Allevamento intensivo di pollame o suini, ecco come dovrebbe funzionare secondo l’Ue

[21 febbraio 2017]

La Commissione europea – coerentemente alla direttiva sulle emissioni industriali (la numero 75 del 2010) – ha stabilito le conclusioni sui documenti di riferimento delle migliori tecniche disponibili (Bat) per l’allevamento intensivo di pollame o di suini: è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale europea di oggi la relativa decisione.

Il documento si riferisce all’allevamento intensivo di pollame o di suini con più di 40 000 posti pollame; con più di 2 000 posti suini da produzione (di oltre 30 kg) o con più di 750 posti scrofe.

In particolare le conclusioni sulle Bat riguardano una serie di processi e attività che si svolgono nell’azienda agricola. Ossia la gestione alimentare di pollame e suini, la preparazione dei mangimi (macinazione, miscelazione e stoccaggio), l’allevamento (stabulazione) di pollame e suini, la raccolta e stoccaggio degli effluenti di allevamento, il trattamento degli effluenti di allevamento, lo spandimento agronomico degli effluenti di allevamento, il deposito delle carcasse.

Ma non riguardano i processi di smaltimento delle carcasse, che può essere disciplinato nelle conclusioni sulle Bat relative ai macelli e all’industria dei sottoprodotti animali.

Le tecniche elencate e descritte nelle conclusioni sulle Bat non sono prescrittive né esaustive. È, infatti, possibile avvalersi di altre tecniche che garantiscano un livello almeno equivalente di protezione dell’ambiente.

Le conclusioni sulle Bat sono di applicabilità generale e in questo caso forniscono livelli di emissione associati alle migliori tecniche disponibili (BAT-AEL) per le emissioni nell’aria che si riferiscono alla massa di sostanze emesse per posto animale, per tutti i cicli di allevamento compiuti durante un anno (ovvero, kg sostanza/posto animale/anno).

Tutti i valori di concentrazione espressi come massa di sostanza emessa per volume nell’aria fanno riferimento a condizioni standard (gas secco ad una temperatura di 273,15 K e una pressione di 101,3 kPa).

Le conclusioni sui documenti di riferimento sono l’elemento fondamentale dei documenti sulle Bat e sono il riferimento per stabilire le condizioni di autorizzazione per le installazioni di attività industriali.

Per controllare le emissioni industriali, l’Unione europea ha sviluppato un quadro generale basato su un sistema di autorizzazioni integrate. Secondo questo approccio le autorizzazioni devono tener conto di tutte le prestazioni ambientali di un impianto per evitare che l’inquinamento sia spostato da un elemento, come l’atmosfera, l’acqua e la terra, a un altro. Si dovrebbe dare la priorità alla prevenzione dell’inquinamento, intervenendo alla fonte e garantendo un uso e una gestione prudente delle risorse naturali.

Dunque gli impianti (quelli elencati nella direttiva) devono essere dotatati dell’autorizzazione integrale ambientale (Aia) che è un’autorizzazione unica rilasciata a conclusione di un unico procedimento che permette la cessione (a certe condizioni) di inquinanti in aria, acqua, suolo e sottosuolo.