Si avvicina il Polo agroalimentare della Maremma, punto di riferimento per tutta la Toscana

Costituita l'associazione temporanea di scopo

[23 maggio 2014]

Per la nascita del Polo agroalimentare ad Alberese (Gr) c’è stato un importante punto di svolta: si è costituita l’associazione temporanea di scopo che si dovrà occupare della gestione amministrativa e finanziaria del futuro centro di competenza e innovazione tecnologica, che prenderà vita in Maremma.

Il Polo fornirà servizi di certificazione di processo e di prodotto, di controllo e di tracciabilità. Si occuperà di ricerca, formazione specialistica, innovazione e trasferimento dell’innovazione. Le filiere interessate nella fase di avvio saranno quella olivo-oleicola, quella cerealicola, quella zootecnica, lattiero -casearia e ittica.

Il Polo agroalimentare sarà il centro di riferimento per il sistema toscano delle imprese che operano nell’agroalimentare di qualità. Sorgerà all’ex Enaoli, nei locali di proprietà dell’Ente Terre regionali Toscane, con un investimento di 2,5 milioni di euro, di cui 838.000 da fondi Cipe, 1,7 milioni dalla Regione toscana e 8.000  euro a carico del bilancio della Provincia.

A firmare l’atto costitutivo sono stati il presidente della Provincia, Leonardo Marras; il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi; Giovanni Lamioni, presidente della Camera di Commercio; Mario Salvestroni, presidente di Confidustria; Enrico Bonari, professore della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa; il professor Rossano Massai, della facoltà di scienze agrarie dell’università di Pisa; il professor Claudio Rossi dell’università di Siena; il professor Simone Orlandini dell’Università di Firenze; Alessandro Giari del Polo di Navacchio; Andrea Puccini, Pont -Tech scrl; Antonio Raschi per Cnr- Ibimet. E poi ancora: Gabriella Papponi Morelli, del Polo universitario grossetano; Alfonso De Pietro, dirigente scolastico dell’Istituto agrario di Grosseto “Leopoldo II di Lorena”; Piero Ceccarelli del Cosvig; Massimo Guerrieri di confcooperative, unione provinciale di Grosseto; Enrico Rabazzi, della confederazione italiana agricoltori; Antonfrancesco Vivarelli Colonna per confagricoltura.

Bonari sottolinea che «il Polo è una grande intuizione un’idea che abbiamo condiviso da tempo con l’amministrazione provinciale partendo da una valutazione delle vocazioni di questo territorio. Grosseto è la provincia ideale per ospitare centri di eccellenza sulla ricerca applicata all’ambiente e all’agricoltura, che sono i settori in cui garantisce l’espressione più alta».

Anche per Bonifazi, «Con questo atto andiamo avanti con decisione verso quello che considero un obiettivo strategico per tutta la Maremma. Rispescia ospiterà il Polo per l’agroalimentare toscano, confermando l’intesa tra Comune, Provincia e Regione. Il Consiglio comunale ha approvato proprio nelle scorse settimane il quadro urbanistico all’interno del quale nascerà questa importante infrastruttura. L’agroalimentare rappresenta la nostra grande opportunità di sviluppo e di apertura in favore delle imprese del territorio. Possiamo dire che non ce la siamo fatta sfuggire».

Marras conclude: «Il comparto agroalimentare lamenta un difficile accesso all’innovazione da parte delle singole imprese, le cause vanno ricercate nella frammentazione e nei costi elevati che la ricerca e l’introduzione di innovazioni richiedono. Costi difficilmente sostenibili da parte della singola impresa. Il Polo, in virtù delle sinergie che creerà tra comparto produttivo e il mondo universitario e della ricerca applicata, andrà ad innalzare la competitività delle nostre aziende locali, e di tutto il made in tuscany, nel breve e medio termine. Servirà le imprese di ogni dimensione e i consorzi di filiera, dando risposte alla domanda di innovazione, facilitando l’accesso a servizi avanzati. I benefici di avere  un centro di ricerca per l’agroalimentare sul territorio sono facilmente intuibili anche dal punto di vista delle opportunità formative per i nostri giovani. Favorendo la crescita delle aziende ci attendiamo interessanti ricadute occupazionali. Ecco perché abbiamo inserito il Polo per l’agroalimentare tra i progetti strategici dell’agenda 14,  una sorta di testamento della Provincia, che raccoglie le azioni che riteniamo irrinunciabili per lo sviluppo del territorio. Su queste azioni abbiamo concentrato la nostra attenzione e i nostri sforzi riuscendo così ad ottenere i finanziamenti pubblici che ci consentono di realizzare investimenti importanti come il Polo tecnologico e il Polo per l’agroalimentare, e determinanti per il futuro della Maremma».