat, nella sua scarna comunicazione, non si premura nemmeno di fornire le stime sul traffico previsto, ecco, nessuno può credere davvero che SAT ad oggi non abbia un piano finanziario degno di questo nome, dato lo stato avanzato del progetto. In una parola Sat si trincera dietro numeri vaghi, cortine fumogene e spesse nebbie per non dichiarare che il progetto non ha nessuna sostenibilità finanziaria né alcuna utilità, e per nascondere il fatto che si vuol far ricadere ancora una volta immensi costi sul pubblico e sugli abitanti della Maremma, che saranno costretti a pagare esosi pedaggi».