[03/02/2011] News

Economia ecologica: la Commissione Ue si muove, ma nel silenzio generale

LIVORNO. La Commissione Ue, almeno sulla carta, pare avere le idee chiare di come si deve cambiare il modello di sviluppo. Nella comunicazione sulle materie prime della quale abbiamo già parlato ieri si evidenzia la necessità di porre la sostenibilità al centro delle scelte economiche anche se magari non si enuclea con questa formula. Per gli ambientalisti moderni che hanno chiaro in testa che l'economia o è ecologica o non è, perché se non si pone rimedio alla depauperazione sistematica delle risorse di energia e di materia e dei loro impatti in output e in estrazione a livello ambientale e sociale, non c'è modo di sperare in un cambiamento vero se questo non arriva anche dall'alto. Certo è importante cambiare gli stili di vita, ma lo è altrettanto se non di più che l'economia ai suoi massimi livelli sia riorientata all'ecologia, specialmente quella parte ormai nelle mani solo degli speculatori e quindi praticamente senza controllo.

Il guaio, a parer nostro, non è solo il già più volte esplicitato "digital divide" tra i tempi delle decisioni degli speculatori finanziari (sulle materie prime in particolare, ma non solo) e quelli di analisi-discussione-decisioni prese in modo partecipato-atti consoni a una democrazia, ma  l'assenza di una eco sui giornali nazionali almeno quelli italiani, di questa comunicazione suddetta che spiega probabilmente come mai il dibattito nel nostro paese sia ai livelli nei quali è. Se non c'è gossip non c'è notizia, perché lasciamo ai lettori ogni ulteriore commento sul significato di quello che viene scritto dall'Ue nel capitolo "Prospettive future".

Si legge nel documento che: «L'accesso a merci e materie prime è essenziale per il mantenimento della capacità produttiva dell'economia e per garantire il benessere dei cittadini. Questi prodotti e le materie prime provengono da tutto il mondo così come all'interno dell'Europa. La sfida è far sì che materie prime e materiali di prima necessità siano a disposizione in modo che supportino più ampi obiettivi di sviluppo nei paesi di origine, la tutela dell'ambiente, il commercio e i mercati aperti stabili e che non presentano rischi per l'economia in generale».

Poi si aggiunge che «In tutte le classi di merci e materie prime, c'è stato un aumento dell'attività finanziaria. Garantire che tale sviluppo non comprometta l'accesso alle commodities e alle materie prime o di destabilizzare l'economia europea o le economie dei paesi in via di sviluppo è quindi una preoccupazione politica chiave a livello europeo e internazionale. Questi mercati devono continuare a servire l'economia reale, aiutando la formazione dei prezzi e consentendo la copertura del rischio di mercato». Certo, il modello alternativo sta dentro sempre i vecchi parametri, ma di meglio al momento cosa c'è? La stessa Commissione ammette poi che «L'integrità e la trasparenza dei mercati dei derivati sulle commodities ha bisogno di essere rafforzata e la Commissione ritiene che vi è la necessità di promuovere una maggiore comprensione di questi sviluppi. Per questo motivo, la Commissione ha avviato numerose iniziative nel settore dei servizi finanziari, ed esaminerà la misura in cui occorrono ulteriori miglioramenti in materia di trasparenza e accessibilità delle informazioni sui mercati delle materie prime fisiche. Questa maggiore trasparenza dei mercati finanziari, nonché le attività di trading fisico dovrebbero permettere ai legislatori e agli operatori di mercato di comprendere meglio l'interazione tra i mercati dei prodotti finanziari e quelli fisici, e contribuire a prevenire pratiche abusive. La Commissione prenderà in considerazione anche ulteriori opzioni strategiche per rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare. Essa fornirà materiale per il suo lavoro su ciascuno di questi problemi nelle attività di quest'anno del G20».
Poi le conclusioni: «Dato che una domanda sostenibile e la fornitura di materie prime è una grande sfida in corso, la Commissione intende anche rafforzare l'attuazione della sua iniziativa di materie prime in una strategia integrata, basata sui tre pilastri (di cui uno come noto è il riciclo di materiale, ndr). Inoltre, la Commissione terrà regolarmente il dibattito pubblico attraverso un evento annuale tematico che dovrebbe promuovere la consapevolezza delle sfide da affrontare e prendere nota dei progressi compiuti». Meccanismo lento e farraginoso? Può essere, ma se ci fossero maggiori pressioni dei governi - stavolta va detto che il documento ha l'impronta nostrana del vicepresidente della commissione industria Ue  Antonio Tajani - forse si potrebbe dare un'accelerata decisiva al tutto...

Torna all'archivio