Usa, il governatore del Maryland dice no alla legge anti-eolico e pro radar militari

Pensando al Muos in Sicilia, sembra di essere nel mondo alla rovescia

[20 maggio 2014]

Il governatore democratico del Maryland, Martin O’Malley, ha messo il veto su una legge che puntava ad impedire la realizzazione di un progetto eolico da 200 milioni di dollari già in fase di sviluppo al largo della costa occidentale degli Usa.

L’House Bill 1168 avrebbe stabilito una moratoria di 13 mesi sul progetto della Great Bay Wind Energy Center,  un campo eolico da  150 megawatt in grado di fornire energia a 50.000 famiglie statunitensi. Il disegno di legge, che ad aprile era stato approvato a larga maggioranza dalla Maryland General Assembly, tentava di ritardare l’avvio dei lavori non per problemi  ambientali o paesaggistici ma perché i proponenti si dicevano preoccupati per la vicinanza delle pale eoliche alla Patuxent River Naval Air Station, che ospita un sistema radar sensibile per testare i caccia  stealthiness. Molti parlamentari del Maryland erano quindi preoccupati che un impianto civile disturbasse un impianto militare… pensando al Muos in Sicilia, sembra di essere nel mondo alla rovescia.

Ma il governatore O’Malley ha tagliato la testa al toro definendo «inutile» il disegno di legge, citando proprio il Dipartimento della difesa Usa che ha detto che non avrebbe permesso a nessun progetto energetico di andare avanti in caso di compromissione delle operazioni militari. E in più ha confermato che il sistema radar funzionerà benissimo, basta fermare le turbine al momento del suo utilizzo. Il Dipartimento della difesa Dod)  ha firmato un accordo con la Pioneer Green Energy che si è impegnata a fermare le pale eoliche quando vengono effettuati i test.

O’Malley ha bacchettato i suoi parlamentari: «La vera minaccia non è un campo di  pale eoliche sulla Lower Eastern Shore, ma l’innalzamento del livello del mare causato dai cambiamenti climatici», poi ha scritto una lettera al presidente della Camera del Maryland, Michael Busch, nella quale sottolinea:  «Il disegno di legge potrebbe effettivamente uccidere un investimento da 200 milioni di dollari nella contea, indispensabili sia per i posti di lavoro che per il gettito fiscale locale, tutto a causa del disagio percepito che le turbine eoliche rappresentano per le operazioni».

Ma O’Malley è soprattutto preoccupato che  un ritardo nella realizzazione del progetto serva solo ad impedire ulteriormente la  lotta al cambiamento climatico nello Stato e che questo avrebbe inviato il messaggio sbagliato alle compagnie energetiche pulite che vogliono investire nel Maryland.

O’Malley aveva già fissato per il Maryland l’obiettivo el 20% di energie rinnovabili entro il 2022, un target che ha attratto imprese come la Pioneer Green Energy.

Il governatore scrive a Busch: «Gli sviluppatori del progetto Great Bay Wind Energy si sono impegnati in anni di negoziati scrupolosi, giocando secondo le regole, ed hanno  investito milioni di dollari in buona fede, facendo  affidamento sulle politiche stabilite dai nostri organi legislativi federali e statali. Se  questa moratoria dovesse entrare in vigore, invierebbe  un messaggio agghiacciante gli investitori dell’energia pulita: che lo Stato può cambiare le regole all’undicesima ora».

Nonostante l’accordo tra Dosd e Pioneer,  la moratoria di 13 mesi era stata avanzata per  dare il tempo sufficiente al  Massachusetts Institute of Technology di completare uno studio da 2 milioni di dollari per attenuare  l’impatto delle pale eoliche sul sistema radar e il rappresentante democratico John Bohanan, primo firmatario della legge anti-eolico, si è detto deluso della decisione del Governatore che ignorerebbe questo studio.

Ma ad O’Malley sono arrivati gli elogi di un democratico ben più importante, il Senatore Steny H. Hoyer, numero due dei democratici al senato Usa, che ha definito la sua decisione di porre il veto sulla legge anti-eolico «un giorno di riferimento per l’economia della costa orientale del Maryland», complimenti ai quali si è associato l’ambientalista Mike Tidwell, di Chesapeake Climate Action Network, che ha detto che «la decisione rappresenta un punto di svolta cruciale verso un’economia ad energia pulita nello stato. Il veto del governatore su questo inutile disegno di legge anti-energia eolica aprirà la porta ad una industria eolica da miliardi di dollari sulla costa orientale del Maryland. Questo creerà una base per l’ energia pulita della quale le famiglie, gli agricoltori, i lavoratori e le imprese del Maryland hanno così urgentemente bisogno di fronte di intensificare i cambiamenti climatici».