Tutte le voragini portano a Roma

Solo negli ultimi 10 mesi l’Ispra ha censito 136 nuovi sprofondamenti nel territorio capitolino

[27 novembre 2018]

Sono ancora in corso le ricerche del 68enne disperso dopo che la sua auto, la scorsa domenica, è stata inghiottita da una voragine apertasi lungo la Pontina, nel Lazio; un caso clamoroso, ma non isolato. Come dimostrano i dati raccolti dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), voragini più o meno ampie si aprono ormai di continuo interessando direttamente la Città eterna.

«Roma continua a sprofondare – spiegano dall’Ispra – Basti pensare che negli ultimi 8 anni il numero medio degli eventi romani è cresciuto in maniera esponenziale: da 128 voragini (16 eventi ogni anno) a più di 720 (oltre 90 all’anno)». I dati, anche se aggiornati ad ottobre 2018, mostrano palesemente un notevole aumento dei fenomeni nella capitale. Già al 31 Marzo del 2018 il numero dei sinkholes nel territorio capitolino era più che raddoppiato passando da 21 sprofondamenti del 2017 ai 43 nello stesso mese dell’anno successivo.

«La causa principale della formazione delle voragini capitoline – dettagliano dall’Ispra – è la presenza di numerose cavità sotterranee, che si concentrano per lo più nella porzione orientale della città, di origine antropica scavate dall’uomo a vario titolo, principalmente per l’estrazione dei materiali da costruzione. Questi vuoti costituiscono in molti casi una intricata rete di gallerie».

Basti pensare che finora l’Ispra ha censito e mappato 32 kmq di gallerie sotterranee che giacciono sotto il tessuto urbano, ma molte aree sono ancora sconosciute: «Manca all’appello, ad esempio, la grande Catacomba scomparsa di San Felice, sulla Via Portuense, che costituiva uno dei principali cimiteri della Roma cristiana del IV sec».