Treni, quale alta velocità? Al Consiglio regionale le proposte di ambientalisti, comitati e università

[15 novembre 2016]

Mentre rimane ancora tutto da chiarire il futuro della mobilità su ferro che fa perno su Firenze dopo il nuovo profilo per i treni ad alta velocità proposto da Fs, ambientalisti, Università di Firenze e comitati sono stati ascoltati in IV commissione del Consiglio regionale in modo da poter illustrare la propria proposta.

L’eterogeneo raggruppamento, che sul finire dello scorso ottobre aveva chiesto un incontro in merito alle istituzioni, ha illustrato «l’ipotesi di “stazione estesa” che prevede l’utilizzo della zona attorno alla attuale fermata Statuto per realizzare il luogo di sosta dei treni AV, luogo questo facilmente collegabile con la stazione della vicina Santa Maria Novella dotando tutto il complesso di numerosi accesi e facilitando l’interscambio con altri vettori e sevizio regionale», insieme all’ipotesi di «scenario vasto, dove si prevede, con le risorse risparmiate dall’abbandono del Passante sotterraneo, la realizzazione di linee nella Piana per dotarla finalmente di un servizio pubblico su ferro che garantisca non solo il collegamento con il capoluogo, ma anche la mobilità tra i centri urbani minori», compresa la possibilità se necessario, di «inserire due nuovi binari accanto alle linee attuali tra Campo Marte, Statuto, Santa Maria Novella e Rifredi in maniera tale da ottenere un fascio di sei binari, due dedicati prevalentemente alla AV e gli altri al servizio regionale e metropolitano».

Il vice presidente della Rete dei Comitati Tiziano Cardosi ha definito il senso di questa iniziativa come quello di »mostrare alla politica toscana che esistono possibilità economiche e di facile realizzazione per il potenziamento del nodo ferroviario senza dover ricorrere a pericolosi e onerosi scavi di gallerie in ambiente urbano».

Altre carte che si aggiungono dunque alla sempre più intricata partita dell’alta velocità a Firenze, per la quale le istituzioni locali hanno chiesto a suo tempo trenta giorni per valutare il nuovo contesto: ormai non manca molto.