In Italia il 30% dei residenti è già a rischio di povertà o esclusione sociale

Flat tax? Aumenta le disuguaglianze e penalizza lo sviluppo

La sua introduzione modificherebbe l’attuale distribuzione del reddito solo in senso peggiorativo per le fasce più povere, penalizzando anche una minima ripresa dei consumi

La crescita delle disuguaglianze a livello mondiale continua a marciare a tutta velocità accentuando una tendenza ormai più che trentennale, e le cose non vanno affatto meglio in Italia. In un recente saggio dedicato al rapporto tra disuguaglianza e crescita economica, Joseph Stiglitz constata infatti che nell’arco degli ultimi 25-30 anni «l’indice di Gini, il parametro comunemente usato per misurare la disuguaglianza del reddito, è aumentato di circa il 29% negli Stati Uniti, del 17% in Germania, del 9% in Canada, del 14% in Italia e dell’11% in Giappone. Al contempo l’Istat ci fa sapere che «nel 2016 si stima che il 30,0% delle persone residenti in Italia sia a rischio di povertà o esclusione sociale, registrando un peggioramento rispetto all’anno precedente quando tale quota era pari al 28,7%».

Non sorprende quindi che, nella prospettiva dell’elezione di un nuovo governo del Paese, le proposte in materia di diminuzione della pressione fiscale rappresentino un punto d’attenzione rilevante e che il confronto in materia si vada facendo sempre più serrato. Il tema della flat tax – un’aliquota fiscale unica per tutte le fasce di reddito, da fissarsi nel nostro caso tra il 15 e 23% – ha occupato così buona parte del dibattito politico generando numerose aspettative, sia per quanto riguarda il possibile aumento del reddito disponibile, sia per l’impulso che tale aumento potrebbe dare alla crescita dell’economia italiana, che dopo dieci anni di crisi si ritrova con un Pil inferiore del 7% rispetto ai livelli del 2008. Ma i conti, come già illustrato in diverse analisi in cui sono state confrontate le attuali proposte in campo, sembrano non tornare, ed è quindi tanto più importante comprendere quali siano i nodi centrali degli effetti di una flat tax e perché questa sia un totale controsenso in un paese come l’Italia, che mostra uno squilibrio distributivo tra i più alti in Europa e che ha appena rialzato la testa da una lunga e profonda recessione.

Tra gli aspetti più controversi relativi alla flat tax non si può non rilevare la caratteristica di diminuire la progressività dell’imposizione fiscale, andando a beneficiare soprattutto le fasce di reddito più alto. Tuttavia, poiché anche le fasce di reddito più basso ne guadagnerebbero – potendo contare su opportune deduzioni del reddito imponibile – si sostiene che questo non sarebbe un problema e che potrebbero anzi esservi effetti moltiplicativi sul reddito che darebbero luogo ad un aumento del gettito fiscale complessivo. Peccato però che tutto questo non possa realizzarsi e che il risultato finale vada nella direzione non solo di una maggiore disuguaglianza tra i redditi, ma anche di una più forte esclusione sociale.

Anche ammettendo che la flat tax  riesca a far emergere l’intera evasione fiscale attualmente stimata, si è visto infatti che il gettito generato dal vigente sistema di aliquote non sarebbe garantito. In altri termini ci troveremmo di fronte a poste di bilancio pubblico più ridotte e tali da rendere ancor più difficile per i più deboli l’accesso a un welfare di tipo universalistico che assicuri quei diritti fondamentali (come salute e istruzione) che sono sanciti dalla nostra Costituzione.

Supporre che, stando così le cose, il maggiore reddito disponibile si traduca in maggiori consumi tali da far aumentare il reddito complessivo e così il gettito, risulta pertanto del tutto irrealistico. La scarsa efficacia da più parti stimata per i cosiddetti “moltiplicatori fiscali” non solo troverebbe in questo caso ulteriore conferma, ma rischierebbe perfino di azzerarsi. La maggiore spinta alla domanda tipicamente proveniente dalle fasce di reddito medio-basse in ragione di una più elevata propensione marginale al consumo potrebbe venir meno quasi del tutto, poiché in un contesto di crisi come quello attuale le famiglie potrebbero essere orientate a un maggior risparmio a scopo precauzionale, fino ad assorbire l’intero ammontare del maggior reddito disponibile. Né l’ipotesi che possa essere ulteriormente ridotto l’accesso al welfare a causa di una più ristretta base di gettito potrebbe correggere questo scenario in senso positivo.

A meno di non credere ancora alla favola del trickle-down – la teoria (ampiamente smentita) del cosiddetto “sgocciolamento”, per cui l’aumento della concentrazione della ricchezza nelle fasce di reddito più alto porterebbe elevati benefici a tutto il resto della popolazione – l’applicazione di una flat tax appare dunque destinata a modificare l’attuale distribuzione del reddito solo in senso peggiorativo per le fasce più povere e tale da penalizzare anche una minima ripresa dei consumi; senza, oltre a ciò, che rimangano margini compensativi dal lato della spesa pubblica, a causa del minor gettito complessivo e dei vincoli al deficit definiti in sede europea.

Piuttosto, sarà fondamentale – come Stiglitz stesso esorta – “invertire la rotta” della crescente disuguaglianza che sta ormai mettendo a repentaglio le possibilità di sviluppo delle maggiori economie occidentali. E non sarà difficile – ci assicura fermamente – individuare la direzione da intraprendere: basterà “riscrivere le regole che disciplinano l’economia del mercato” e in questo riconoscere il ruolo propulsivo degli investimenti pubblici e di sistemi di tassazione e di trasferimenti più progressivi. Esattamente all’opposto di dove la flat tax potrebbe mai andare a parare.

Riferimenti

Baldini M, Rizzo L (2018) Con la flat tax conti pubblici a rischio? lavoce.info http://www.lavoce.info/archives/50668/con-la-flat-tax-conti-pubblici-a-rischio/ 

Davanzati G (2013). Le tasse, la recessione, la diseguaglianza. Micromega on line http://temi.repubblica.it/micromega-online/le-tasse-la-recessione-e-la-diseguaglianza/ 

Etica ed Economia (2017). Combattere le disuguaglianze economiche: un manifesto. https://www.eticaeconomia.it/manifesto-contro-disuguaglianza-economica-nens-etica-economia/ 

Istat (2017) Condizioni di vita, reddito e carico fiscale delle famiglie. https://www.istat.it/it/archivio/207031 

Keynes blog (2015). Perché tagliare le tasse non funziona? https://keynesblog.com/2015/01/09/perche-tagliare-le-tasse-non-funziona/ 

Saraceno F (2018). La flat tax: solo un problema di finanza pubblica? Sbilanciamoci.info http://sbilanciamoci.info/la-flat-tax-solo-un-problema-finanza-pubblica/ 

Stiglitz J (2018). Invertire la rotta. Disuguaglianza e crescita economica. Laterza

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