Our Ocean, appello Fao: nuovi Paesi si uniscano al trattato contro la pesca illegale

La pesca nel Mediterraneo e nel Mar Nero al centro di nuovi impegni presi alla Conferenza

[6 ottobre 2017]

Intervenendo alla  Conferenza Our Ocean a Malta, il direttore generale della Fao, José Graziano da Silva, ha detto che «Tutti i Paesi dovrebbero unirsi all’Accordo sulle misure dello Stato di approdo (Port State Measures Agreement – Psma), il trattato di riferimento per la lotta alla pesca illegale, per liberare finalmente il mondo da una maledizione multi-miliardaria che danneggia la nutrizione umana e l’ambiente,  Perché questo trattato sia veramente efficace, è necessario che tutti i paesi del mondo ne facciano parte. Fino ad oggi circa 50 Paesi hanno firmato l’accordo, ma ne servono di più».

Da Silva ha ricordato che «La Fao sta raddoppiando il suo impegno per l’implementazione del Psma e ha investito notevoli risorse finanziarie proprie per aiutare i Paesi più poveri a sviluppare le capacità tecniche, scientifiche e legali necessarie. Investimenti che dovrebbero essere visti come “semi” che andrebbero sostenuti con donazioni volontarie da parte dei Paesi membri0 IL Psma, che prevede ispezioni rigorose delle imbarcazioni da parte delle autorità portuali piuttosto che di quelle di bandiera, è lo strumento principale per combattere la pesca illegale e contribuisce ad affrontare anche altre gravi questioni come il traffico di droga e di esseri umani».

il direttore generale della Fao ha anche annunciato che la sua Agenzia Onu impegnerà  41,9 milioni di dollari per programmi riguardanti il settore ittico, volti a migliorare la gestione della pesca e i mezzi di sussistenza dei pescatori nel Mediterraneo e nel Mar Nero.

«Oceani sani sono una condizione vitale per l’implementazione dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e sono particolarmente importanti per alcune delle comunità più povere del mondo, che dipendono da attività legate alla pesca su piccola scala», ha sottolineato Graziano da Silva.

La Fao lavora d molto tempo per un uso sostenibile degli oceani e delle risorse marine – che forniscono proteine animali ad oltre tre miliardi di persone e rappresentano la fonte principale di sostentamento per circa trecento milioni di persone –  un lavoro che si è intensificato negli ultimi anni. Oltre al Psma la Fao ha promosso l’adozione internazionale delle Linee guida volontarie per una pesca di piccola scala sostenibile, nel Contesto delle sicurezza alimentare e dell’eradicazione della povertà.

L’Agenzia alimentare dell’Onu evidenzi che «La pesca di piccola scala ricopre un ruolo significativo in ambito sociale, culturale ed economico nelle regioni del Mediterraneo e del Mar Nero, rappresentando oltre l’80 per cento delle imbarcazioni di pesca ufficiali e un quarto di tutto il pesce pescato. Tuttavia il ruolo della pesca di piccola scala è a rischio, visto che l’85 per cento degli stock ittici locali sono oggi pescati a livelli ritenuti biologicamente non sostenibili».

Da Silva ha annunciato che «La Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo impegnerà 20 milioni di euro per invertire il trend di utilizzo eccessivo degli stock ittici nel Mediterraneo e nel Mar Nero, oltre che per rafforzare i mezzi di sussistenza delle comunità costiere.  La Fao sta inoltre allocando nuovi fondi nell’iniziativa Blue Hope, che mira a trasformare la costa Sud del Mediterraneo – che al momento sta fronteggiando pesanti trend migratori –  in motori di stabilità e crescita. La Fao ha riaffermato il suo impegno a spendere oltre un milione di dollari per assistere i Piccoli Paesi insulari in via di Sviluppo (Sids) attraverso l’iniziativa Blue Growth che aiuta i Paesi in via di sviluppo a ricostruire e rafforzare le loro economie acquatiche in modo sostenibile, beneficiando allo stesso tempo le comunità costiere.  Una particolare attenzione verrà data ad assicurare che il mercato del pesce contribuisca a raggiungere gli obiettivi di lotta alla fame. Massimizzare i benefit – economici e in termini di resilienza – dell’acquacoltura è un altro elemento fondamentale».