Commissione pesca Ue, via libera alla pesca elettrica. Bloom: disastroso. Mantenere il divieto Ue (VIDEO)

Contro Verdi e Sinistra europea: «La pesca elettrica sostenibile è un mito»

[27 novembre 2017]

Il 21 novembre un gruppo di europarlamentari verdi (Marco Affronte, Yannick Jadot, Karima Delli, Pascal Durand), Anja Hazekamp della Sinistra europea e Nathalie Griesbeck dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa hanno presentato in Commissionre pesca del Parlamento europeo oltre 84.000 firme contro la pesca elettrica. Ma lo stesso giorno, in sole due ore, i 27 eurodeputati della Commissione pesca hanno votato i 750 emendamenti al regolamento attuativo della Politica comune della pesca e l’ONG Bloom dice che «Nell’insieme, il voto è stato terribilmente cattivo per il futuro delle acque europee, ma i voti su alcuni emendamenti riguardanti la pesca elettrica sono stati particolarmente disastrosi. Le lobbies olandesi hanno ottenuto tutto quel che volevano». Il 28% dell paranze olandesi è equipaggiato con attrezzature per la pesca elettrica che consiste nell’inviare una coprrebte elettrica nel fondale marino per provocare delle cionvulzioni nella fauna e far “alzare” i pesci dal sedimento per catturali meglio con le reti a strascico.

Alla fine 23 eurodutati della commissione pesca contro 3 hanno approvato un compromesso politico che, spiega Bloom,  all’articolo 24 prevede: «Di operare uno scivolamento semantico pericoloso definendo la pesca elettrica come attrezzo “innovativo”, invece di chiamarla per quel che è, come il resto del mondo: una pesca distruttrice; Di continuare a pescare mentre la pratica è vietata in Europa dal 1998; Di estendere anche l’attuale numero di paranze elettriche in Europa, passando da un quadro nel quale la tolleranza è (in deroga) del 5% delle flotte di paranze di ogni Stato membro al 5% dei  “mestieri”, il che aumenta drasticamente il numero possibile di licenze per Paese; Summa della perversione istituzionale, il compromesso permette, da qui a 4 anni, se la scienza non ha provato gli impatti “negativi” per gli habitat della pesca elettrica, di autorizzarla senza limiti in Europa». Insomma, per la Commissione pesca dell’Ue gli olandesi potranno continuare la “ricerca scientifica” sulla pesca elettrica che dura da 10 anni, facendo esattamente quel che i criticatissimi giapponesi fanno con la “pesca scientifica” delle balene.

Blòom denuncia: «Questo linguaggio apre la porta a una controversia scientifica infinita, come abbiamo visto per altre grossi problemi come il glifosato o i neonicotinoidi. Bisognerà quindi che alcuni Stati membri dedichino un budget di ricerca per dimostrare che l’elettrocuzione della vita marina è unìidea stupida e pericolosa (l’inversione dell’onere della prova), dato che oggi la ricerca viene dall’Olanda e fa pate  del dispositivo di lobbying des industriali. Gli olandesi potranno, se lo volessero, quindi equipaggiare così il 100% della loro flotta, mettendo così in regola le loro numerose licenze illegal».

Infatti, all’annuncio dei risultati del voto in Commissione pesca la  lobby olandese ha esultato e il verde  Yannick ha dovuto chiedere loro di rispettare il lavoro degli europarlamentari oppure di uscire dalla sala per fare i loro commenti.

Il 2 ottobre Bloom aveva chiesto alla Commissione europea di avviare una procedura di infrazione contro l’Olanda per pesca illegale. Il 2 novembre il verde francese Durand  aveva depositato un’interrogazione urgente alla Commissione Ue per chiedere chiarimenti rapidi sulle licenze illegali olandesi, ma la Commissione si è presa le 3 settimane di prassi per rispondere ed è arrivato il voto/sanatoria della  Commissione pesca. Il 2 novembre, Bloom ha lanciato la petizione che in meno di 20 giorni ha raccolto  più di 84.000 firme e l’8 novembre la coalizione di  pescatori artigianali  Low Impact Fishers of Europe – Life ha inviato una lettera agli eurodeputati per chiedere di non abbassare l’attuale quadro legislativo sulla pesca elettrica.

Sulla questione è intervenuto anche l’ex ministro britannico della pesca Richard Benyon che ha chiesto ai parlamentari del suo Paese di adoperarsi perché l’Ue vieti la pesca elettrica prima della Brexit, Altretta ha fatto l’ex ministro dellecologia franncese Ségolène Royal su Le Monde, Ma il 16 novembre  durante una riunione ufficiale organizzata a Londra dalla lobby della pesca olandese VisNed, diversi rappresentanti dei pescatori artigianali inglesi hanno duramente contestato la pesaca elettrica  accusando gli organizzatori dell’evento di voler provocare la morte delle loro attività, di volerli mandare in bancarotta e di voler ripulire l’oceano da tutti i pesci con un metodo di pesca terribile.

Tutte cose ignorate dalla Commissione pesca  del Parlamento europeo e la prsidente di Blomm,  Claire Nouvian, ha detto:«La lobbies della pesca industriale hanno vinto. La battagli va ora portata nel voto in plenaria, Siamo in una situazione titalmente aberrante e inaccettabile sulla base della quale 27 deputati europei determinano il futuro della pesca e degli oceani europei. Siamo onresti: subiscono e accettano il rullo compressore del lobbying industriale». Il direttore scientifico di Bloom, Frédéric Le Manach, ha aggiunto: «E’ uno scandalo da un punto di vista ambientale e sociale. Nessuna giustificazione frazionale potrà sostenere una posizione così oltraggiosamente a favoredi un pugno di industriali olandesi».

Bloom dice che la sola consolazione  è che «Questo risultato disastroso può essere ancora rimesso in discussione entro il voto in plenaria, che avrà luogo perché il relatore del regolamento, lo spagnolo di destra (gruppo Ppe) Gabriel Mato, non ha ricevuto l’avallo dei suoi colleghi a negoziare direttamente il testo di legge finale a nome del Parlamento con il Consiglio dell’Unione e la Commissione europea». La Lobby olandese della pesca elettrica spinge per un voto al Parlamento europeo entro il 28 febbraio 2018, ma spetterà agli eurodeputati decidere.

Gli industriali della pesca elettrica olandesi vantano addirittura dei benefici ambientali: l’elettrocuzione sottomarina su vasta scala farebbe risparmiare carburante, ma i pescatori artigianali del nord della f Francia denunciano la rarefazione dei pesci e la desertificazione degli oceani provocate dalla pesca elettrica e ricordano l’impegno di «mettere fine, entro il 2020, alle pratiche di pesca distruttive» preso dall’Unionde europea con la sottiscris zione dell’obietivo delle sviluppo sostenibile 14 dell’Onu.

Alla lobby della pesca elettrica risponde  proprio l’eurodeputata olandese Anja Hazekamp, del  Partij voor de Dieren (PvdD –  Partito per gli animali), che aderisce al Gruppo confederale della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica e che all’interno della Commissione pesca ha espresso la più forte opposizione: «La pesca elettrica è un metodo pericoloso che è stato bandito per decenni, come l’uso di esplosivi e veleni. Una tecnica in cui la pesca viene eseguita con reti da pesca elettrificate non è  certo essere definita  fryendly o sostenibile. Pesci come il merluzzo possono anche essere spezzati in due dalle scosse che ricevono. non è neppure chiaro come altri animali che vivono  sott’acqua, come squali e razze, reagiscano all’elettricità nel loro ambiente. Pescare l’ultimo pesce del mare mettendo in pericolo gli animali che ci vivono, non è un modo  per salvare gli oceani, In questo momento, la pesca sostenibile (attraverso l’elettricità) è un mito».

Videogallery

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  • Polémique: faut-il bannir la pêche électrique ? JT 20h France 2 - English subtitles at 0:23

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