Un anno dopo l’alluvione Livorno è di nuovo in piedi

Commemorazioni cittadine e il punto sugli interventi di messa in sicurezza, pronti all’85%. Mancano all’appello i 50 milioni di euro chiesti al Governo, e leggi a maggior tutela del territorio

[10 settembre 2018]

Il 10 settembre è e rimarrà una data indelebile nella storia di Livorno. Esattamente un anno fa sulla città labronica, oltre che su quelle di Rosignano e Collesalvetti, si è abbattuta un’alluvione che ha devastato ampie fette di territorio, lasciando dietro di sé otto morti (tutti a Livorno) ma anche lo struggente desiderio di rialzarsi che ha mobilitato un mare magnum di volontari e volenterosi, accorsi per rimboccarsi – letteralmente – le maniche e spalare fango. Nel bene e nel male Livorno è una città dal cuore generoso, e nel momento più tragico è stata ripagata con la stessa moneta. Non lo dimenticherà.

Per ieri e oggi il Comune e la Diocesi hanno organizzato iniziative molto sentite dalla cittadinanza per ricordare il primo anniversario della tragedia (oltre duemila le persone che hanno partecipato alla fiaccolata che ha costeggiato il lungomare in serata) e in quest’occasione anche il commissario per la ricostruzione post-alluvione – ovvero il presidente della Regione Enrico Rossi – ha rimarcato il punto: «Ai livornesi voglio dire che ho apprezzato molto la loro capacità di rialzarsi. Livorno è stata ferita, ha pianto i suoi morti ma ha avuto una capacità di reazione forte, immediata, popolare, unita. E questo ha significato molto».

Anche la mano pubblica ha operato con alacrità. «Ad oggi – illustra Rossi – abbiamo ultimato 249 dei 294 interventi di messa in sicurezza programmati dopo l’alluvione che ha colpito Livorno. Siamo all’85% del totale e stiamo procedendo con i lavori. So bene che nessuno potrà restituire alle loro famiglie le vittime di quel tragico 10 settembre, ma noi ci stiamo adoperando per fare un modo che una simile tragedia non debba ripetersi». Un lavoro «mai visto prima» come ha commentato ieri Angelo Borelli, il capo dipartimento della Protezione civile nazionale.

Rimane ancora molto da fare, come testimonia la decisione del Consiglio dei ministri di prorogare, per ulteriori sei mesi, lo stato di emergenza nel territorio dei comuni di Livorno, di Rosignano Marittimo e di Collesalvetti; il commissario Rossi ha annunciato che impiegherà questi mesi per appaltare e realizzare ulteriori interventi. «Appalteremo altri 14 interventi – ha spiegato – per i quali abbiamo stanziato altri 10 milioni di euro, arrivando così  ad una spesa complessiva di 62 milioni di euro di cui quasi due terzi derivano da fondi regionali. Si tratterà di opere relative soprattutto all’Ardenza, al Rio Maggiore e all’Ugione, finalizzate ad innalzare il livello di sicurezza complessivo, attraverso il consolidamento degli argini, deviazioni, stombamenti, realizzazione di casse di esondazione. In questo modo aumenteremo la sezione dell’Ardenza accrescendone la portata, devieremo la confluenza con il Forcone così da rendere l’arrivo dell’acqua meno impattante. Sul Rio Maggiore ricostruiremo il ponte di Salviano, stomberemo alcuni tratti ed opereremo qualche deviazione del suo corso verso la foce. Lo metteremo in condizione di sopportare una portata di almeno 140 metri cubi al secondo, un fattore decisivo per la sicurezza di questo territorio».

Trascorso ormai un anno dal disastro, sarebbe molto importante che a livello nazionale ci fosse un’assunzione di responsabilità importante per risarcire almeno in piccola parte il territorio del danno subito. «Adesso, anche insieme al sindaco – conferma Rossi – ci aspettiamo che il Governo riconosca qualche provvidenza in più. Noi finora abbiamo potuto dare un aiuto minimo alle imprese e alle famiglie che versano in condizioni disagiate. Chiedevamo 50 milioni di euro. Forse potranno darne di meno, ma che arrivi meno di un quarto di ciò che abbiamo chiesto, non va bene».

Alle istituzioni nazionali vengono chieste non solo risorse economiche, ma anche serie politiche di riduzione del rischio idrogeologico e prevenzione: un problema che non riguarda certo solo Livorno, dato che – come certifica l’Ispra – oltre il 91% dei Comuni è soggetto a rischio idrogeologico, e con loro 7 milioni di cittadini che vivono in aree ad alta vulnerabilità. Rischi aggravati dai cambiamenti climatici in atto.

«Per questo una politica lungimirante deve dare priorità alla riduzione dei gas a effetto serra, alla messa in sicurezza e alla corretta gestione del territorio, investendo risorse adeguate – osserva la deputata LeU Rossella Muroni, ex presidente nazionale di Legambiente – Proprio pensando alla corretta gestione del territorio, alla mitigazione del dissesto idrogeologico, alla sicurezza, alla legalità e alla salute dei cittadini, il primo giorno di Legislatura ho presentato una proposta di legge contro il consumo di suolo e una per contrastare l’abusivismo edilizio, che favorisce e disciplina le demolizioni degli abusi e il ripristino dei luoghi. Per dare una risposta efficace in chiave di prevenzione anziché di emergenza».