[29/10/2010] News

Nel 2009 si raccolto pi vetro (+1%) ma se ne riciclato di meno (-5%) rispetto 2008

GROSSETO. Il rapporto L'Italia del riciclo, realizzato da Fise-Unire e dalla Fondazione dello sviluppo sostenibile, offre un quadro aggiornato d'insieme e dettagliato per ogni singola filiera del complesso settore del riciclo e recupero dei rifiuti nel nostro paese.
Un quadro assai interessante anche perché rapportato al momento storico in cui l'Italia - e non solo l'Italia - sta soffrendo di una crisi economica ancora in corso che ha portato effetti consistenti anche in questo comparto.

L'andamento dei prezzi delle materie prime, il calo della produzione nel settore manifatturiero e la flessione dei consumi seppur hanno prodotto una diminuzione della produzione dei rifiuti hanno anche influito negativamente sull'industria del riciclo e sui mercati delle materie prime seconde.
Essendo anche questo, al pari degli altri, un mercato che deve vedersela con una geografia ormai allargata che caratterizza l'economia globale.

Un rapporto quindi assai interessante per capire anche meglio le dinamiche che stanno dietro ad un mondo assai complicato quale è quello della gestione dei rifiuti e che in genere appare solo per alcuni aspetti, quali quelli delle raccolte differenziate, che seppure strumento essenziale della gestione ne rappresentano altresì una parte che sarebbe un errore slegarla dal contesto in cui si colloca.

E' per questo motivo che leggendo il rapporto e soffermandosi per una prima analisi sulla filiera del vetro, e che ci prefiggiamo come obiettivo di fare anche per altri comparti -emergono alcune informazioni che meritano una riflessione.
La filiera del vetro, sottolinea il rapporto, rispetto alle altre filiere dell'imballaggio, risulta essere la meno toccata dalla crisi economica con un immesso al consumo in calo del 3,5% rispetto al 2008, poiché il suo utilizzo è strettamente connesso con i consumi di prodotti alimentari e, in particolare, di bevande.

I dati delle quantità di imballaggi in vetro immessi al consumo nel 2009, forniti dal Consorzio Coreve, indicano infatti che rispetto ai 2milioni e 139mila tonnellate del 2008 queste quantità sono scese a 2milioni e 65mila tonnellate.
Ciò che invece non diminuisce, anzi aumenta, nel 2009 - indica il rapporto- è il riciclo dei rifiuti d'imballaggio in vetro.

Nonostante la riduzione dei consumi e della produzione delle vetrerie, si legge infatti, questo è ancora aumentato dal 65% al 66% rispetto all'immesso al consumo, con una crescita di circa un punto percentuale rispetto al 2008. (Segnaliamo a questo riguardo agli estensori del rapporto che c'è una discrepanza con la tabella relativa che riporta invece 1,5 punti percentuali).
E si riporta inoltre che a fronte dell'aumento dell'1% di vetro raccolto la quantità riciclata è scesa in un anno del 2%, da 1milione e 390mila tonnellate a 1milione e 362mila tonnellate.

Mentre la quantità totale raccolta - mettendo assieme cioè sia quanto intercettato dalla gestione consortile che da quella indipendente e sia da superfici pubbliche che private-ammonta per il 2009 a 1milione e 595mila tonnellate. Che erano pari a 1milione e 540 mila tonnellate nell'anno precedente.
Stando a questi dati quindi la percentuale di riciclo si attesta al 66% di quanto immesso al consumo e all'85% di quanto raccolto.
Mentre le percentuali di riciclo ottenute nel 2008 erano pari al 65% dell'immesso al consumo e al 90% di quanto raccolto.
Quindi a fronte di un aumento effettivo delle quantità raccolte pari all'1% tra il 2008 e il 2009, si avrebbe un calo del riciclo effettivo del 5%.

Un dato quindi meno positivo di quanto evidenziato, considerando soprattutto il fatto che anche per le indicazioni che emergono dalla direttiva attualmente in recepimento nel nostro paese, oltre a quelli di efficienza di gestione, è assai più importante valutare quanto effettivamente di ciò che si raccoglie è poi avviato a riciclaggio. Che rimane l'obiettivo principale della raccolta e ne condiziona per questo anche le modalità con cui effettuarla, così da renderla sempre più funzionale al successivo passaggio, che è appunto quello del riciclaggio.
Come del resto lo stesso Coreve chiede ai comuni. 

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