Xylella, Confagricoltura: «Non c’è contraddizione tra abbattimento, ricerca e trattamenti preventivi»

D'Amato (M5S): Non cambia sostanza, abbattimenti e uso intenso di pesticidi restano sbagliati

[13 maggio 2016]

Xylella mappa

Commentando le conclusioni della Corte Ue, che ha esaminato con una procedura accelerata la richiesta presentata dal Tar del Lazio, a cui avevano fatto ricorso diversi proprietari di fondi agricoli pugliesi per contestare l’imposizione degli abbattimenti nel quadro delle misure Ue anti-Xylella, Confagricoltura evidenzia che «Sono importanti le conclusioni dell’ avvocato generale della Corte Ue Yves Bot sulla validità delle misure Ue anti-Xylella che l’Italia ha applicato in Puglia, inclusa l’eradicazione delle piante». Infatti, l’associazione agricola ricorda che «Il parere arriva dopo l’esame con procedura accelerata, della richiesta presentata dal Tar del Lazio, a cui hanno fatto ricorso diversi olivicoltori  pugliesi. Le conclusioni dell’avvocato generale, anche se non vincolano la Corte di Giustizia, ma che di norma vengono seguite in occasione della sentenza, che verrà annunciata prossimamente, vanno nella direzione sostenuta da Confagricoltura, ovvero che “non c’è infatti nessuna contraddizione tra l’abbattimento e le ulteriori ricerche scientifiche ed i trattamenti fitosanitari preventivi”. Mentre, sebbene Bruxelles non lo specifichi, c’è il diritto all’indennizzo per chi perde le piante, a cui deve però provvedere l’Italia».

Per Confagricoltura «L’emergenza Xylella deve essere risolta e tutti i protagonisti devono responsabilmente svolgere la propria parte, non è più il tempo di ipotesi alternative. Occorre andare nella direzione dell’eradicazione di questo parassita per tutelare la nostra olivicoltura e la nostra agricoltura; venir meno agli obblighi della normativa danneggia tutti, favorisce l’espandersi della fitopatia, come già accaduto con l’allargamento della zona infetta».

Sulla questione interviene anche l’eurodeputata del Movimento 5 Stelle Rosa D’Amato: «Tenuto fermo il rispetto per il parere della Corte Ue, oggi non possiamo non ribadire che le misure emergenziali sulla Xylella in Puglia prese allora da Bruxelles erano e restano a nostro avviso sbagliate. Non a caso, grazie alle pressioni esercitate anche da noi in questi mesi, l’ultima decisione della Commissione europea ha di fatto limitato gli abbattimenti degli ulivi. Si tratta di un piccolo passo avanti, ma importante perché segna un cambio di direzione rispetto a chi voleva fare degli uliveti pugliesi un deserto».

Secondo l’eurodeputata  pentastellata, «Queste conclusioni non aggiungono nulla a quanto già sappiamo. Sapevamo, infatti, che la procedura adottata era rispettosa delle norme vigenti. Quello che abbiamo contestato da sempre e continuiamo a contestare è che quelle misure partano da un presupposto sbagliato: ossia la decisione dell’Efsa del 6 gennaio 2015, che si basa sulle evidenze del solo Cnr di Bari, i cui studi sono oggi sotto inchiesta da parte della magistratura. Da allora è passato quasi un anno e mezzo e diversi ricercatori hanno portato alla luce nuove evidenze che spingerebbero verso l’attuazione di misure efficaci a contrastare il disseccamento delle piante e al contempo più sostenibili per il territorio sia sotto il profilo ambientale che economico. Per questo, la nostra battaglia perché l’Ue promuova una ricerca più allargata e prenda in considerazione gli altri risultati provenienti dal mondo scientifico. E’ la ragione per cui il 18 maggio a Bari presenteremo una serie di ricerche italiane e internazionali i cui risultati vanno nella direzione per cui ci siamo sempre battuti: combattere il disseccamento degli ulivi preservando il nostro territorio da abbattimenti e pesticidi».