[22/06/2010] News

Bp disaster commission: no alla revoca della moratoria sulle trivellazioni offshore. Greenpeace rif il logo Bp

LIVORNO. William K. Reilly, co-presidente della commissione nominata dal presidente statunitense Barck Obama per indagare sulla catastrofe della piattaforma Bp nel Golfo del Messico, ha detto al New York Times che probabilmente l'organismo bipartisan non raccomanderà la revoca del divieto di trivellazione in acque profonde perché «revocare la moratoria richiederebbe cambiamenti fondamentali per l'industria e nei prossimi sei mesi. Sarebbe difficile realizzare una supervisione da parte del governo».

Secondo Reilly la Commissione si concentrerà sul rafforzamento della sicurezza per le operazioni di trivellazione, non sulla riforma della politica energetica.

Intanto gli americani ed Obama sono sempre più inferociti con la Bp, soprattutto dopo aver scoperto che il suo amministratore delegato, Tony Hayward, dopo essersi profuso in scuse al Congresso Usa ed aver promesso il massimo impegno per fermare davvero la marea nera del Golfo del Messico, se ne è tornato in vacanza in Inghilterra per partecipare con il "Bob", la barca da regata di cui è comproprietario, alla Jp Morgan Asset Management Round The Race Island, attorno all'isola di Wight, e che, come ha rivelato il Daily Telegraph, se dovesse essere costretto a lasciare la guida della Bp per il disastro del Golfo, riceverebbe una buonuscita da 10,8 milioni di sterline e una pensione di 500mila sterline all'anno.

E' chiaro che, dopo la lunga sfilza di bugie e di scuse, nessuno si fida più della Bp e delle Big Oil, salvo gli irriducibili parlamentari repubblicani che vedono nel disastro del Golfo un'occasione in più per attaccare Obama e che soprattutto devono difendere gli interessi dei petrolieri, spesso intrecciati con le loro attività personali, che sostengono finanziariamente il partito dell'elefante.

Secondo il direttore esecutivo di Sierra Club, Michael Brune, «Mantenere il divieto di perforazione in acque profonde in atto è assolutamente essenziale. Riprendere le trivellazioni mentre il disastro nel Golfo continua a svolgersi sarebbe uno schiaffo in faccia alle comunità che sono state duramente colpiti da questa tragedia. Quella dell'industria petrolifera, che chiede di revocare il divieto di perforazione, è oggi una delle peggiori idee mai proposte. Siamo lieti di vedere che il gruppo abbia proposto che la moratoria sia mantenuta in atto a lungo. Non abbiamo ancora fermato il massiccio flusso di petrolio, per non parlare del fatto di non aver cominciato a rispondere al danno che ha provocato. E' come se la nostra casa fosse avvolta dalle fiamme, e invece di spengere il fuoco, stessimo parlando di come fare ad accenderne di più. Aprire ora più perforazioni sarebbe come invitare ad un secondo disastro della stessa entità, o ad un terzo. La Gulf Coast non può gestire un tale rischio. E' incoraggiante vedere che questo gruppo si impegna a trovare le cause del disastro ed a riformare il controllo del settore petrolifero. Tuttavia, non può completamente risolvere la causa del disastro senza affrontare la politica energetica obsoleta che lo ha reso possibile.

Una migliore regolamentazione e supervisione sono essenziali, ma tali misure riguardano unicamente i sintomi del problema. Se vogliamo davvero far sì che non si veda mai di nuovo un disastro come questo, dobbiamo affrontare la sua causa principale. Il modo migliore per prevenire un altro disastro come questo è di passare ad una economia dell'energia pulita. L'industria petrolifera è attiva da troppo tempo, spinge per trivellare ancora di più delle nostre coste, mentre nel mondo avanza l'energia pulita. E' ora di abbracciare le soluzioni energetiche pulite che metteranno fine alla nostra dipendenza dal petrolio e infonderanno nuova vita alla nostra economia. La disattenzione della Bp ha inferto un duro colpo all'economia della Gulf Coast, lasciando migliaia di persone senza lavoro nella pesca e nel turismo. Le barche per la pesca dei gamberetti sono ora tutte o ancorata o in servizio alla Bp per ripulire il suo pasticcio. Secondo, il Louisiana State Department of Wildlife and Fisheries, lo sversamento ha colpito circa 13.000 pescatori professionisti autorizzati in Louisiana, senza contare i marinai e gli equipaggi. Ora, l'industria petrolifera ed i suoi alleati vorrebbero dichiarare l'area una dead zone (zona morta, ndr) , nella quale i posti di lavoro ci saranno solo con più trivellazioni petrolifere. Questo disastro dovrebbe essere un campanello d'allarme. Non possiamo tornare al business as usual per dover affrontare un altro disastro come questo. E' il momento di scrollarsi di dosso l'industria petrolifera e di abbracciare le soluzioni dell'energia pulita che creeranno posti di lavoro buoni e duraturi pur mantenendo la nostra aria fresca, l'acqua potabile, e gli oceani intatti. Abbiamo bisogno di una leadership del presidente Obama che ci dia un piano per porre fine alla nostra dipendenza dal petrolio nei prossimi venti anni».

Intanto Greenpeace Usa ha bandito il "concorso" internazionale "BP Redesign Logo", «il falso logo verde della Bp non è adatto ad una company impegnata in trivellazioni pericolose. Vi invitiamo a progettare per loro un nuovo logo che sia più adatto per i loro sporchi affari - dicono gli ambientalisti - Alcuni anni fa la Bp si è rifatta il brand come "beyond petroleum" (oltre il petrolio, ndr). Eppure la Bp sta cercando il petrolio "non convenzionale", le sabbie bituminose del Canada e le trivellazioni in acque profonde, nonostante gli ingenti danni ambientali che sta causando con queste attività. Ecco perché vogliamo che tu rifaccia il loro simbolo. L'idea è quella di realizzare per la Bp un logo che dimostri che la company non è "beyond petroleum": sono fino al collo nelle sabbie bituminose e nelle trivellazioni in acque profonde. Il logo vincente lo utilizzeremo in modo innovativo ed emozionante come parte della nostra campagna internazionale contro le multinazionali petrolifere. Dopo sceglieremo le idee e concetti migliori, non necessariamente i logo fatti meglio. Quindi, anche se non sei un designer professionista non preoccuparti, se sarai il vincitore assoluto ti offriamo una giornata con un top graphic designer per trasformare la tua idea nel prodotto finale».

Per partecipare: http://www.greenpeace.org.uk/files/tarsands/logo-competition.html

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