Pesca e delfini, l’Amp delle Egadi a ministero e Regione: indennizzare i pescatori

Blitz contro i bracconieri, plauso alla Capitaneria di Porto di Trapani: tempi duri per i ricciaioli

[14 aprile 2017]

Dopo che alle Isole Eolie, i pescatori hanno dichiarato uno “sciopero contro i delfini, l’Area marina protetta  di un altro arcipelago siciliano, quella delle IIsole Egadi, gestita dal Comune di Favignana, ha inviato una nota alla Direzione generale della pesca marittima e dell’acquacoltura del ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e all’assessorato regionale siciliano delle risorse agricole e alimentari, per sottoporre loro il problema delle interazioni negative in atto tra i piccoli pescatori delle isole Egadi e i delfini, che sta diventando sempre più delicata.

Il presidente dell’Amp e sindaco delle Egadi, Giuseppe Pagoto, spiega che «I pescatori da tempo lamentano i danni alle proprie reti e al pescato, provocati dai voracissimi e numerosi delfini e chiedono a gran voce un aiuto per avere un indennizzo economico e ricomprare le reti».

Nella lettera, inviata per conoscenza anche al ministero dell’ambiente, il direttore dell’Amp delle Egadi, Stefano Donati, evidenzia che «Gli operatori della pesca, infatti, lamentano i sempre più frequenti danni alle proprie attrezzature da pesca e al prodotto ittico, ad opera dei delfini. I pescatori chiedono con sempre maggiore insistenza un intervento in loro aiuto da parte delle Autorità competenti. Ad essi si associano le Associazioni di categoria, sotto la sigla congiunta di Acipesca, e la locale cooperativa San Giuseppe, che associa alcuni pescatori delle marinerie di Favignana e Marettimo, con toni anche piuttosto accesi. Questa situazione, all’interno dell’Area marina Protetta, rischia di trasformarsi in un problema, poiché le esigenze di tutela potrebbero confliggere con le necessità e i problemi degli operatori del settore, compromettendo i delicati equilibri uomo-natura costruiti faticosamente nel tempo e rendendo ulteriormente impegnativa l’azione dell’Ente gestore dell’area marina protetta nel rapporto con i pescatori. Pertanto, alla luce di quanto sin qui esposto, con la presente si chiede alle Autorità in indirizzo, competenti in materia di pesca, un intervento strategico finalizzato a reperire soluzioni di sostegno agli operatori, quali indennizzi per gli attrezzi danneggiati, a valere sui fondi FEAMP».

Donati spiega che «Si tratta di una situazione che rischia di trasformarsi in un problema, perché potrebbe riaprire un vecchio conflitto, oggi sopito, tra le esigenze di tutela di una specie protetta (il tursiope) e le necessità dei pescatori delle isole, compromettendo i delicati equilibri uomo-natura costruiti faticosamente nel tempo».

Già nel 2013, l’Amp delle Egadi era intervenuta direttamente, erogando 25.000 euro per riacquistare le reti ai pescatori. «Abbiamo quindi richiesto – aggiunge Pagoto – agli organi competenti in materia di pesca, di attivare le linee di finanziamento previste dai fondi comunitari, che comprendono anche indennizzi economici per problemi di questo tipo. L’eccezionale biodiversità dell’area marina protetta è una ricchezza che dobbiamo tutelare al pari della tradizione della pesca. I delfini, pertanto, non rappresentano dei nemici, ma è chiaro che in questa fase vanno individuate soluzioni per garantire una coesistenza serena con i pescatori». Sempre in tema di pesca, ma questa volta di frodo, Pagoto plaude alle brillanti operazioni della Guardia Costiera di Trapani, che in pochi giorni ha sequestrato un grande quantitativo di ricci di mare (11.000 ricci, nel primo caso, e 500 nel secondo), pescati presumibilmente nell’Area marina protetta, di cui avevano fatto razzia i “ricciaioli”: «Grazie e complimenti alla Capitaneria di porto, anche per il costante supporto all’Amp. Tempi duri, per i bracconieri del mare!».