Velo, a Piombino «i ritardi di Aferpi sono alla base di quelli per l’attuazione delle bonifiche»

Anche nell’incontro di ieri al Mise il tema è slittato al 28 giugno. Buone notizie per la bretella 398: prevista dal 2003, potrebbe essere appaltata quindici anni dopo

[13 giugno 2017]

Non ha rassicurato i lavoratori il punto sulla riconversione e riqualificazione industriale dell’area di Piombino – al centro dell’Accordo di Programma sottoscritto nel 2014 – tenutosi ieri al ministero dello Sviluppo economico, dove si è riunito il comitato esecutivo che comprende Regione, Provincia, Comune, Agenzia del demanio, Autorità portuale, Invitalia e tutti i ministeri a vario titolo coinvolti. Oggi a Piombino è di nuovo una giornata di mobilitazione, con i sindacati tornati in strada (nella foto) per denunciare i ritardi che stanno strozzando presente e futuro della Val di Cornia: «A 17 giorni dalla scadenza dei termini della legge Marzano, questo territorio rischia di passare completamente nelle mani di un imprenditore che fino a questo momento si è rivelato inadempiente», riferendosi alle difficoltà che hanno finora bloccato l’avanzamento dei progetti Cevital.

Anche ieri a Roma la questione Aferpi non è stata affrontata – spiegano dal Comune di Piombino –  per l’assenza del commissario Piero Nardi, ed è stata rimandata al prossimo Comitato esecutivo convocato per il 28 giugno. Stessa data per la quale sono attese novità in riferimento alle bonifiche (50 milioni di euro le risorse pubbliche, destinate per lo più all’intervento sulla falda) che il Sin di Piombino attende da anni.

«Come è stato più volte ribadito – ha dichiarato nel merito la sottosegretaria al ministero dell’Ambiente Silvia Velo, al termine della riunione romana di ieri – i ritardi di Aferpi nella presentazione del progetto industriale sono alla base dei ritardi anche dell’attuazione delle bonifiche. Il progetto di competenza pubblica, finanziato con i 50 milioni di euro, doveva infatti essere integrato con quello di competenza privata. Aferpi lo ha presentato solo lo scorso agosto; è stato approvato in Conferenza dei Servizi a novembre e i primi 4 bandi sono partiti a febbraio. Invitalia, nel corso della riunione odierna, si è impegnata ad affidare prima della fine dell’estate. Questa rassicurazione non ci è bastata, e nel chiedere a Invitalia di accelerare il più possibile le procedure, abbiamo comunque deciso di convocare il tavolo per il prossimo 28 giugno e di farlo con cadenza mensile per verificare passo passo l’attuazione di quanto deciso».

Interrogata nello scorse settimane in Parlamento, la stessa Invitalia aveva prospettato un attesa di oltre mezzo secolo per completare le bonifiche, puntando il dito in primis contro una burocrazia asfissiante. Difficoltà riconosciute anche dal Comune di Piombino: «C’è un ritardo causato dal mancato avvio del piano industriale di Aferpi – ha spiegato il vicesindaco Ferrini – e dalle lungaggini e complessità delle procedure. Dobbiamo comunque procedere secondo i cronoprogrammi e velocizzare il più possibile. Da parte di Rossi c’è stato l’impegno a convocare almeno due volte al mese il Comitato esecutivo per affrontare le problematiche tra i vari enti per risolvere la questione».

Notizie positive arrivano invece per quanto riguarda gli investimenti di General Electric e Piombino industrie marittime (Pim), oltre all’annosa questione della 398. Pim, il polo di demolizioni e rifitting forte di una commessa di trentaquattro unità della Marina da smantellare, avvierà infatti la propria attività «a settembre: 14 milioni di investimenti e almeno un centinaio di lavoratori che potrebbero crescere nel tempo – spiegano dalla Regione – GE invece, la multinazionale americana, punterebbe, a partire entro dicembre 2018, con l’assemblaggio e testing dei grandi moduli industriali a cui sarebbe destinato lo stabilimento di Piombino. La procedura di insediamento è ancora in corso: anche in questo caso 80-100 occupati possibili, che con le prime commesse potrebbero salire a trecentocinquanta».

Infine, la strada del Gagno, ovvero la bretella che dovrà collegare il porto di Piombino al corridoio tirrenico prolungando (con altri 50 milioni di euro) la statale 398: c’è «la possibilità di inserire l’opera nell’ultima riunione del Cipe ad agosto prima della pausa estiva, che vorrebbe dire appaltare l’opera entro il 2018», osservano dalla Regione. Anche in questo caso, l’intesa sulla realizzazione della bretella era già prevista da un’intesa tra Governo e Regione… del 2003.