“Carne fraca”, lo scandalo della carne avariata che arriva dal Brasile

M5S e Coldiretti: bloccare l'import dal Brasile, come già fatto da Cina e Corea del Sud

[24 marzo 2017]

Il 22 marzo, scosso da uno scandalo riguardante l’esportazione di cane avariata, il Brasile ha chiesto ai Paesi dell’Organizzazione mondiale del commercio di «non ricorrere a delle misure che costituirebbero delle restrizioni arbitrarie e sarebbero contrarie alle regole della Wto» sull’importazione che potrebbero fargli perdere alcuni dei suoi principali mercati. Questa settimana, già più di 20 Paesi hanno vietato – parzialmente o totalmente – la vendita di prodotti contenenti carne brasiliana, un colpo da KO per un’industria che nel 2016 ha rappresentato più di 13 miliardi di dollari per l’economia brasiliana.

Della cosa se ne sono occupati con una nota congiunta anche  i deputati del Movimento 5 Stelle Mirko Busto e Matteo Mantero, che fanno parte rispettivamente della Commissione ambiente e della Commissione affari sociali della Camera e che chiedono che «Il Governo blocchi immediatamente l’import di carne avariata dal Brasile, come già fatto da Cina e Corea del Sud». Busto e Mantero spiegano che «Lo scandalo, legato all’inchiesta “Carne fraca” che ha scoperto un giro di tangenti per ottenere falsi certificati, riguarda carne di bovino trattata con diverse sostanze chimiche, per evitare che ci si accorgesse dello stato pessimo di conservazione, gonfiata con acqua o in alcuni casi, come di quella di pollo, addirittura additivata di carta. Un rischio reale per la salute dei cittadini».

I due deputati M5S si chiedono «cosa si nasconde dietro la carne a prezzi stracciati e derivante da allevamenti intensivi, una pratica insostenibile e rischiosa sia per gli animali che per la salute dei consumatori, come documentato in questi giorni da diverse inchieste giornalistiche, come la trasmissione tv di Giulia Innocenzi “Animali come noi” e al centro della mobilitazione di diverse sigle della società civile come Avaaz.org. Per questo il M5S ha proposto l’indicazione in etichetta del tipo di allevamento, una maggiore tracciabilità delle diverse fasi e sedi di produzione e l’installazione di telecamere nei macelli»

Coldiretti in una nota ricorda che da una sua analisi emerge che  «L’Italia è uno dei maggiori importatori europei di carne dal Brasile per quantitativi superiori a 30 milioni di chili che hanno varcato i confini nel 2016». Per questo anche Coldiretti chiede all’Unione Europea di «bloccare l’importazione di carne dal Brasile come hanno già fatto Cina e Corea del Sud, in attesa che vengano garanzie sull’esclusione, dalla lista degli esportatori, delle aziende coinvolte nello scandalo di carne avariata».

La più grande associazione agricola italiana evidenzia che «Le indagini della polizia brasiliana coinvolgono i più grandi produttori mondiali di carne con interessi anche in Italia che avrebbero aggirato controlli sanitari con la commercializzazione di carni avariate poi contraffatte attraverso l’acido ascorbico. Un rischio per i cittadini europei sul quale occorre fare immediatamente chiarezza per non mettere a rischio la salute dei consumatori».

Lo scandalo “Carne fraca” sta assumendo proporzioni planetarie perché il Brasile è il più grande esportatore di carne di bovini e pollame e rifornisce più di 150 Paesi. Durante un’audizione alle Commissioni economia e agricoltura del Senato brasiliano, il ministro dell’agricoltura Blairo Maggi ha detto di aspettarsi che le esportazioni di carne brasiliana calino intorno al 10% e che le perdite economiche arriveranno a 1,5 miliardi di dollaris. Cina, Hong Kong e CLie, che da soli nel 2016 hanno rappresentato il 40% delle esportazioni di carne bovina dal Brasile, hanno totalment chiuso i loro mercati.

Unione europea, Svizzera, Giappone, Messico e Sudafrica hanno vietato l’importazione dei prodotti  delle marche coinvolte nell’inchiesta e a Panama sono stati ritirati dai supermercati tutti i prodotti a base di cane brasiliana. Altri Paesi, come Usa, Corea del sud, Argentina e Arabia Saudita, primo importatore di pollame brasilano, hanno deciso di intensificare i controlli.

Lo scandalo “Carne fraca” è scoppiato quando la polizia brasiliana ha scoperto il 17 marzo che dei grossi esportatori di carne avevano dato delle bustarelle agli ispettori dei servizi di igiene del ministero dell’agricoltura  perché certificassero che la carne avariata poteva essere consumata. L’indagine ha portato all’arresto di 30 persone e al divieto di esportazione da parte delle imprese interessate, compresi giganti della carne  e dell’agroalimentare come Jbs e Brf.

Nella nota trasmessa alla Wto, il Brasile dice che la stessa esistenza dell’inchiesta “Carne fraca”  dimostrerebbe «la trasparenza e la credibilità dei nostri controlli» e cita le cifre diffuse dal governo conservatore “paragolpista” del presidente Michel Temer (non certo un esempio di adamantina onestà) che cerca dispoeratamente di limitare i danni che acuiranno una delle peggiori crisi economiche della storia del Brasile. Una bancarotta politica ed economica che deriva dalle rivelazioni sulla corruzione sistematica legata alla compagnia petrolifera pubbica Petrobras.

Il governo brasilian dice che in realtà sono finiti sotto inchiesta “ solo” 184 lotti di cane sugli 853.000 esportati nel  2016 e fa notare che in Brasle ci sono più di 4000 impianti di trasformazione della carne e che solo 21 di questi sono finiti sotto inchiesta. Il ministero dell’agricoltura, propietario di giganteschi appezzamenti coltivati a soia, ha avviato una martellante campagna sui media nella quale pubblicizza i suoi controlli nelle “fabbriche della carne” e nei supermercati, per tentare di tranquillizzare l’opinione pubblca sulla qualità del cibo in vendita in Brasile. In un comunicato congiunto con la polizia, il ministro Maggi spiega che l’inchiesta riguarda la cattiva condotta di alcuni funzionari  e «non rappresenta un disfunzionamento generalizzato del sistema sanitario brasiliano».

Il 27 marzo Maggi dovrebbe ricevere la visita di Vytenis Andriukaitis, il Commissaio europeo alla salute e la sicurezza alimentare, e il Brasile ha già sospeso la licenza a 4 impianti autorizzati ad esportare verso l’Ue, che sono tra i 21 accusati di aver commesso irregolarità.

Lo scandalo della “Carne fraca” non poteva arrivare in un momento peggiore: mentre sono in corso negoziati tra l’Ue e il Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay) su un accordo di libero scambio. Lo scandalo potrebbe quindi fare il gioco delle lobbie agroalimentari europee che vedono di malocchio l’accordo e che sperano di limitare le importazioni di cani sudamericane. Ma la direttrice dell’Ue per le Americhe, Edita Hrda, ha detto durante una conferenza stampa a Buenos Aires che lo scandalo della carne avariata brasiliana non costituirà «Alcun ostacolo ai negoziati».