[19/11/2009] News

Guinea: la capitale a rischio chimico da droga

LIVORNO. Secondo gli esperti dell'Onu, le recenti proteste di piazza e la dura repressione scatenata dal governo golpista della Guinea stanno mettendo a rischio i siti della capitale Conakry dove all'inizio del 2009 sono stati scoperti depositi di sostanze chimiche tossiche.

Si tratta di prodotti utilizzati nella produzione di stupefacenti, che sono infiammabili e rappresentano una minaccia alla salute pubblica. L'instabilità seguita alla repressione militare contro i dimostranti ha bloccato gli esperti dell'Ufficio droga e crimine dell'Onu (Unodc) e dell'Interpol che dovevano controllare i siti a partire da agosto.

Il responsabile dell'Unodc per l'Africa occidentale, Alexandre Schmidt, ha spiegato in una conferenza stampa a Dakar che «Al di là del fatto che questi sono prodotti che possono essere utilizzati per la fabbricazione di stupefacenti, sono sostanze che hanno un altissimo livello di tossicità per la popolazione. Quindi lì c'è un problema di salute pubblica. Questi prodotti inquinano, sono infiammabili e potrebbero esplodere».

Più di un mese fa l'Unodc ha presentato alla dittatura militare della Guinea un piano per distruggere le sostanze ed è ancora in attesa di una risposta, eppure era stata proprio la giunta golpista a chiedere alla comunità internazionale l'assistenza per lo smaltimento delle sostanze chimiche, dicendo che non aveva i mezzi per farlo.

La verità è che né l'Unodc né l'Interpol sanno che fine hanno fatto le sostanze chimiche dopo i recenti scontri di piazza in Guinea. Quel che è certo è che si trattava di prodotti chimici per produrre droghe come l'ecstasy ed utilizzate comunemente come solventi per la cocaina e l'eroina. Quello che è certo è che, nonostante le promesse dei golpisti di mettere fine alla corruzione ed al traffico di droga, la Guinea è ancora un narco-Stato e che molti degli "integerrimi" militari partecipavano al traffico di droga prima del golpe dello scorso dicembre e probabilmente continuano a farlo anche ora.

«Verso la fine di agosto abbiamo saputo la quantità, le specifiche e l'ubicazione di questi prodotti - ha detto Schmidt - Dato il mancato accesso dei nostri funzionari, non so se le sostanze chimiche siano ancora contenute nei siti o se vengano utilizzate per produrre la droga».

In un'intervista all'Irin, l'agenzia stampa umanitaria dell'Onu, il rappresentante regionale dell'Unodc, Cyriaque Sobtafo, spiega che «Data la complessità della movimentazione delle sostanze, il piano dell'Agenzia parla di uno loro smaltimento o distruzione in Guinea. Dovrebbero partecipare anche esperti ambientali per garantire che non ci sia alcun danno per la salute e l'ambiente».

Le prime indagini di agosto dell'Unodc e dell'Interpol avevano scoperto otto siti di stoccaggio di sostanze chimiche: sette in grado di produrre o raffinare stupefacenti, uno attrezzato per produrre falsi antibiotici.
Schmidt spiega che «Quello che preoccupa è che con questo è possibile produzione di droghe sintetiche, ecstasy. Se i prodotti che si trovano in Conakry fossero trasformati in ecstasy il loro valore di mercato sarebbe di 125 milioni di euro.

Un mucchio di soldi in un Paese poverissimo, un bottino che potrebbe far gola ai funzionari del governo militare che non rilasciano nessuna dichiarazione sullo stato delle sostanze chimiche e non danno nessuna risposta al piano proposto dall'Unodc.

Schmidt però non molla: chiede al governo golpista di Conakry di rispondere positivamente e di dare all'Onu un'autorizzazione "eccezionale" per una missione di disinquinamento e messa in sicurezza che sta sempre di più assumendo le caratteristiche di un "intervento umanitario".

Intanto ha cominciato i suoi lavori un'altra commissione di inchiesta internazionale per la Guinea: quelle sui massacri commessi a Conakry il 28 settembre.

Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon ha nominato tre commissari per dirigere le indagini (Mohamed Bedjaoui, Françoise Ngendahayo Kayiramirwa e Pramila Patten) della Commissione che dovrà lavorare in maniera indipendente per stabilire i fatti e determinare le responsabilità.

I Commissari Onu saranno in Guinea dal 25 novembre al 4 dicembre, mentre i segretariato della Commissione d'inchiesta internazionale, sostenuto dall'Alto commissariato dell'Onu per i diritti umani, è già a Conakry dal 15 novembre ed ha cominciato il suo lavoro sul terren. Un portavoce dell'Onu ha detto che «Il segretario generale ha ricevuto l'impegno scritto del presidente Dadis Camara e del primo ministro Komara che le autorità guineane coopereranno e faciliteranno il lavoro della Commissione d'inchiesta internazionale».

Speriamo solo che anche queste promesse non facciano la fine di quelle della giunta militare golpista sui bidoni pieni di sostanze chimiche pericolose che riforniscono il mercato, la produzione e la trasformazione della droga in Guinea.

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