Ciwf: «Gli animali negli allevamenti non votano, tu sì»

Benessere animale: agli animalisti finti non interessa. Gli impegni di Ciwf firmati solo da LeU

Berlusconi ha già dimenticato gli agnellini. Al M5s non piacciono le telecamere nei macelli

[20 febbraio 2018]

Vi ricordate gli agnellini pasquali “salvati” da Berlusconi e della Brambilla? Vi ricordate i cagnolini esibiti (magari ringhianti e a disagio) dal politico di turno per carpire le simpatie di proprietari di animali? Vi ronzano ancora nelle orecchie le promesse di detassare il benessere animale? Siete tentati di votare un Partito farlocco  o un candidato “animalista” che però ha giurato fedeltà a una coalizione zeppa di estremisti venatori e che vorrebbe abolire i Parchi? Allora  fareste bene a leggervi le risposte date dai principali Partiti a Compassion in World Farming Italia (Ciwf) «per aiutarvi a capire che peso hanno le questioni relative al benessere animale e alla sostenibilità ambientale nei programmi dei partiti e movimenti che si presenteranno alle prossime elezioni».

Presentando gli impegni, Ciwf sottolinea «Queste elezioni e la prossima legislatura sono un’occasione per riflettere sulle priorità che il Paese vorrà darsi nei prossimi cinque anni. Il recente Eurobarometro sul Benessere Animale ha rivelato come gli italiani abbiano a cuore il benessere degli animali negli allevamenti, abbiano bisogno di essere correttamente informati sui metodi di allevamento e siano disposti a pagare di più per prodotti più rispettosi del benessere animale. Anche l’export del Made in Italy, per il quale si è tanto fatto e tanto investito, deve essere sostenuto da una qualità che non può in nessun modo dimenticare il benessere animale. Per fare questo le politiche della prossima legislatura dovranno incentivare un allevamento più sostenibile, che riduca le esternalità negative e sia quindi positivo in termini ambientali, di salute pubblica ed economici». Questa seria associazione internazionale che si occupa di benessere animale, la sola ONG italiana dedicata esclusivamente alla protezione e al benessere degli animali da allevamento,  ha chiesto ai principali attori politici di questa tornata elettorale, chiedendo loro di sottoscrivere un impegno sulle questioni che dovrebbero essere affrontate prioritariamente nel nostro Paese: 1- Trasporto deli animali; 2- Etichettatura secondo il metodo di allevamento; 3 – Telecamere nei macelli; 4 – Antibiotico resistenza; 5 – sostenibilità; 6 -Mangiare meno, mangiare meglio.

A uscirne a pieni voti è solo Liberi e Uguali che condivide tutti e 6 gli impegni proposti dal Ciwf.  Il Movimento 5 Stelle condivide 5 punti su 6 ma non ritiene necessario che ci siano telecamere nei macelli (come chiede il movimento animalista e ambientalista europeo dopo i casi di maltrattamenti nei macelli francesi e non solo) e, anche se il Ciwf sottolinea che « In molti altri paesi dell’Ue le telecamere sono utilizzate in alte percentuali nei macelli, per la loro funzione deterrente», la pentastellata Chiara Gagnarli dice che bisogna «tutelare la privacy dei lavoratori» e che «Per le sue diverse connotazioni, l’argomento va ulteriormente approfondito e discusso nella prossima Legislatura approfondendo quanto avviato in questi ultimi anni». Insomma, non si impegna.

Tace il PD, salvo una dichiarazione di Monica Cirinnà. Le altre forze politiche per ora non rispondono nemmeno, neanche  Berlusconi e Dudù e il Movimento Animalista della Brambilla. Si vede che la lobby della zootecnia intensiva e della macellazione industriale vale molto di più degli agnellini esibiti a Pasqua come “salvati dal macello” per prendere i voti animalisti, evidentemente ritenuti facilmente abbindolabili