Treno Verde: Stop consumo di suolo, bloccare subito la cementificazione dell’Italia

Le proposte per passare dal consumo di suolo alla rigenerazione urbana

[10 marzo 2016]

Stop consumo di suolo

Il Treno Verde, lo storico convoglio di Legambiente e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, ha lasciato  Treviso e il veneto rilanciando la campagna nazionale Stop consumo di suolo e le proposte per migliorare il testo che a breve dovrebbe essere votato definitivamente nelle Commissioni competenti riunite e poi passare all’esame dell’aula alla Camera dei Deputati. Gli ambientalisti chiedono anche «Un impegno comune di sindaci, associazioni, amministratori, ma anche imprenditori e  semplici cittadini per chiedere al Governo e al Parlamento che si approvi quanto prima una legge efficace in materia di consumo del suolo e rigenerazione urbana».

La campagna è stata lanciata dal convegno “Dal consumo di suolo alla rigenerazione urbana”  che ha visto la partecipazione di Sindaci, Ordine degli architetti, campagna europea “People4soil”, Ance Veneto e il  vicepresidente nazionale e responsabile delle Politiche sul territorio di Legambiente, Edoardo Zanchini  ha sottolineato che «E’ necessario che si approvi quanto prima una Legge in materia di contenimento del consumo del suolo e rigenerazione delle aree urbane. Nelle prossime settimane arriverà alla Camera un Disegno di Legge che può essere una svolta per gli interventi nel territorio italiano. Non dobbiamo perdere questa occasione, dopo troppi ritardi e rinvii, e per questo continuerà la nostra mobilitazione‎ e pressione nei confronti del Parlamento. Perché oggi più che mai abbiamo bisogno di indicazioni chiare per fermate il consumo di suoli e offrire alternative più semplici e economiche di intervento per la riqualificazione di aree e edifici dismessi. Abbiamo bisogno di una Legge nazionale per introdurre questi temi nell’ordinamento italiano e aiutare sindaci e imprenditori, cittadini che vogliono scegliere questa direzione di cambiamento».

Secondo i dati forniti dal Rapporto Ispra  2015, il suolo urbanizzato nel 2014 risultava pari a circa 2,1 milioni di ettari, ovvero al 7% del territorio nazionale (la media europea è del 2,3%), con un incremento del 260% rispetto agli 810.mila ettari degli anni ’50 (la percentuale di suolo consumato nel Veneto, secondo l’Ispra, risulterebbe compresa tra l’8,6 e l’11,1%, ma secondo i dati forniti dalla Regione la percentuale già alla fine del primo decennio di questo secolo sarebbe in realtà superiore, al 12,7%). Tra il 2008 ed il 2013, in cinque anni, sono stati cementificati oltre 100.000 ettari in grandissima parte a scapito dei terreni agricoli più fertili, con un ritmo di 55 ettari/giorno, ovvero di 6÷7 mq ogni secondo.

Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto, conclude: «Tutto questo con pesanti conseguenze non solo per il paesaggio, per l’equilibrio dei fondamentali cicli ecologici, per la tutela della biodiversità, per la qualità dell’aria e dell’acqua e quindi per la salute e la qualità della vita degli abitanti, ma anche in relazione all’accentuazione dei fenomeni connessi ai cambiamenti climatici ed alla stessa economia del paese. Grazie al coordinamento regionale Urbanmeta, abbiamo elaborato anche in Veneto una proposta di legge regionale per contrastare il consumo di suolo occorre che possa non solo definire precisi limiti e vincoli alle nuove urbanizzazioni, ma anche porre in essere politiche attive ed azioni concrete sul recupero edilizio e della rigenerazione urbana e della salvaguardia e valorizzazione del territorio e del paesaggio rurale».