[02/02/2011] News

Materie prime, per la Commissione Ue la strada obbligata quella dell'economia ecologica

LIVORNO. Difficile dire se alla fine l'ha spuntata più Sarkozy - che voleva una forte presa di posizione dell'Ue contro le speculazioni finanziarie sulle commodities - o più la Merkel - che attendeva a gloria una strategia chiara per l'approvvigionamento delle materie prime per l'industria e in particolare per le cosiddette "terre rare". Sta di fatto che la comunicazione della Commissione Ue sulle materie prime "integrate" come voluto dal presidente Barroso è, a parere nostro, un'ottima sintesi sia per il livello dell'analisi, sia per le proposte almeno sulla carta. Potremmo subito presentare il conto di quanto tempo ci vorrà perché quanto ora messo nero su bianco si tradurrà in azioni concrete, rispetto alla capacità di agire di speculatori e agenti di borsa che non hanno che da render conto ai propri datori di lavoro se non solo a se stessi di quanto fanno, rispetto al giustamente intercedere partecipato dell'agire di una democrazia. Ma vista la situazione generale, accontentiamoci di questo secondo fondamentale passo dopo la prima Iniziativa sulle materie prime e concentriamoci su quanto viene stabilito.

I punti cardine li abbiamo già messi in evidenza traducendo il documento di sintesi presentato stamani dalla Commissione, mentre vogliamo concentrarci su altri due aspetti: il fatto che anche per l'Ue è un problema l'interazione tra i mercati fisici e quelli finanziari delle materie prime; e il fatto che il riciclo dei rifiuti sia ancora e sarà sempre di più un pilastro dell'azione dell'Ue. Per il primo punto infatti la Commissione europea intende accelerare sulla regolamentazione dei mercati finanziari in particolare sui derivati collegati alle materie prime. Il commissario al mercato interno Michel barnier ha sottolineato che nell'ambito della strategia per una migliore trasparenza e integrità dei mercati finanziari, in estate ci sarà la revisione della direttiva Mifid dedicata ai mercati finanziari(Markets in Financial Instruments Directive, è il nome con cui è nota la direttiva 2004/39/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 21 aprile 2004 che costituisce un passo importante verso la costruzione di un mercato finanziario integrato efficace e competitivo all'interno dell'Unione Europea (UE) e si inquadra nel più ampio Piano di Azione per i Servizi Finanziari (FSAP), varato nel 1999 e che si è concretizzato successivamente in ben 42 direttive, ndr)  . In questo ambito la Commissione potrebbe inserire - ha detto Barnier - la possibilità di imporre dei limiti alla negoziazione di strumenti derivati collegati alle materie prime, al fine di scoraggiare la speculazione sulle materie prime. Il commissario Michel Barnier ha spiegato che : «Abbiamo la necessità di proporre interventi - ha detto - che evitino che la crescente finanziarizzazione dei mercati arrechi danni all'economia». Tesi che greenreport sostiene da tempo e alla quale ha aggiunto la difficoltà di metter mano al problema a causa dell'informatizzazione della finanziarizzazione stessa che rende problematico dare risposte nei tempi imposti dai click del pc da parte di organizzazioni democraticamente elette e che necessitano di tempi tecnici e di elaborazione assai più lunghi di quelli delle macchine...

Sull'altro punto, quello del riciclo, per greenreport è essenziale una riduzione della crescita (per unità di prodotto e possibilmente in generale) dei consumi di energia e di materia e per far questo occorre investire (scegliere) massicciamente in risparmio (di energia e di materia), in efficienza nella produzione e nell'uso (di energia e di materia), in energie rinnovabili (eolico, geotermico, idro, fotovoltaico, maree, biomasse, ecc....) e in materie rinnovabili (spingere il riciclo di materia da processo e da prodotto e sostenerlo con incentivi esattamente come le rinnovabili). Per questo riteniamo di grande importanza che la Commissione sostenga la necessità di "Accrescere l'efficienza delle risorse e promuovere il riciclaggio".  La Commissione sottolinea che: «Poiché la domanda mondiale di materie prime aumenta, devono essere fatti maggiori sforzi sul riciclo. Alti tassi di riciclaggio riducono la pressione sulla domanda di materie prime, aiutano a riutilizzare i materiali che altrimenti sarebbero sprecato, e riducono il consumo energetico e le emissioni di gas a effetto serra provenienti dall'estrazione e dalla lavorazione. Nel quadro dell'iniziativa faro di Europa 2020 in materia di efficienza delle risorse, la Commissione presenterà nel 2011 una tabella di marcia per una risorsa efficiente d'Europa».

La Commissione propone quindi tra le altre cose: Revisione della strategia tematica sulla prevenzione dei rifiuti e il riciclaggio nel 2012, per sviluppare le migliori pratiche nella raccolta e nel trattamento dei principali flussi di rifiuti, in particolare quelli contenenti materie prime con un impatto negativo sull'ambiente. Quando necessario, la disponibilità di statistiche di riciclaggio sarà migliorata; Sostenere ricerche e azioni pilota in materia di efficienza delle risorse e incentivi economici per i sistemi di riciclaggio o di rimborso; Effettuare una valutazione ex-post dell'acquis (è l'insieme dei diritti e degli obblighi giuridici e degli obiettivi politici che accomunano e vincolano gli stati membri dell'Ue)  in materia di rifiuti dell'UE, compresa una valutazione delle aree in cui la legislazione nei diversi flussi di rifiuti potrebbe essere allineate per migliorare la coerenza. Ciò comporterebbe l'efficacia dei deterrenti e di sanzioni per infrazioni alla normativa comunitaria sui rifiuti; Rivedere il piano d'azione sul consumo e produzione sostenibili nel 2012, per identificare quali ulteriori iniziative sono necessarie in questo settore; Analizzare la fattibilità di strumenti per la progettazione ecocompatibile di sviluppo (i) promuovere un uso più efficiente delle materie prime, (ii) garantire la riciclabilità e la durata dei prodotti e (iii) promuovere l'uso di materie prime secondarie in prodotti, in particolare nel contesto del direttiva sulla progettazione ecocompatibile; Sviluppare nuove iniziative per migliorare la competitività delle industrie di riciclo dell'UE in particolare con l'introduzione di nuovi strumenti di mercato basati privilegiando materie prime secondarie. Insomma sviluppare una vera industria del riciclo che non solo avrebbe un impatto positivo in termini ambientali, ma anche economici e sociali, visto che per fare tutto questo serviranno forze di lavoro specializzato. Una strada che in sostanza è la via all'economia ecologica, l'unica possibile. Certo, a questo punto sarà il caso magari di smetterla di scambiare definitivamente le raccolte differenziate (o addirittura una modalità di queste) con il riciclo...

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