I pescatori votano Sì, per il mare e per una nuova politica energetica

Presidio a Venezia: Sì per la tutela di un inestimabile patrimonio naturale

[13 aprile 2016]

pesca sì

Il 14 aprile,  in vista del referendum sulle trivelle, è in programma a Venezia un presidio di pescatori «per sensibilizzare l’opinione pubblica a votare sì, contro quello che viene considerato un rischio inutile per il mare e per la pesca». L’Alleanza delle cooperative settore pesca distribuirà materiale sui temi della pesca sostenibile e della tutela del mare. Alla manifestazione saranno presenti le istituzioni regionali, gli enti locali e i rappresentanti della Direzione marittima di Venezia. Sono previste degustazioni di prodotti del mare.

E una delle tante manifestazioni alle quali hanno partecipato i pescatori italiani e il  coordinamento pesca della Alleanza delle cooperative italiane, «dopo aver sentito le richieste dei pescatori che da anni, sottoponendosi a grandi sacrifici di reddito e lavoro, sono impegnati in prima linea, insieme alle associazioni ambientaliste, per la salvaguardia delle risorse del mare», ha lanciato un appello  a «Votare “SI” per chiedere al Governo un definitivo cambiamento di rotta verso tutte le forme di produzione di energia sostenibili e rinnovabili».

Il  coordinamento pesca della Alleanza delle cooperative italiane sottolinea  che «Come sempre i quesiti referendari sono di difficile interpretazione e così anche quello del prossimo 17 aprile sta creando molte perplessità che rischiano di indurre i cittadini al non voto», ma spiega che  «A benefici aleatori e sostanzialmente insignificanti per la collettività derivanti dagli impianti di ricerca e di estrazione del petrolio e di gas nei fondali, corrispondono danni gravi e onerosi per la pesca, per la salute dei cittadini, e per il turismo. Riteniamo dunque fondamentale che i cittadini si rechino alle urne e per la tutela di un inestimabile patrimonio naturale votino “SI”».

Anche l’associazione lavoratori produttori agroalimentari ambientali (Alpaa) evidenzia che «Il quesito referendario sulle trivelle del 17 aprile 2016, sopravvissuto ai sei inizialmente proposti, ancorché  circoscritto al solo limite di tempo entro cui le concessioni in vigore per le attività  entro dodici miglia debbano concludersi, assume una forte connotazione simbolica».

L’alpaa invita tutti i sui  iscritti e i cittadini a «non disertare le urne e a votare sì al referendum, consapevoli che la nostra non è una scelta ideologica, né tanto meno politica; è semplicemente una decisione ponderata per difendere il mare nella complessità dei diversi aspetti: ambientale, economico e sociale. anche se l’esito del referendum non ha alcun effetto pratico sulle trivellazioni situate oltre le 12 miglia dalle coste e quelle sulla terraferma, la vittoria del sì, oltre a stabilire un termine, la scadenza del contratto, alle concessioni delle attività , oggi riconosciute fino all’esaurimento del giacimento petrolifero, sarebbe una straordinaria occasione per rilanciare il dibattito sulla necessità di avere una politica energetica adeguata ai cambiamenti climatici in atto, basata su nuovi modelli di produzione energetica per ridurre l’uso di combustibili fossili e incentivare le energie rinnovabili, e per porre con maggiore forza la necessità di salvaguardare l’integrità dei fondali, la biodiversità marina e la più complessiva economia delle coste del nostro paese».

Per questo Alpaa chiede «un sì’ per tutelare il mare, i pescatori, l’habitat marino, i turisti e i consumatori. un sì’ per preservare un bene comune come il mare dai danni che le trivellazioni, con la tecnica dell’air-gun, producono, ovvero: mortalità per le forme giovanili di pesca e crostacei; danni fisiologici ai cetacei fino a comprometterne il funzionamento del biosonar dei delfini e modifica i naturali flussi migratori del pesce azzurro; riduzione dell’attività di pesca; immissione in mare di detriti e di materiali di risulta».