Telecamere nei macelli: più tutelare animali, lavoratori, veterinari e consumatori (VIDEO)

Legambiente, Ciwf Italia e Animal Law: «l’Italia introduca una legge che preveda l’obbligo di installazione delle telecamere nei macelli per fermare i maltrattamenti»

[18 aprile 2018]

In termini di protezione degli animali, il momento della macellazione, insieme a quello del trasporto, è fra i più delicati. Grazie anche all’utilizzo di telecamere nascoste, negli ultimi anni in Italia diverse inchieste giornalistiche e delle ONG hanno dimostrato, casi di maltrattamento sugli animali e gravi violazioni dei diritti dei lavoratori (mancanza di contratti o contratti irregolari, giornate lavorative di 14/15h…). Sono inoltre sempre più frequenti le aggressioni e le minacce ai veterinari. Una situazione, quella italiana, non differente da quelle francese e britannica dove le inchieste delle ONG L214 e Animal Aid, sempre per mezzo di telecamere nascoste, hanno permesso di mostrare esempi di violazioni e maltrattamenti.

L’Istat dice che in Italia ogni anno vengono macellati circa 700 milioni di animali  e secondo l’ultima indagine sul Benessere animale alla macellazione (PNI 2016 del Ministero della salute) sono state rilevate 490 non conformità in 169 impianti su 1,778 macelli controllati, su un totale di 1,946 impianti esistenti.

La Flai Cgil dice che ogni anno nel nostro Paese vengono macellati oltre 11 milioni di suini e più di 2,5 milioni di bovini  e che la filiera del bovino e del suino occupa 120.000 lavoratori con un fatturato di 20 miliardi di euro l’anno. I dati Ismea del 2016 riportano che la filiera avicola occupa circa 60.000 addetti con un fatturato di 5,5 miliardi di euro.

Nel suo intervento, il segretario della Flai Cgil, Marco Bermani ha detto che «Un mercato drogato in tutta la sua filiera, il non rispetto dei contratti di lavoro, lavorazioni fatte con appalti al massimo ribasso hanno impatto sui diritti dei lavoratori e il benessere animale. Tutto questo si ribalta poi sul lavoratore, che è vincolato a dei tempi e alla quantità dovuta per rispondere ai costi di un impianto di macellazione. Detto altrimenti bisogna aprire una battaglia che colleghi i ritmi di lavoro di un macello a vincoli di macellazione, per far rispettare il benessere animale. Proporre e far diventare legge una quota massima consentita di animali macellati per unità di tempo (ora/giorno) quanto avvicina l’obiettivo del benessere animale e quello del benessere del lavoratore? Io credo molto». ​

La Simevep mette in guardia: nei prossimi 5 anni il numero dei veterinari pubblici impiegati potrebbe diminuire di oltre il 40% con il rischio di non essere rimpiazzato: infatti ad oggi il 46% dei veterinari che si occupano del controllo degli alimenti di origine animale hanno oggi più di 60 anni.

Antonio Sorice, presidente Simevep ha dichiarato: «Il veterinario che oggi lavora nei macelli italiani si trova ad affrontare diverse difficoltà, fra cui, sempre più sovente, l’esiguità del personale e la possibilità di essere aggredito o minacciato. Le telecamere nei macelli non possono in nessun modo sostituire l’attività di controllo dei veterinari nei macelli, ma possono essere – a determinate condizioni – uno strumento utile per affrontare alcune criticità come quelle sopra evidenziate e per alzare i livelli di protezione animale che sono comunque già alti nella maggior parte degli impianti italiani».

E’ partendo da questa situazione che Legambiente, Ciwf Italia e Animal Law hanno organizzato oggi a Roma la prima conferenza nazionale Telecamere nei macelli: più tutele per animali, lavoratori, veterinari e consumatori” «per avviare un dibattito pubblico-nazionale sul tema coinvolgendo per la prima volta, intorno allo stesso tavolo, esperti di diversi settori – veterinari e lavoratori, associazioni ambientaliste e di protezione animale, giuristi, consumatori e ricercatori- con l’obiettivo di trovare soluzioni condivise, a partire dalla possibilità di introdurre in Italia una legge che preveda l’obbligo di installare impianti di videosorveglianza in tutti i macelli italiani».

Una richiesta che le tre associazioni rivolgono al Parlamento e che è ben riassunta nel documento presentato oggi a Roma e che spiega perché sia importante una normativa di questo tipo. Ambientalisti e animalisti sottolineano che «Una legge che permetterebbe tra l’altro, di migliorare la protezione degli animali negli ultimi momenti della loro vitatutelando allo stesso tempo i lavoratori, compresi i veterinari».

Secondo Annamaria Pisapia, direttrice di Ciwf Italia, «Quello di oggi è stato un evento storico. Per la prima volta abbiamo potuto mostrare le forti interconnessioni tra tutela degli animali e dei lavoratori, sia operatori che veterinari, all’interno dei mattatoi. Il messaggio che ne è emerso è forte e chiaro: la videosorveglianza potrebbe migliorare le condizioni di tutti e fornire ai consumatori le dovute assicurazioni. Da oggi parte il percorso, su cui veglieremo, perché queste istanze si traducano in una proposta di legge».

Nino Morabito, responsabile benessere animali di Legambiente, ha spiegato che «Le sempre più numerose richieste dei cittadini e le inchieste dei mesi scorsi dimostrano che le telecamere nei macelli sono uno dei modi in cui le nuove tecnologie possono esser messe, con intelligenza, a servizio dell’interesse collettivo, a beneficio di tutti: animali, veterinari, personale e consumatori. Chiediamo al Parlamento da poco insediato di dare seguito a questa innovativa e giusta istanza».

Alessandro Ricciuti, presidente Animal Law, ha sottolineato che «La nostra società si pone sempre più domande sul trattamento degli animali, anche grazie alle inchieste delle associazioni animaliste, che con telecamere nascoste anno dopo anno denunciano condizioni illegali ed eticamente inaccettabili all’interno di allevamenti e macelli. Per quanto le violazioni alle norme sul benessere animale siano difficili da accertare, lo Stato non può più permettere che a scoprire comportamenti illeciti siano sempre e soltanto le telecamere nascoste. La richiesta di trasparenza viene direttamente dalla società ed è necessario che ottenga una risposta adeguata, nel rispetto delle leggi e dei diritti di tutti i soggetti coinvolti».

Per Legambiente, Ciwf Italia e Animal Law«Lla videosorveglianza, unita a un controllo serio e frequente, può funzionare. Le telecamere nei macellipossono essere uno strumento prezioso per aiutare a garantire il rispetto della normativa vigente; per limitare, tramite il suo effetto deterrente, le eventuali violazioni della normativa che tutela gli animali; documentare gli eventuali abusi o maltrattamenti nei confronti degli animali da parte del personale operante nel macello; coadiuvare, grazie alle immagini raccolte, la formazione del personale;prevenire gli incidenti e preservare la sicurezza del personale. Proteggere, inoltre, gli impiegati e il responsabile della tutela del benessere animale da intimidazioni e false accuse, contrastare le cattive modalità di stordimento e abbattimento, migliorare le condizioni generale del benessere animale».

Nel 2016 Israele è stato il primo Paese al mondo a rendere obbligatoria la videosorveglianza, con il controllo esterno in tutti i macelli.  In India, lo Stato dell’Uttar Pradesh ha reso obbligatoria la videosorveglianza in tutti i macelli. Nel Regno Unito sono state installate volontariamente telecamere nei macelli nel 53% nei mattatoi di carne rossa e nel 71% di quelli di carne bianca. Le dieci più grandi catene di supermercati esigono che tutti i mattatoi che li riforniscono abbiano messo in opera la videosorveglianza. Inoltre più di 200 parlamentari hanno firmato una mozione a favore dell’introduzione di una legge che rende la videosorveglianza con controlli indipendenti obbligatoria. In Francia, dopo la denuncia dell’ONG L214 che ha recentemente pubblicato una serie di video-choc all’interno dei macelli francesi, ha preso il via un dibattito nazionale sull’installazione obbligatoria di telecamere nei mattatoi.  In Olanda sono state installate volontariamente telecamere nei macelli di pollami e suini.

Alfonso Celotto dell’università Roma Tre ha detto: «Ritengo opportuna l’installazione di videocamere negli impianti di macellazione, anche a legislazione vigente. Un accordo sindacale sarebbe comunque necessario per tutelare i diritti dei lavoratori. Ad ogni modo si auspica un intervento legislativo che possa chiarire tali obblighi anche relativamente ai costi di installazione e manutenzione, che potrebbero essere anche facilitati con agevolazioni fiscali».

Legambiente, CIWF Italia e Animal Law auspicano che questo «possa avvenire al più presto anche in Italia con l’introduzione di una legge ad hoc che renda obbligatorio l’utilizzo delle telecamere nei macelli, affinchécasi come quello scoperto nel 2017 in provincia di Frosinone non si ripetano più».

Sabrina Bergamini, responsabile di redazione Helpconsumatori: ha ricordato che «Sempre più spesso i consumatori fanno delle scelte di acquisto uno stile di vita e di consumo. Vorrebbero dunque una maggiore informazione su come vengono trattati gli animali da allevamento e più trasparenza nelle etichette, che rappresentano la prima arma a disposizione per fare una scelta di consumo consapevole. Questo si traduce nella disponibilità a pagare di più uova e carni che garantiscano un maggior benessere animale. Non è una prerogativa di tutti i consumatori ma non è neanche un’opzione di nicchia».

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