[19/08/2009] News toscana

Il presidente del parco Lunardi: Il 'tubone' dal Serchio farÓ da riserva al lago

FIRENZE. 32 cm sotto il livello del mare: questo lo status idrico del lago di Massaciuccoli, parte del Parco regionale Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli, e ciò sta portando ad un eccessivo afflusso di acqua di mare rispetto alla media. L'Autorità di bacino del Serchio ha chiesto ai comuni circostanti il lago di emanare le ordinanze per i prelievi idrici dal lago, già fortemente esposto a problemi di eutrofizzazione. Per un approfondimento, abbiamo contattato Giancarlo Lunardi, presidente dell'Ente Parco.

Lunardi, il punto sulla questione?
«La discesa del livello del lago a livelli critici ormai succede tutti gli anni, anzi quest'anno è iniziata più tardi per le copiose piogge invernali. Ma adesso, come dice l'Adb, siamo sui 30 milioni di mc di deficit. Il piano di bacino prevede quindi il blocco delle derivazioni e altre azioni per bilanciare la cosa».

Qual è in generale la situazione ecologica del lago, e come sta agendo il Parco?
E' uno stato non positivo, e stiamo agendo per migliorarlo sotto vari aspetti. In una prima fase (anni '80-'90 del secolo scorso) è avvenuta l'eliminazione di tre grosse discariche (Viareggio, Massarosa, Vecchiano) e delle cave di sabbia, che erano così profonde da influire sullo scambio sotterraneo tra acqua dolce e salata. Inoltre da due anni si è costituito un tavolo unico coordinato dalla Regione e a cui prendono parte l'Adb Serchio, il Parco, le province di Lucca e Pisa, i comuni (Viareggio, Massarosa, Vecchiano), l'Asl, l'Arpat e il consorzio di bonifica. E già è positivo che si lavori insieme in un'unica sede, cioè il Genio civile di Lucca. A questo proposito, avendo il segretario del Genio (Piero del Ministro) lasciato la carica, abbiamo sollecitato l'assessore regionale al Servizio idrico, Marco Betti, a nominare il nuovo segretario.
Comunque, le linee di lavoro attuali sono l'eliminazione dei depuratori (una materia già tutta finanziata) dalla zona del lago: stiamo lavorando per il raddoppio del depuratore di S.Jacopo a Pisa, che prenderà le acque attualmente trattate dal depuratore di Vecchiano. E quelli di Viareggio e Massarosa ora scaricano non più verso il lago, ma verso il mare.
Inoltre, sono attualmente in ripristino le porte vinciane, cioè le chiuse sul canale Burlamacca che collega il lago al mare, che erano deficitarie perchè, quando come ora il livello del mare prevale su quello del lago, facevano passare l'acqua salata. 
Comunque, ripeto, è positivo che sia stato eliminato il rimpallo di conseguenze che c'era prima, e questo è merito dell'azione di Tommaso Franci quando era assessore regionale all'Ambiente, che creò il Comitato di gestione, forse l'unica opera favorevole al lago in questi anni.
Altro progetto in corso è quello con cui l'Adb sta realizzando un prelievo dal Serchio, proprio per eliminare i problemi di deficit idrico nel lago. Il "Tubone", com'è chiamato, è finanziato da Stato e Regione, avrà un costo di 20 milioni di euro e porterà al lago circa 3 mc/secondo».

Il progetto è già in corso?
«L'Adb sta predisponendo il progetto preliminare, poi passerà al Parco per i progetti definitivi».

Ci risulta, comunque, (cfr. greenreport del 31 luglio scorso), che anche il bacino del Serchio quest'anno, nonostante le forti piogge invernali, sia in sofferenza idrica, e i rilasci dalle dighe siano stati diminuiti a scopo precauzionale.
«Secondo Raffaello Nardi, il segretario dell'Adb, il Serchio non è più derivabile quando la sua portata scende sotto i 7 mc/s, e credo che in questo periodo siamo sopra quella soglia. Comunque, essendo il Serchio parte del Parco, dobbiamo tutelare tutti e due, sia il fiume che il lago, e quindi se il progetto-Tubone non andasse bene, dirotteremo gli interventi su altre iniziative».

Altri settori di intervento per il lago attualmente in corso?
«Uno è l'agricoltura sostenibile: abbiamo lavorato con l'università e con l'istituto S.Anna per capire quali coltivazioni siano più compatibili con la zona, e per la parte sud (già coltivata, in buona parte) risultano adatte la canapa e il sorgo: utilizzando queste colture, si potrebbe evitare di usare acqua del lago e non sarebbe necessaria l'aggiunta di nitrati, riducendo quindi l'eutrofizzazione.
Il problema, comunque, riguarda tutta la politica regionale, non solo l'ambiente: noi auspichiamo che ora, anche in conseguenza del fatto che il presidente Martini ha la delega all'Agricoltura, si attui una politica agricola che scoraggi le colture attuali e incentivi l'adozione di quelle migliori per la compatibilità con l'ecosistema locale: una riconversione che non può essere lasciata solo all'azione del Parco.
Altro ambito di intervento è il progetto con Arpat e Cnr per il trattamento dei sedimenti in fondo la lago, uno strato di circa un metro in alcuni punti contenente materiali molto nutrienti, che se vengono smossi hanno un fortissimo potenziale di eutrofizzazione: Mario Cenni di Arpat Lucca sta studiando il modo di neutralizzarli sul posto, in modo da non dover asportare e portare in discarica una così grande massa di materiale.
Infine, cito il riallagamento di alcune aree di bonifica, il cui livello del terreno è ormai bassissimo: sono scese in media a 3 metri sotto il livello del mare, perdendo quindi circa 3 metri in 70 anni. E pensiamo di dare ad alcune aree anche funzioni di "lagunaggio", per il trattamento degli inquinanti prima di versare acqua nel lago.
Insomma, rispetto alla situazione del "malato" stiamo dando delle medicine, ma lo facciamo con troppa lentezza: e sappiamo che per un malanno serve non solo una cura, ma anche che essa sia somministrata nei tempi giusti, e così non è. Abbiamo idee ben definite, e i finanziamenti ci sono (ad esempio per il "Tubone" e per l'eliminazione dei depuratori), ma il malato resta tale: e per fortuna che, almeno finora, quest'anno non abbiamo avuto casi di morìe di pesci come in altri anni».

In quali, ad esempio (anche se ce lo possiamo immaginare)?
«Nel 2003, quando il livello del lago arrivò a 50 cm sotto il livello del mare, davanti ai -32cm attuali. Comunque, alcune specie di pesce sono più adattate (e si stanno sempre più adattando) all'eutrofizzazione, come il pescegatto, che è una specie non autoctona e si impone su quelle locali.
Comunque, a questo proposito, ricordo che c'è già un collegamento provvisorio col Serchio, anche se porta solo 250 litri/sec, quindi 1/12 della portata che avrebbe il Tubone: è già attivo, ma è solo un canale, tanto che lo abbiamo chiamato "la dialisi" per il malato. Il Tubone è visto sia da Nardi, sia da Altero Matteoli quando era ministro dell'Ambiente sia da altri come la soluzione di tutto. Per altri ancora, così come per noi del Parco, forse è più sensato agire sull'eutrofizzazione da agricoltura: entro l'anno l'università e il S.Anna consegneranno il progetto definitivo».

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