Stock ittici del Mar Baltico, la Ue propone di aumentare la pesca del 14%

[1 settembre 2016]

pesca fantasma

L’Ue propone un nuovo regolamento relativo alle possibilità di pesca per gli stock ittici di maggiore importanza commerciale del Mar Baltico. La proposta non fissa più il numero di giorni in cui i pescherecci possono operare, ma stabilisce i contingenti – per il 2017 – a livelli definiti come coerenti agli obiettivi della politica comune della pesca. In conformità a tale politica lo sfruttamento delle risorse biologiche marine vive deve consentire di ricostituire e mantenere le popolazioni delle specie pescate al di sopra dei livelli in grado di produrre il rendimento massimo sostenibile. Tanto che uno strumento importante in tale ambito è rappresentato dalla fissazione annuale delle possibilità di pesca sotto forma di totali ammissibili di catture (Tac) e contingenti.

La base scientifica della proposta è stata fornita dal Consiglio internazionale per l’esplorazione del mare (Ciem), al quale ogni anno l’Unione chiede il parere scientifico sullo stato degli stock ittici più importanti.

I pareri preliminari espressi con riguardo a tutti gli stock ittici in questione sono stati esaminati e presi in considerazione per quanto possibile nell’elaborazione della proposta, nella misura in cui non erano in contrasto con le politiche esistenti e non comportavano un deterioramento dello stato delle risorse vulnerabili. I pareri scientifici sui limiti di cattura sono stati discussi anche con gli Stati membri nell’ambito del forum regionale BALTFISH nel giugno 2016.

Si prevede che le possibilità di pesca complessive proposte per il 2017 nel Mar Baltico, espresse in tonnellate, aumenteranno del 14% rispetto al 2016, raggiungendo circa 705 000 tonnellate. Con riguardo ai singoli stock, si osserva un aumento medio del 18% per i contingenti degli stock di aringa e spratto nella zona centrale, occidentale e nel Golfo di Botnia, del 10% per il salmone del bacino principale e del 95% per la passera di mare, a fronte di un calo del 21% per lo stock di aringhe del Golfo di Riga, del 28% del salmone del Golfo di Finlandia, e del 38% per lo stock orientale di merluzzo bianco.

Secondo la proposta, nonostante gli aumenti delle quote, a medio e lungo termine l’approccio consentirà di mantenere stabile lo sforzo di pesca e di aumentare i contingenti, semplificando al contempo la gestione della pesca: contrariamente agli anni precedenti, non provvede più a limitarla fissando il numero di giorni in cui i pescherecci possono operare in mare. Secondo quanto concluso dagli esperti, l’assenza di una limitazione non metterà a rischio lo stato degli stock, poiché il monitoraggio efficace dell’utilizzo dei contingenti è sufficiente a controllare la pressione di pesca sugli stock. E, comunque, ridurrà gli oneri amministrativi per gli Stati membri.