Stop all’uso delle gabbie negli allevamenti: il ministro Grillo inaugura la mostra e firma la petizione

«Vigilare e lavorare sul benessere degli animali, promuovendo quelle politiche che vadano in questa direzione»

[16 ottobre 2018]

Una coalizione di associazioni (Amici della Terra Italia, Animal Equality, Animal Law, Ciwf Italia, Enpa, Lac,  Lav, Leidaa, Legambiente, Lndc, Terra Nuova e Terra!)  denunciano che «Nell’Unione europea sono almeno 300 milioni gli animali allevati in gabbia ogni anno. Nel nostro Paese circa 50 milioni di animali – conigli, galline, scrofe, vitelli e quaglie – sono costretti a vivere in spazi estremamente ristretti: un foglio A4 per galline e conigli, l’area di uno smartphone per le quaglie, e sbarre così strette da non potere girare su se stesse e prendersi cura dei propri piccoli per le scrofe. Questi animali trascorrono gran parte o tutta la loro vita senza poter esprimere i comportamenti che sono per loro naturali: le galline non possono stendere le ali, i conigli non possono stare sulle zampe posteriori o stendersi lateralmente, le quaglie non possono volare, le scrofe grufolare e preparare il nido per i loro piccoli».

Secondo il movimento europeo dei cittadini che lavora per migliorare le condizioni di vita degli animali, «L’uso delle gabbie negli allevamenti è una barbarie istituzionalizzata e del tutto anacronistica» e per questo ha costituito End the Cage Age, la più grande coalizione mai riunitasi per un’iniziativa europea dei cittadini, che comprende  più di 130 associazioni, di cui 19 in Italia, e ha già raccolto oltre 100.000 firme in tutta l’Ue.

In Italia l’iniziativa è stata ufficialmente lanciata oggi a Roma alla Camera dei deputati con una conferenza stampa che ha visto la partecipazione del ministro della salute Giulia Grillo. Sono intervenuti anche l’eurodeputata Eleonora Evi (M5S), la deputata Ilaria Fontana (M5S) e la Senatrice Loredana De Petris (LeU) presidente del Gruppo Misto.

La Grillo ha visitato la mostra e, dopo aver firmato la petizione europea, ha a detto che «Questo è un tema importante e di salute pubblica in quanto il mio Ministero si occupa anche della parte veterinaria e del benessere degli animali. Parliamo di esseri senzienti che provano gioia e dolore: questo è riconosciuto dalla scienza e si riflette nelle nostre scelte. C’è bisogno di maggiore attenzione sia da parte dell’opinione pubblica che della politica. E’ un tema a cui noi siamo molto attenti da sempre e vogliamo rispondere in tutti i modi possibili a questa richiesta. Ci sarà un impegno da parte di questo ministero nel vigilare e lavorare sul benessere degli animali, promuovendo quelle politiche che vadano in questa direzione. Mi auguro che questa iniziativa dei cittadini raggiunga l’obiettivo prefissato di un milione di firme».

La mostra resterà aperta al pubblico fino alle 14 del 19 ottobre (dalle 10 alle 18, il 17 e 18 ottobre con ultimo ingresso alle 17,30 e dalle 10 alle 14 il 19 ottobre con ultimo ingresso alle 13,30)

Annamaria Pisapia, del Comitato dei cittadini promotore della ICE e direttrice di Ciwf Italia Onlus, ha sottolineato: «E’ un onore e una gioia essere qui oggi per aprire la campagna di raccolta firme in Italia. Nella nostra mente e nel nostro cuore vi sono i 50 milioni di animali che soffrono ancora nelle gabbie nel nostro paese ogni anno. Per loro, insieme alle numerose associazioni partner, mostreremo alla Commissione Europea e al mondo che anche gli italiani vogliono una Europa senza gabbie».

L’eurodeputata Evi ha aggiunto: «Dopo la straordinaria esperienza del lancio europeo del mese scorso, oggi partecipiamo al lancio italiano. E’ ora di  superare questo sistema di trattamento che infligge solo sofferenze agli 
animali. Il Trattato di Lisbona definisce gli animali quali esseri  senzienti e, dunque, è nostro compito tutelarli». Per l’onorevole Fontana «E’ indubbiamente una sfida di grande civiltà: l’obiettivo è migliorare le condizioni in cui sono allevati gli animali e incentivare il passaggio all’utilizzo di sistemi più sostenibili e dignitosi. Possiamo farcela, ce la dobbiamo fare».

La senatrice De Petris hsa concluso: «Basta prigionia e crudeltà, l’Ue metta al bando le gabbie. È fondamentale che la Commissione Europea metta al bando la crudeltà delle gabbie riservata agli animali d’allevamento, anch’essi esseri senzienti, così come stabilisce il Trattato di Lisbona. Immobilizzati e privati della possibilità di esprimere i loro comportamenti naturali, oltre 300 milioni di animali passano la maggior parte della loro esistenza in spazi ridottissimi: non un male necessario, come asseriscono alcuni, ma una crudeltà inaccettabile. Per questo sostengo con forza la petizione “End the cage age”, promossa da ben 19 associazioni per porre definitivamente fine all’uso delle gabbie negli allevamenti di tutta Europa».