«Conservazione attiva, sicurezza urbana diffusa, conoscere per programmare»

Tre passi contro le macerie: il contributo degli urbanisti per il post-terremoto, con Casa Italia

L'Istituto nazionale di urbanistica (Inu) offre il proprio contributo al piano governativo in via di definizione

[9 settembre 2016]

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All’inizio di questa settima il governo ha convocato una pluralità di associazioni e organizzazioni per un confronto sulle modalità di ricostruzione dei luoghi colpiti del terremoto nel Centro Italia, e soprattutto in vista della messa a punto di Casa Italia, annunciato come un piano complessivo di messa in sicurezza del territorio e del patrimonio edilizio. Tra le realtà chiamate a Palazzo Chigi figura anche l’Inu, l’Istituto nazionale di urbanistica, che rende oggi note le linee d’indirizzo presentate al governo.

Si tratta di un documento intitolato “Un impegno continuativo e tre passi contro le macerie”, che raccoglie le riflessioni e le priorità elaborate dall’associazione rappresentativa della cultura urbanistica nel nostro Paese. «Conservazione attiva, sicurezza urbana diffusa, conoscere per programmare: sono i tre passi contro le macerie fisiche e invisibili», è la sintesi offerta dalla presidente dell’Istituto, Silvia Viviani: «L’Inu è pronto a fare la sua parte».

Tra i punti al centro dell’attenzione del documento – sottolineano dall’Istituto – vi è la necessità di rispettare le identità locali nel processo di ricostruzione dei luoghi, accompagnando la riedificazione con politiche sociali ed economiche. L’Inu raccomanda l’adeguamento, il coordinamento dei piani e dei programmi di rango nazionale e locale, l’allineamento delle basi informative, interventi diversi fino alla demolizione di tessuti di scarsa qualità, azioni di compensazione ecologica e messa in sicurezza.

La prevenzione riguarda anche lo “spaesamento”, fisico e percepito.  Nella pianificazione urbanistica e nelle azioni di governo locale deve prevedersi una “struttura urbana primaria” per garantire la permanenza della riconoscibilità identitaria urbana. Oltre agli edifici pubblici utilizzabili per il ricovero temporaneo degli evacuati, si devono mettere in sicurezza spazi pubblici aperti destinati temporaneamente all’accoglienza degli sfollati, da adeguare a condizioni antisismiche, preidentificati dalla comunità a tal fine, seppur ordinariamente utilizzabili come spazi di vita e relazione sociale.

Per la ricostruzione l’Inu indica la dimensione degli aggregati edilizi, per superare i limiti della frammentazione proprietaria e garantire maggiore efficacia strutturale, risparmi ed economie di scala, la gestione dei cantieri più sostenibile e controllabile. Una “grande opera pubblica” è un’azione che il governo può sostenere nel promuovere una campagna di sensibilizzazione per una riappropriazione della consapevolezza dei rischi.