Tutela degli stock ittici del Mediterraneo: la Commissione Ue ottiene un impegno decennale

Da MedFish4Ever impegno a eradicare la pesca illegale entro il 2020

[30 marzo 2017]

Il Mediterraneo è un bacino marittimo unico, caratterizzato da un litorale esteso e da un settore della pesca che impiega oltre 300 000 persone, ma quelli indiretti generati dal settore sono molti di più. L’80% della flotta della regione appartiene ai piccoli pescatori (con imbarcazioni di lunghezza inferiore ai 10 metri), autori di un quarto delle catture complessive. Questi posti di lavoro sono a rischio, perché gli stock ittici del Mediterraneo si stanno progressivamente riducendo: circa il 90% degli stock valutati è sovrasfruttato. La sicurezza alimentare, la sussistenza, la stabilità e sicurezza della regione sono minacciate. Oggi, dopo mesi di negoziati, la Commissione europea ha ottenuto «un impegno per i prossimi dieci anni a tutela degli stock ittici del Mediterraneo e della prosperità ecologica ed economica della regione».

Secondo la Commissione Ue, la dichiarazione MedFish4Ever di Malta è «un esempio concreto della riuscita della politica di vicinato dell’UE, stabilisce un programma di lavoro dettagliato per i prossimi dieci anni basato su obiettivi ambiziosi ma realistici

Il Commissario europeo all’ambiente, affari marittimi pesca, il laburista maltese  Karmenu Vella, non nasconde la sua soddisfazione: «Oggi si fa la storia. La firma della dichiarazione MedFish4Ever di Malta sancisce la nostra volontà politica di realizzare azioni concrete per la pesca e le altre attività che hanno un impatto sulle risorse ittiche, l’economia blu, l’inclusione sociale e la solidarietà tra le sponde nord e sud del Mediterraneo. Spero che questa dichiarazione possa essere considerata una svolta, foriera di un futuro radioso per i pescatori, le comunità costiere e le risorse della pesca».

La dichiarazione, firmata dai rappresentanti dei ministeri che si occupano di pesca sia della costa settentrionale che di quella meridionale del Mediterraneo, alla conferenza ministeriale MedFish4Ever di Malta hanno partecipato: la Commissione europea, Spagna, Francia, Italia, Malta, Slovenia, Croazia, Grecia, Cipro (Paesi Ue), Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto, Turchia, Albania, Montenegro, la Fao, la Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo, il Parlamento europeo e il Consiglio consultivo dell’Ue per il Mediterraneo.

La dichiarazione di oggi è il risultato del cosiddetto processo di Catania avviato da Vella nel febbraio dello scorso anno, che ha permesso di instaurare una fruttuosa cooperazione con le parti interessate, il segretariato della Cgpm, gli Stati membri dell’Ue e i Paesi terzi. Le tappe principali di questo processo sono state: una prima conferenza ministeriale tra i Ministri della pesca del Mediterraneo ad aprile 2016, la riunione annuale della Cgpm a giugno 2016 e la riunione intersessione della Cgpm a settembre 2016.

«La firma – spiega la Commissione Ue – conferisce titolarità politica a una questione che fino a questo momento era stata gestita a livello tecnico».

I firmatari si sono impegnati a: garantire un’adeguata raccolta dei dati e una valutazione scientifica periodica per tutti i principali stock del Mediterraneo entro il 2020. In particolare, i piccoli pescatori dovranno svolgere un ruolo più attivo nella raccolta dei dati necessari per approfondire le conoscenze scientifiche; elaborare piani di gestione pluriennali per le principali attività di pesca. Da parte sua, la Commissione ha già avviato questo processo con la proposta relativa a un piano di pesca pluriennale per gli stock di piccoli pelagici nel Mare Adriatico; eradicare la pesca illegale entro il 2020, garantendo che tutti gli Stati membri dispongano del quadro giuridico e delle capacità umane e tecniche necessarie per adempiere alle loro responsabilità di controllo e di ispezione. La Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (Cgpm) guiderà l’istituzione di sistemi nazionali di controllo e di sanzionamento; aiutare le piccole attività di pesca e acquacoltura sostenibili semplificando i meccanismi di finanziamento dei progetti locali finalizzati all’ammodernamento della flotta, grazie a tecniche e attrezzi da pesca a basso impatto, all’inclusione sociale e alla partecipazione dei pescatori alla tutela dell’ambiente.

La Commissione europea conclude: «Per un’attuazione efficace della dichiarazione sarà necessaria la partecipazione di tutte le parti coinvolte: pescatori, sia uomini che donne, comunità costiere, società civile, attività di pesca industriale, su piccola scala, artigianale e ricreativa, l’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura delle Nazioni Unite e la Cgpm. La dichiarazione firmata oggi si aggiunge agli impegni internazionali assunti dall’UEenel quadro degli obiettivi di sviluppo sostenibile (obiettivo 14: “Conservare e sfruttare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile”)».