Dalla denuncia di Italia Nostra alla risoluzione dell’organizzazione Onu

Venezia, da patrimonio mondiale dell’umanità alla “danger list” dell’Unesco?

«Reali i rischi per la conservazione del sito». Chieste all’Italia misure urgenti contro grandi navi e per un turismo sostenibile

[15 luglio 2016]

venezia grandi navi crociere

La risoluzione adottata dall’Unesco ieri, giovedì 14 luglio nella 40a sessione a Istanbul, relativa al sito Venice and its Lagoon, è un grande successo di tutti coloro che hanno lavorato in questi anni per la tutela della città e della sua Laguna, ma è anche il riconoscimento della fondatezza delle posizioni di Italia Nostra e delle sue denunce sullo stato di pericolo della città. Nell’ottobre dello scorso anno tre commissari (Unesco, Icomos, Ramsar) hanno effettuato a Venezia un’ispezione e redatto una relazione sfociata nella risoluzione comunicata oggi.

La risoluzione dell’Unesco – riconoscendo come reali i rischi per la conservazione del sito da noi denunciati – richiede allo Stato italiano entro il primo febbraio del 2017 di presentare un rapporto dettagliato sullo stato di conservazione del sito, chiedendo contestualmente misure urgenti, quali il fermo di qualsiasi nuovo progetto infrastrutturale, un documento «legale» che introduca la proibizione alla grandi navi passeggeri e commerciali di entrare in Laguna, l’introduzione di limiti nel traffico acqueo (di velocità, e nel tipo di scafi e imbarcazioni) in città e in Laguna e una strategia efficace per un turismo sostenibile.

In mancanza di progressi, l’Unesco prenderà in considerazione di iscrivere il sito nella lista dei siti in pericolo, al pari di luoghi a rischio di essere distrutti da eventi bellici. Uno schiaffo che il governo italiano si spera non voglia subire, correndo finalmente ai ripari con decise misure per la tutela di Venezia e della Laguna, quali l’estromissione delle grandi navi croceristiche, il contenimento del traffico di grandi navi commerciali in Laguna e dei danni provocati dal Canale dei Petroli, la rifunzionalizzazione idraulica della Laguna centrale, e una politica di forti incentivi economici a sostegno della residenza e delle attività tradizionali o comunque non legate al turismo. Vale a dire una nuova legge speciale.

Italia Nostra negli anni scorsi ha scritto tre lettere all’Unesco denunciando le gravi minacce che su Venezia e la sua Laguna incombono, chiedendo di inserire il sito nella Danger list. La Laguna di Venezia infatti, dichiarata assieme e inscindibilmente a Venezia sito culturale di importanza mondiale (definita dal Rapport périodique dell’Unesco 2006 «an outstanding example of a semi-lake settlement», che necessita «as much protection as the palaces and the churches»), è in serio pericolo di veder distrutte le sue forme caratteristiche e la sua morfologia a causa di progetti infrastrutturali, anche finalizzati alla promozione di attività portuali, proposti da autorità statali e locali anche amministrativamente diverse da Venezia ma insistenti sullo stesso territorio lagunare… La città di Venezia inoltre è oggetto di un turismo di massa sempre più devastante, per nulla regolato o pianificato, che cancella il modo di vivere peculiare della città e ne espelle gli abitanti». Per questi motivi, al fine di esprimere un’azione più stringente di tutela, Italia Nostra invitava il World Heritage Committee a prendere in considerazione la possibilità di inserire Venezia e la sua Laguna nella Danger List, ed eventualmente di cancellare Venezia e la sua Laguna dalla lista dei siti patrimonio mondiale dell’umanità.

di Marco Parini, presidente Italia Nostra e Lidia Fersuoch, presidente Italia Nostra Venezia