[07/09/2010] News

Sgarbi, nuovo attacco all'eolico e alle rinnovabili

FIRENZE. Il sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi (Nella foto) continua la sua battaglia contro i "mulini a vento" rappresentati dalle moderne pale eoliche. L'occasione del nuovo attacco alle energie rinnovabili è fornita dalla visita dello scienziato russo Vladimir Kutcherov chiamato dal sindaco in qualità di relatore di una conferenza sul tema "La minaccia all'integrità del paesaggio e le energie rinnovabili".

«L'ho invitato con entusiasmo a Salemi per chiedergli di illustrare la sua teoria e offrire, in aree definite, concessioni per l'estrazione del petrolio, discutibili nel Val di Noto e certamente realizzabili nel Val di Mazara con un impatto ambientale tecnicamente più modesto di quello dei parchi eolici. Mi sembra che la proposta possa interessare petrolieri che conoscono Salemi e hanno, ahimè, interessi nell'eolico ma che potrebbero invece rientrare nell'alveo della loro impresa primaria. Un futuro all'avanguardia nell'approvvigionamento di gas metano renderebbe la Val di Mazara ricca e offrirebbe una risposta a quanti hanno sfigurato il paesaggio con le pale eoliche e, non paghi, vogliono ulteriormente umiliarlo con i pannelli fotovoltaici» ha concluso Sgarbi.

Siccome è una proposta che pare più una boutade non pensiamo siano già stati eseguiti studi di fattibilità che tra l'altro certifichino dal punto di vista tecnico il minore impatto di una metodica per produrre energia rispetto ad un'altra. In ogni modo chi come noi sostiene l'eolico e le altre energie rinnovabili da attuare sempre dopo analisi tecnico scientifica e non per ideologia ma per convenienza economica, ambientale e sociale, è abituato ad ascoltare le opinioni altrui specialmente quando sono autorevoli come in questo caso: «Oggi - spiega Kutcherov, professore al Royal Institute of Technology di Stoccolma - non c'è un'alternativa al petrolio capace di competere in disponibilità, abbondanza, efficienza e sicurezza. Non lo possono certo essere il vento e il sole di cui tanto si favoleggia. Le profezie apocalittiche sull'imminente prosciugamento dei giacimenti petroliferi, sono sbagliate. Invece proprio le rigorose indagini scientifiche sull'origine abiogenica confermano che la presenza degli idrocarburi sulla terra è ancora enorme e inesauribile».

Lo scienziato riferendosi poi all'Italia: «Abbiamo il petrolio in Basilicata, l'abbiamo in Libia: è inevitabile che sia in Sicilia. Ciò che dobbiamo identificare ora sono i canali di migrazione sotto la superficie terrestre. Dove li scopriamo possiamo trivellare con certezza di sviluppare uno scenario nuovo per la produzione energetica del XXI secolo». Sinceramente proprio nuovo non pare, in ogni modo registriamo una posizione che seppur minoritaria è ancora presente nel mondo scientifico. Ci sediamo in riva al fiume in attesa di un ripensamento come quello di Lomborg.

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