[19/11/2009] News

SostenibilitÓ e demografia: l'Onu apre il dibattito

GROSSETO. Per frenare il riscaldamento globale bisogna rallentare l'aumento della popolazione sul pianeta. Un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato ieri - e definito senza precedenti- disegna un collegamento diretto fra pressione demografica e cambiamento climatico.

«Uno sviluppo più lento della popolazione - ha detto l'Unfpa (il fondo delle nazioni unite per la popolazione) - contribuirebbe a sviluppare la resilienza sociale agli effetti del cambiamento di clima e contribuirebbe ad una riduzione delle emissioni di gas serra in futuro». Nel documento si dà risalto al fatto che le politiche della popolazione dovrebbero essere portate avanti dando sostegno alle donne, all'accesso alla pianificazione della  famiglia, alla salute riproduttiva e ad altre misure volontarie.

«Realmente è la prima volta che un'agenzia delle Nazioni Unite ha messo in evidenza in maniera così forte i collegamenti fra popolazione ed il cambiamento di clima» ha dichiarato Bob Engelman, vice presidente del programma verde del Worldwatch Insitute.  «La popolazione è al tempo stesso la radice e la soluzione del problema e concedere maggiore autorità alle donne è la chiave per risolverlo».

Il rapporto, dipinge un quadro a tinte torve riguardo ai rischi che il cambiamento climatico avrà sulla popolazione del pianeta per gli effetti dovuti a inondazioni, siccità, tempeste e quindi per la quantità di senzatetto che queste potranno determinare. Ma mette anche in evidenza come lo sviluppo demografico, economico e dei consumi può rappresentare un limite per le risorse naturali del pianeta. Una considerevole distanza al tradizionale approccio delle NU in cui raramente ( se non mai) era evocato lo sviluppo della popolazione e il ruolo che questo avrebbe avuto nella distruzione ambientale.

Oggi la popolazione mondiale si attesta a circa 6,8 miliardi ed entro la metà del secolo potrà raggiungere una cifra di oltre 9 miliardi, valore medio considerato tra la probabilità che arrivi a circa 8 o 10. Ma la  differenza tra uno o due miliardi in più significa uno o due miliardi in più di tonnellate di anidride carbonica all'anno, secondo il rapporto Onu.

Lo sviluppo demografico è visto quindi come uno dei fattori che influenzano le emissioni totali di gas serra sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo. Il controllo dell'aumento demografico può avere allora un doppio beneficio: in primo luogo riduce le emissioni di gas serra, particolarmente se interverranno tagli nei paesi, che hanno livelli di emissione procapite superiori  fino a 10 volte superiori a quelli dei paesi poveri. Ed inoltre aiuta, in particolare le nazioni  povere  con un alto sviluppo di popolazione,  a rendere più efficienti gli interventi di adattamento agli effetti del cambiamento climatico.

«Lo sviluppo demografico può contribuire alla penuria d'acqua dolce o alla degradazione dei suoli, elementi  che a loro volta possono esacerbare gli effetti del cambiamento di clima» si legge nel rapporto «Al tempo stesso il cambiamento di clima rende più difficile da parte dei governi raggiungere gli obiettivi di ridurre la povertà fissati nel Millenium Goal».

«Il timore di apparire sostenitori del controllo della popolazione ha impedito di considerare la crescita demografica nel dibattito sul clima» ammette il rapporto, ma ora è evidentemente arrivato il momento di non ometterlo più.

«Più di tre dozzine di paesi in via di sviluppo hanno incluso il controllo della popolazione nei programmi nazionali sul clima e i negoziatori, compresa l'Unione Europea (Ue), - dice sempre il rapporto - hanno suggerito di inserire il tema nei colloqui, destinati ad arrivare ad un accordo a Copenhaghen, per un patto globale sul clima per il dopo -2012».

Il controllo della popolazione non dovrebbe avvenire fissando un limite al numero dei bambini da mettere al mondo per ogni coppia, ma la chiave per ottenerlo dovrebbe essere dare alle donne l'accesso ai sistemi di controllo delle nascite, ai sistemi sanitari, alla formazione e all'uguaglianza di genere, così da permettere loro anche un maggiore accesso all'economia.

Che è molto di più che la semplice  fornitura di condom, come da parte di alcuni osservatori è stata bollata questa apertura delle Nazioni Unite al problema demografico come una delle questioni da porre a tema per combattere il cambiamento climatico.

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