[01/02/2011] News toscana

Livorno, a scuola vecchi pc e genitori netturbini

LIVORNO. Le scuole Carducci di Livorno dovevano disfarsi di alcuni pc, stampanti, scanner (i cosiddetti Raee) e l'azienda Aamps, applicando i regolamenti previsti, ha chiesto un corrispettivo per il servizio di smaltimento di questi rifiuti elettronici provenienti da un insediamento non domestico. Viste le croniche difficoltà economiche della scuola, su consiglio del dirigente scolastico, ci hanno pensato i genitori degli alunni a risolvere la situazione, "adottando" un rifiuto Raee a testa e consegnando lo  stesso  alla stazione ecologica - ognuno gratuitamente - essendo a quel punto (?) diventati singoli pezzi di origine domestica.  Risposta di emergenza alla noiosa e costosa burocrazia aziendale e comunale? Sarà lo stesso il giorno in cui dovranno essere dismessi  gli arredi quali banchi e sedie , pur essendo non rifiuti Raee ma rsu assimilati agli urbani, per cui alla scuola sarebbe chiesto dal gestore il costo di trasporto?

Resta da capire una cosa: le scuole Carducci di Livorno hanno dismesso l'uso di pc, stampanti e scanner in maniera definitiva? Oppure hanno sostituito questi strumenti con altri più nuovi e performanti? In questo caso, l'acquisto di nuove apparecchiature elettroniche per gli alunni ha fatto spendere alla scuola soldi pubblici che comprendevano anche l'eco contributo Raee, cioè quello quota che per legge (dal 12 novembre 2007) consente di coprire i costi di gestione, smaltimento compreso,  dei Raee. Con l'obbligo (dal 18 giugno 2010) per chi ha dotato la scuola di nuovi pc , stampanti e scanner, di ritirare i vecchi ed obsoleti oggetti, facendosi carico della consegna ai centri di raccolta comunali (o del gestore). L'obbligo di legge vige per tutti i Raee "storici", per cui chi fornirà il nuovo prodotto deve ritirare l'usato di pari caratteristiche e di pari numero ("one to one"). Molte scuole toscane da tempo si tutelano inserendo nei bandi di gara per l'acquisito  di nuovi beni di una formuletta con la quale si chiede l'impegno all'aggiudicatario di ritirare i beni analoghi da dismettere (che tengono fermi in attesa di poter procedere alla sostituzione...).

In ogni caso, nella soluzione  di emergenza perseguita dalle scuole Carducci o è stato aggirato un regime fiscale oppure, avendo la scuola  - nella fase di consegna ai genitori  - l'obbligo di decespitare i beni , ha fatto lavorare il personale scolastico (con relativo costo) per produrre per ogni apparecchiatura il relativo DDT  (documento di trasporto): alla fine il personale è stato distolto da altro e sarà comunque stato un costo minore di quanto richiesto da Aamps? A questo  si aggiunge l'impatto ambientale di molti automezzi che si sono recati alla stazione ecologica rispetto ad un singolo furgone.

Se invece la scuola è tornata al trapassato remoto  con lavagna,  gesso e ciclostile, urge ben altro che far riunioni per far adottare dai genitori rifiuti elettronici...

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