[06/04/2010] News

Sentenza del Tar sul diritto d'accesso alle informazioni ambientali

LIVORNO. Non tutte le richieste dei singoli cittadini possono essere qualificate come istanze di accesso alle informazioni ambientali. Se un singolo cittadino richiede le informazioni sulla attivazione della tutela paesaggistica il comune è tenuto a darle. Ma non lo è se il cittadino chiede di conoscere lo stato della pratica e il nominativo del responsabile del procedimento.

Perché, se è pur vero che l'accesso all'informazione in materia ambientale prescinde dall'esistenza di uno specifico interesse del richiedente, resta fermo che deve pur sempre trattarsi di informazioni ambientali detenute dalle autorità pubbliche e concernenti lo stato degli elementi dell'ambiente, i fattori che incidono o possono incidere sui suoi elementi, le misure, anche amministrative che incidono o possono incidere sui ripetuti elementi e fattori e così via.

Lo ricorda il Tribunale amministrativo della Campania con sentenza dell'ultimo giorno dello scorso mese.

La vicenda ha inizio quando nel parco Carlo III di Caserta viene abbattuto un pino di particolare anzianità e bellezza. Un abbattimento, secondo un cittadino, arbitrario: fatto eseguire dall'amministratore "senza la preventiva autorizzazione degli organi preposti alla tutela dei beni paesaggistici. Un abbattimento, fra l'altro eseguito in presenza di un atto del comando dei vigili del fuoco di Caserta che "non aveva prescritto l'abbattimento del pino, bensì solo un intervento di assicurazione e manutenzione dell'albero".

E anche eseguito in presenza della dichiarazione del comando provinciale di Caserta del Corpo forestale dello Stato, che aveva chiarito come l' intervento fosse stato effettuato in zona vincolata, nella quale era "vietato il taglio e l'espianto di alberi di alto fusto" .

Secondo il cittadino dunque, il Comune di Caserta dovrebbe attivare le procedure volte a sanzionare l'esecuzione di opere eseguite su beni paesaggistici senza la prescritta autorizzazione o in difformità da essa. E dovrebbe fornirli le informazioni necessarie per conoscere lo stato della pratica e il nominativo del responsabile del procedimento.

Ma la relativa richiesta non è qualificabile come istanza di accesso, in quanto volta a promuovere la conclusione del procedimento e ad assicurare la partecipazione allo svolgimento dello stesso.
E' il Dlgs 195/2005 (di attuazione della direttiva comunitaria 2003/4/Ce) che garantisce il diritto d'accesso all'informazione ambientale e stabilisce i termini, le condizioni fondamentali e le modalità per il suo esercizio.

Secondo il disposto, l'autorità pubblica ha l'obbligo di rendere disponibile l'informazione ambientale detenuta a chiunque ne faccia richiesta, senza che debba dichiarare il proprio interesse (a differenza del generale istituto d'accesso ai documenti amministrativi con il quale però ha in comune - in caso di diniego totale o parziale dell'accesso alle informazioni ambientali - il rimedio del ricorso). E l'informazione ambientale, riguarda qualsiasi informazione circa lo stato dell'ambiente (aria, suolo, territorio, siti naturali ecc.), nonché i fattori (sostanze, energia, rumore, radiazioni, emissioni ecc.) che possono incidere sull'ambiente stesso.

I cittadini hanno diritto d'accesso all'informazione ambientale detenuta dalle autorità pubbliche. Le quali devono garantire che l' informazione ambientale sia sistematicamente e progressivamente messa a disposizione del pubblico e diffusa, anche attraverso i mezzi di telecomunicazione e gli strumenti informatici, in forme o formati facilmente consultabili, promuovendo a tale fine, in particolare, l'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.

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