Wwf acqua e foreste unite sotto il segno del clima

Pefc: Le foreste non si salvano senza certificazione e gestione attiva del territorio

[21 marzo 2017]

Quella appena iniziata è una settimana importante per l’ambiente a livello globale: oggi si celebra la giornata mondiale delle foreste, domani quella dell’acqua e il 25 marzo torna l’Earth Hour, l’ora della Terra del Wwf.

Secondo il Panda, le giornate delle foreste e dell’acqua e l’ora della Terra «sono un’occasione per riflettere sullo stretto legame che unisce  gli ambienti forestali e le risorse idriche del nostro pianeta. Quando distruggiamo le foreste intacchiamo pesantemente il loro importante ruolo nel ciclo dell’acqua e nei sistemi idrogeologici,  rafforziamo la portata e l’intensità delle alluvioni, dei dissesti idrogeologici, dei processi di desertificazione e dei periodi con forti siccità. E’ come una delicata catena che, se spezzata, produce devastazioni con un effetto domino sia su scala locale (disastri ambientali) sia su scala globale (cambiamento climatico). E sono proprio la deforestazione e la degradazione degli ambienti forestali responsabili globalmente di circa il 20% delle emissioni di gas serra».

In occasione della Giornata mondiale delle foreste, la presidente di Programme for endorsement of forest certification schemes (Pefc) Italia, Maria Cristina D’Orlando, sottolinea che «se si vuole davvero tutelare il nostro straordinario patrimonio di boschi e foreste e le comunità che attorno ad essi vivono, occorre agire in due direzioni: lottare contro l’illegalità nel settore forestale e dare un deciso sostegno alle tante realtà imprenditoriali che scelgono di certificarsi per assicurare la tracciabilità e la qualità delle materie prime utilizzate. Queste ultime, impegnate nelle varie fasi della filiera legno-arredo, sono infatti cruciali per garantire una gestione attiva del territorio». Una riflessione che, guardando alla necessità di preservare le risorse naturali del pianeta, rimane ancor più valida per quanto riguarda il consumo di materie prime seconde, sempre preferibile quando possibile.

Pefc Italia ricorda che «il taglio illegale degli alberi sottrae almeno 10 miliardi a industria e proprietari forestali nel mondo, oltre a essere responsabile del 25% delle emissioni dei gas serra globali. Il legame tra tagli illegali e difficoltà di rafforzare la gestione virtuosa delle nostre foreste è semplice: il mancato contrasto all’illegalità di fatto ostacola gli operatori che vogliono garantire trasparenza e qualità dei propri prodotti in legno. Chi opera nell’ombra infatti ha un vantaggio economico e minori costi».

Ma dal mondo della certificazione forestale arrivano anche buone notizie: «I boschi italiani certificati Pefc sono pari al 9,44%, in linea con i valori a livello mondiale: 400 milioni certificati su 3.890 milioni di ettari di superficie forestale mondiale –  spiega la D’Orlando – E, a fine 2016, le aziende italiane di trasformazione del legno e carta (non solo segherie e falegnamerie, ma anche cartiere, serramentisti, carpentieri, editori) che hanno ottenuto la certificazione catena di custodia Pefc (condizione essenziale per le imprese che vogliano usare il logo Pefc sui prodotti realizzati con materia prima certificata) sono 960, con un incremento di quasi il 15% rispetto all’anno precedente».

E per aumentare il livello di garanzie per gli acquirenti dei prodotti certificati in legno, i requisiti per poter ottenere la certificazione Pefc in Italia verranno presto rivisti in senso ancora più rigoroso, durante le periodiche revisioni da parte del Pefc internazionale. I nuovi standard, la cui introduzione è prevista per maggio, sono caratterizzati da un miglioramento dei criteri di sostenibilità ambientale: daranno ad esempio preferenza alla rinnovazione naturale dei boschi invece del rimboschimento artificiale che garantisce una maggiore diversità genetica, prevederanno l’introduzione di specifici sistemi di sorveglianza per la protezione delle foreste dalle attività illegali ed espliciteranno il divieto dei pesticidi più tossici per i pioppeti.