La Commissione Generale per la Pesca in Mediterraneo chiude 1.493 km2 alla pesca a strascico

Italia, Malta e Tunisia chiudono 3 aree nello Stretto di Sicilia per garantire il recupero di stock commerciali

[6 giugno 2016]

pesca a strascico

A St. Julian (Malta), la 40esima riunione della Commissione Generale per la Pesca nel Mediterraneo (CGPM), il braccio operativo della Fao incaricato di assicurare la gestione sostenibile della pesca nel  Mediterraneo e nel Mar Nero Oceana, ha approvato la chiusura della pesca a strascico in tre aree di aggregazione di giovanili di nasello e gambero rosa nello Stretto di Sicilia e la chiusura temporale nel Golfo di Gabes.

Oceana plaude a questa decisone e sottolinea che «Proteggendo 1.493 km2  tra Italia, Malta e Tunisia è stato compiuto un passo cruciale verso la ripopolazione dello stock di nasello – la specie più sorvasfruttata del Mediterraneo – e la gestione sostenibile di un’area che produce oltre il 60% del gambero rosa pescato in Mediterraneo».

La proposta di chiudere tre aree di aggregazione di giovanili di nasello nel settore settentrionale dello Stretto di Sicilia venne presentata proprio da Oceana nel 2015 sulla base di dati scientifici e fu recepita dal comitato scientifico della CGPM come la misura più appropriata per fermare il sovrasfruttamento di stock commerciali e la pressione sui giovanili. Con il tempo tale proposta ha ottenuto l’appoggio del settore della pesca che opera nello Stretto di Sicilia.

Il direttore esecutivo di Oceana in Europa, Lasse Gustavsson, ha spiegato che «Un piano di gestione completo che includa la tutela delle aree di aggregazione di giovanili e riproduttori è la misura più diretta per assicurare la sostenibilità di una risorsa ittica e della pesca che ne dipende. La chiusura alla pesca non selettiva nello Stretto di Sicilia di una superficie pari a quella di Città del Messico avrà un impatto positivo nel recupero di risorse ittiche commerciali essenziali per il Mediterraneo. Siamo soddisfatti che i Paesi del Mediterraneo abbiamo approvato un piano di gestione subregionale per il recupero di stock ittici condivisi e sovrasfruttati. Questo piano, oltre a essere necessario, rappresenta una pietra miliare nella gestione sostenibile della pesca in Mediterraneo. Ci auguriamo che questo sia il primo passo verso una storia di successi sul lungo termine in questa regione».

La CGPM ha anche avviato procedure per la protezione di habitat marini profondi in Mediterraneo dove vivono coralli e spugne e i  Paesi mediterranei si sono impegnati per la prima volta a definire nuove misure di gestione per questi ambienti marini vulnerabli (VME, Vulnerable marine ecosystems) entro e non oltre il 2018. La prima azione sarà la definizione nel breve termine di una lista di caretterizzazione, che includa specie, habitat e caratteristiche geografiche, come le montagne e canyon sottomarini, perché sia approvata dal comitato scientifico della CGPM entro il 2017.