Riceviamo e pubblichiamo

Tirrenica, no degli ambientalisti alla «formula spezzatino» che il Governo propone al Cipe

La richiesta è di far realizzare all’Anas gli interventi di messa in sicurezza dell’Aurelia soprattutto nel tratto di Capalbio

[21 dicembre 2017]

Le associazioni ambientaliste e i comitati (Fai, Italia Nostra, Legambiente, WWF, Comitato per la bellezza, Terra di Maremma, Rete dei Comitati per la difesa del territorio) ribadiscono la propria contrarietà in merito alla proposta del Governo di sottoporre al Cipe l’approvazione e il conseguente finanziamento di una formula ibrida che veda Anas adeguare l’Aurelia a superstrada nel tratto San Pietro in Palazzi-Orbetello, riconsegnando poi a SAT l’adeguamento del tratto che va da Orbetello ad Ansedonia e proseguire, infine, con il progetto autostradale fino a Tarquinia.

In questo modo si continua solo ad alimentare il quadro d’incertezza sul Corridoio tirrenico che non fa certo bene alla Maremma, a maggior ragione di fronte all’ennesimo incidente mortale proprio nel tratto di Capalbio, che ha coinvolto pochi giorni fa tre persone tra cui l’ex Ministro dell’Ambiente e delle Infrastrutture Altero Matteoli.

Tutto questo dimostra drammaticamente quanto sia urgente una rapida messa in sicurezza con l’adeguamento dell’Aurelia a superstrada, così come accennato nel progetto presentato a settembre, ma che non può però escludere Capalbio ma anzi deve assolutamente arrivare a Tarquinia, come chiesto anche dal sindaco di Capalbio Luigi Bellumori, a cui va il nostro sostegno per la sua ferma opposizione all’ipotesi spezzatino.

Quella della Tirrenica continua a sembrare una storia infinita che rischia ancora una volta di allungare il brodo rimandando invece decisioni definitive come ormai succede da trent’anni. È evidente che l’Aurelia rappresenti una delle arterie stradali più pericolose d’Italia, con un numero elevato di incidenti. Dopo l’ennesima bocciatura del progetto SAT da parte degli enti locali occorre andare velocemente verso una soluzione più razionale, economica e con minore impatto ambientale per il bene del territorio. Basta tergiversare ancora! Le associazioni ambientaliste e i comitati chiedono quindi al Governo di mettere da parte SAT e i suoi progetti e dare pieno incarico ad Anas per individuare e mettere a cantiere subito gli interventi di messa in sicurezza che riducano la pericolosità nel tratto di Capalbio e che di fatto coincidono con una viabilità moderna da San Pietro a Palazzi a tutta la Maremma.

di Fai, Italia Nostra, Legambiente, Wwf, Comitato per la bellezza, Terra di maremma, Rete dei comitati per la difesa del territorio