Pesca del tonno rosso e salvaguardia della specie, un’indagine italiana

I ricercatori dell’Univpm a bordo dei pescherecci per indagare su pescato ed età riproduttiva

[7 agosto 2017]

In base a un di un accordo biennale con il ministero per le politiche agricole, i ricercatori dell’università politecnica delle Marche (Univpm)  si sono occupati del monitoraggio della campagna di pesca del tonno rosso 2017 che si è appena conclusa.

Il gruppo di ricerca coordinato da Oliana Carnevali del dipartimento di scienze della vita e dell’ambiente dell’Univpm che si occupa della biologia della riproduzione dei grandi pelagici (tonno rosso e pesce spada), che ha l’obiettivo di sostenere una pesca sostenibile e responsabile, spiega: «Nei nostri mari vivono centinaia di specie ittiche (>500) ma ne sono consumate solo poche decine (60 circa) di cui circa 20 specie si trovano comunemente sui banconi dei supermercati, nelle pescherie o nei ristoranti. Quel che si muove nel piatto non è più solo una questione gastronomica ma c’è bisogno di una maggiore attenzione verso le specie a rischio estinzione per consentirne la protezione e il successivo ripopolamento nell’ambiente marino. E’ il caso del tonno rosso e del pesce spada. Spesso le catture interessano  esemplari giovani che possono essere pescati ancor prima di riprodursi e questo mette a rischio la sopravvivenza della specie».
L’accordi firmato fra Univpm e ministero  va proprio nella direzione della conservazione, protezione e tutela delle specie ed è per questo che è stato avviato un progetto biennale (2016-2018) per il monitoraggio della pesca in Italia e per lo studio del ciclo riproduttivo del tonno rosso e del pesce spada.

«L’accordo  – spiegano i ricercatori – favorisce anche la formazione: l’Univpm forma osservatori nazionali della pesca del tonno rosso e pesce spada  i cui compiti sono: osservare e monitorare il rispetto dell’applicazione della vigente Raccomandazione Iccat da parte delle imbarcazioni durante le operazioni di pesca e nella tonnara fissa, fornendo dati  sul volume, area e data di cattura. Altro ruolo dell’osservatore Nazionale consiste nella segnalazione di attività̀ di pesca illecita in violazione alle misure di conservazione dell’Iccat. Inoltre, l’osservatore svolgerà̀ un lavoro scientifico grazie alla raccolta di dati biometrici (lunghezza e peso) e biologici (muscolo, fegato, gonadi, sangue, otoliti, spine dorsali, etc..)».

La formazione è svolta in collaborazione con la francese Cofrepeche e l’italiana Oceanis che supporta Univpm dal punto di vista tecnico-logistico garantendo la presenza degli osservatori durante tutta la campagna di pesca.

All’Univpm spiegano ancora che «L’osservatore nazionale generalmente è un biologo marino che  svolge il proprio lavoro a stretto contatto con il mare, spesso in condizioni meteo-marine difficili, effettuando campionamenti per studi scientifici in questo caso rivolti alla riproduzione, alla crescita e alla qualità del pescato. Il monitoraggio e il campionamento avvengono su tutto il territorio nazionale, soprattutto in Sicilia, Calabria, Campania e Sardegna durante la stagione di pesca del tonno rosso e del pesce spada. L’elaborazione dei dati biologici ha permesso la realizzazione di una nuova equazione che partendo dalla lunghezza permette una migliore valutazione del peso del tonno rosso utile alla stima dei quantitativi pescati».

Il team della Carnevali sta svolgendo anche un importante lavoro sulla riproduzione del tonno rosso e del pesce spada nel Mediterraneo, «Un’analisi importante – concludono i ricercatori – perché ad oggi non è ancora chiara  l’età  riproduttiva di questa specie. Attraverso le analisi in corso si potranno dare indicazioni sempre più precise sulla taglia di prima maturità sessuale per meglio salvaguardare gli esemplari in età riproduttiva».