Trequanda e Lamole in Chianti nel registro nazionale dei paesaggi rurali storici

Riconoscimento per il paesaggio policolturale di Trequanda e quello rurale storico di Lamole

[19 gennaio 2018]

Il ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che l’Osservatorio Nazionale del Paesaggio Rurale ha iscritto nel registro nazionale dei paesaggi rurali storici 6  nuove aree.  Tra queste ce ne sono due toscane: il paesaggio policolturale di Trequanda (SI) e il il paesaggio rurale storico di Lamole in Chianti, frazione del Comune di Greve in Chianti (FI).

Il ministero spiega le motivazioni di questa importante iscrizione: «Il paesaggio di Trequanda rappresenta un esempio di tipico paesaggio di origine mezzadrile, con un mosaico policolturale complesso costituito da oliveti, vigne, seminativi nudi o arborati e boschi a dominanza di querce, arricchito dalla presenza di terrazzamenti in pietra a secco che sostengono gli oliveti sulle pendici più acclivi», mentre «Il paesaggio agricolo storico di Lamole, conserva un paesaggio policolturale su terrazzamenti in pietra a secco e rappresenta un esempio di come sia possibile fare agricoltura di qualità nel rispetto del paesaggio storico, che finisce per essere un valore aggiunto ai prodotti locali. Lamole è la patria del Sangiovese il vitigno principale del vino Chianti».

Gli altri siti inseriti nel registro sono: Fascia pedemontana olivata fra Assisi e Spoleto; La piantata veneta; Paesaggio della Pietra a Secco dell’Isola di Pantelleria; Parco regionale Storico agricolo dell’olivo di Venafro. Ad oggi il registro include 10 paesaggi e 2 pratiche agricole, distribuiti dal nord all’estremo sud della penisola, con una crescita che ha visto raddoppiare il loro numero nel corso dell’ultimo anno.

Commentando i riconoscimenti, il ministro Maurizio Martina ha ricordato che »Non c’è Paese in Europa che abbia un patrimonio di paesaggi rurali così diffuso in tutte le sue Regioni. Le nuove iscrizioni confermano questa ricchezza unica di identità e di capacità degli agricoltori di formare e conservare i luoghi come veri e propri beni comuni. Dai muretti a secco di Pantelleria agli oliveti secolari tra Assisi e Spoleto o quelli storici di Venafro in Molise fino ai terrazzamenti di Lamole. Sono esempi di come ambiente, storia e tradizioni si intreccino in un elemento unificante che è proprio il paesaggio rurale. Rafforzare la valorizzazione di queste aree è un impegno che confermiamo nell’anno nazionale del cibo italiano».