[04/11/2010] News

Super-Area marina protetta delle Chagos, Mauritius: «Inglesi disonesti e mentitori»

LIVORNO. Non si placa il duro scontro tra il governo di Mauritius e quello dell'antico padrone coloniale, la Gran Bretagna, che occupa ancora isole rivendicate dal piccolo stato africano nell'Oceano Indiano. Dalla capitale Port Louis il primo ministro di Maritius, Navin Ramgoolam, ha lanciato un violento attacco verbale a Londra, accusando il governo britannico di «Disonesta e di ipocrisia» dopo la decisione del Regno Unito di istituire una gigantesca area marina protetta intorno all'arcipelago delle Chagos, sotto sovranità britannica ma di fatto base militare dell'aviazione statunitense che la utilizza come retrovia strategica per le sue guerre asiatiche. Isole che Mautitius rivendica dal 1965, appena divenuta indipendente.

L'attacco di Ramgoolam è avvenuto in una data simbolica, il 3 novembre, quando a Mauritius si commemora la deportazione della popolazione delle Chagos per far posto alle segretissime basi anglo-statunitensi e con la cessione di Diego Garcia ad gli Usa. La stessa Alta Corte di Londra ha detto in una sentenza che il diritti del popolo delle Chagos è stato violato e che quella gente ha il diritto di ritornare a vivere sulle proprie isole.

I britannici hanno deciso di istituire nell'arcipelago, che fa parte del  British Indian Ocean Territory la più grande riserva marina del mondo, imponendo il divieto di pesca in un'area di circa 250.000 miglia quadrate. L'obiettivo, confermato più volte da Miliband  è di far diventare la riserva un'importante area per la ricerca scientifica e la preservazione della barriera corallina. Nelle acque delle isole dell'oceano indiano che circondano le 55 isole che formano l'arcipelago Chagos vivono infatti circa 60 specie a rischio. Solo Diego Garcia è abitata dai militari Usa, ma da Londra assicurano che le attività militari della base Usa non interferiranno con quelle della riserva marina.

«Il territorio - ha detto David Miliband, ex ministro degli esteri con Brown ed ex ministro dell'Ambiente durante il governo di Blair - offre grandi possibilità per la ricerca in tutti i campi dell'oceanografia, della biodiversità e molti aspetti del cambiamento climatico».

«E' una grande menzogna - ha detto il premier mauriziano  riferendosi a quanto dicono i politici britannici - Mauritius non ha mai firmato un protocollo d'intesa con l'Inghilterra come lascia intendere David Miliband, l'ex ministro degli esteri britannico. Al contrario Gordon Brown mi aveva promesso, quando era ancora primo ministro che questo progetto era stato sospeso». Mauritius se la prende con l'ex governo laburista per dare un avvertimento al nuovo governo conservatore-liberale e Ramgoolam non sta certo a guardare il protocollo: «E' l'ora di finirla subito di parlare e di passare all'azione. Basta parlare. Ora bisogna agire. E noi lo faremo. David Miliband è una persona disonesta. Gordon Brown era d'accordo per mettere un freno a questo progetto, ma è lui che ha obiettato. I chagosiani sono vittime di un crimine contro l'umanità è io non conto di fermare la lotta perché questo popolo deportato dalle Chagos possa riguadagnare la sua terra natale. E' un atto di provocazione odiosa commesso contro Mauritius! Benché abbia incontrato William Haig, che ha sostituito David Milliband, sono quasi certo che il governo britannico ed i conservatori al suo interno proseguiranno la politica stabilita dal precedente governo. Ma, come ha detto  Olivier Bancoult (il leader dei profughi delle Chagos, ndr), questo progetto da più importanza a dei pesci e dei coralli e in nessun caso ne dà a degli esseri umani! E'rivoltante!».

Descritte dai naturalisti come "le altre Galapagos" e un paradiso perduto, le Chagos sono una delle zone più importanti per la biodiversità del pianeta: ospitano  un gran numero di tartarughe marine e più di 175 mila coppie di uccelli nidificanti e vi si trova la più grande barriera corallina del mondo, con 220 specie di coralli e oltre 1.000 specie di pesci di barriera. Caratteristiche che potranno far diventare quest'area una base di riferimento adeguata per effettuare degli studi. Per questo il governo britannico, sostenuto da nove di più grandi istituti scientifici e dell'ambiente a livello mondiale, e da Greenpeace ha previsto la realizzazione della riserva marina dove oltre al divieto di pesca commerciale verrà imposto anche quello della raccolta del corallo e della caccia alla tartarughe e all'avifauna in tutta l'area di circa 250 mila miglia quadrate.

Una decisione accolta meno favorevolmente dai nativi delle isole Chagos, che esiliati 40 anni fa per consentire la costruzione della base militare degli Stati Uniti, rivendicano ora le proprie terre. I sostenitori dei chagossiani accusano il governo di doppiezza perché secondo la loro opinione, la Gran Bretagna avrebbe creato quest'area protetta soprattutto  per impedire ai nativi che vivono in gran parte esiliati in Gran Bretagna e nelle isole Mauritius, di tornare per sempre a casa. E comunque non permetterebbe la loro base di sussistenza che è la pesca .«Sarebbe un'ingiustizia naturale» ha detto Roch Evenor, segretaria dell'associazione britannica di sostegno ai nativi delle Chagos: «I pesci avrebbero più diritti di noi».

Nei mesi scorsi Ram Segobin, del partito Lalit de Klas di Mauritian,  ha scritto in una lettera a Greenpeace «che sono caduti in una trappola del governo» perché starebbero usando loro e le altre associazioni ambientaliste che appoggiano la decisione della realizzazione dell'area marina protetta per evitare il ritorno a casa dei nativi di Chagos.

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