Nuovi pesci per l’acquacoltura. Si possono allevare le ricciole? Il problema dello sperma (VIDEO)

La diversificazione è la chiave per potenziare l’acquacoltura europea

[14 dicembre 2017]

L’acquacoltura europea è un settore vitale che dà lavoro a 190 000 persone e ha un valore alla produzione di 7 miliardi di euro, però solo il 10% dei prodotti ittici mangiati dai consumatori è effettivamente prodotto nell’Ue. Secondo il progetto Diversify (Exploring the biological and socio-economic potential of new/emerging candidate fish species for the expansion of the European aquaculture industry),  finanziato dall’Unione europea, la ricciola (Seriola dumerili) «date le grandi dimensioni, il rendimento, il breve tempo di commercializzazione e l’idoneità per la diversificazione del prodotto e lo sviluppo di prodotti a valore aggiunto», è una delle specie che potrebbe aiutare a incrementare la produzione dell’acquacoltura europea. Ma il team di Diversify avverte che «Questi potenziali benefici sono controbilanciati da una difficoltà: la riproduzione incostante in cattività che impedisce un’efficiente allevamento marino in gabbia della specie. Una conoscenza più approfondita di quali sono le cause potrebbe aiutare l’Ue a migliorare le tecnologie di produzione, diversificare i prodotti e potenziare gli aspetti di marketing per migliorare la crescita dell’industria dell’acquacoltura».

Il team di Diversify ha recentemente pubblicato su American Society of Animal Science lo studio “Rearing in captivity affects spermatogenesis and sperm quality in greater amberjack, Seriola dumerili (Risso, 1810)” che fa il punto su cosa ostacola l’allevamento della ricciola. I ricercatori italiani, francesi e greci, guidati da Rosa Zupa Dell’università degli studi di Bari Aldo Moro, sono partiti da studi recenti che hanno riscontrato che, durante la stagione riproduttiva,  le ricciole allevate nelle gabbie in mare mostravano uno scarso sviluppo delle gonadi e una precoce interruzione dell’attività gametogenica (la formazione o produzione di gameti),. Il risultato è una menomazione della spermatogenesi e di conseguenza un tasso riproduttivo più basso. Quindi «Sono stati raccolti campioni di maschi adulti selvatici e cresciuti in cattività durante 3 diverse fasi del ciclo riproduttivo: prima gametogenesi (fine aprile, inizio maggio), gametogenesi avanzata (fine maggio, inizio giugno) e deposizione delle uova (fine giugno, luglio) . spiegano a Diversify – La qualità dello sperma dei pesci cresciuti in cattività è stata valutata usando un’analisi computerizzata dello sperma e il progetto ha riscontrato che i maschi cresciuti in cattività mostravano lobuli seminiferi di diametro inferiore. I lobuli si trovano all’interno dei testicoli ed è qui che i gameti maschili, e cioè gli spermatozoi, si formano. I pesci in cattività inoltre mostravano una diminuzione precoce e progressiva della mitosi spermatogoniale e un alto livello di apoptosi (morte cellulare) proprio all’inizio della stagione della riproduzione. Queste caratteristiche sono coerenti con un livello più alto di estradiolo nel plasma del pesce».

Inoltre, «Oltre a questi ostacoli a tassi di riproduzione più in linea con quelli dei pesci selvatici, durante la stagione della riproduzione lo sperma prodotto mostrava una drastica diminuzione di motilità, durata, velocità e adenosina trifosfato (APT) – spiega il team di ricercatori – La velocità dello sperma sembra essere fortemente influenzata dalla sua morfologia, cioè le dimensioni e la forma dei componenti dello sperma: testa, tratto intermedio e flagello. Lo sperma con flagello lungo, e di conseguenza una grande lunghezza totale, tende ad avere una velocità relativamente alta. Il tratto intermedio contiene mitocondri, che producono energia chimica in forma di APT. La riduzione di APT potrebbe avere un impatto sulla motilità dello sperma. Nella fase della deposizione delle uova, si è verificato un aumento anormale di concentrazione di sperma e un aumento di spermatozoi morti, probabilmente a causa della mancanza di idratazione dello sperma e di eiaculazione e di conseguenza dell’invecchiamento dello sperma».

Diversify punta a »rivoluzionare le tecniche scientifiche e le metodologie per ottimizzare l’allevamento e la produzione di nuove specie di pesci pinnati e per determinare le tecniche di commercializzazione necessarie per attirare i consumatori» e secondo il team della Zupa, lo studio «dimostra l’estrema vulnerabilità della ricciola allo stress dell’allevamento e sottolinea l’esigenza di migliorare le procedure di allevamento e gestione per migliorare le disfunzioni della gametogenesi nella produzione commerciale dell’acquacoltura».

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