[11/03/2011] News

Nucleare e "Stati canaglia": l'Iran comprerÓ l'uranio dello Zimbabwe

LIVORNO. Secondo quanto scrive il Teheran Times e confermano fonti diplomatiche dello Zimbabwe, questi due Stati dove il rispetto dei diritti umani non è certo al massimo e considerati due paria dai Paesi occidentali (che hanno chiuso e chiudono gli occhi su altre violazioni, come dimostrano le rivolte arabe che ormai sono arrivate in Arabia Saudita), potrebbero collaborare in campo nucleare con vicendevole profitto.

Uno degli incubi degli americani si è concretizzato qualche giorno fa con un'intervista concessa all'agenzia iraniana Isna dal ministro degli esteri dello Zimbabwe, Simbarashe Mumbengegwi, che ha detto che il suo Paese intende vuole cooperare con l'Iran per lo sfruttamento delle miniere di uranio: «Lo Zimbabwe è ricco di riserve di uranio, ma deve far fronte a mancanza di fondi e non possiede le conoscenze tecniche e le attrezzature necessarie per l'estrazione di minerali ricchi di uranio. Se possiamo lavorare insieme per l'estrazione dell'uranio, questo migliorerà la situazione economica dei due Paesi».

A parte che nemmeno l'Iran ha grandi esperienze nella gestione delle miniere di uranio, visto che importa tutto quel che gli serve per la sua unica centrale nucleare dalla Russia, il ministro dello Zimbabwe ha allargato il tiro ed ha anche detto che «I due Paesi possono cooperare nel settore energetico, in particolare nella costruzione di raffinerie di petrolio. Lo Zimbabwe è disposto ad acquistare carburante dall'Iran», con il piccolo particolare che anche l'Iran acquista carburante dall'estero e che quello autoprodotto non sembra di altissima qualità.

L'accordo sembra quello tra due debolezze, tra due Paesi messi ai margini della comunità internazionale, con problemi di boicottaggio economico e che cercano di sostenersi partendo da quanto di più pericoloso (il nucleare) e più impellente (la crisi energetica) si trovino ad affrontare. Due questioni che non riguardano direttamente le urgenze vere dei due popoli, ma che preoccupano molto i due regimi.

Mumbengegwi, sorvolando del tutto sul quadro drammatico del suo Paese, fatto di fame, epidemia di Aids, emigrazione alle stelle e fallimento del governo di unità nazionale, ha detto che «E' il momento migliore per le imprese iraniane a investire in Zimbabwe» e questo paradossalmente perché «Nel momento in cui l'economia di un Paese è in una brutta situazione, è il momento migliore per fare investimenti in quel Paese perché gli investitori riceveranno molti incentivi». Insomma: siamo sul mercato a prezzi stracciati, venite che vi daremo qualsiasi cosa, anche l'uranio per la vostra avventura nucleare.

Non a caso il ministro degli esteri dello Zimbabwe si è scagliato contro l'Onu e il potere concentrato nel Consiglio di sicurezza: «I membri del Consiglio sono abilitati a prendere ogni decisione che desiderano. Non è giusto e più poteri dovrebbero essere trasferiti all'Assemblea generale, che ha 194 membri». Per questo chiede, così come fanno l'Iran e molti Paesi in via di sviluppo, «Che il numero di Consiglio di sicurezza dell'Onu deve essere aumentato a 26 paesi». Dietro a questa richiesta non c'è però la voglia di giustizia internazionale, ma una cosa che interessa molto anche gli iraniani proprio per quanto riguarda il nucleare: «La imposizioni di sanzioni ai Paesi dovrebbero essere approvato dall'Assemblea Generale. Le sanzioni Onu contro l'Iran e Zimbabwe, sono sanzioni a Paesi non sono accidentali. I governi occidentali trattano i governi che non accettano la loro posizione dominante in questo modo, imponendo loro sanzioni. I governi occidentali sono abili nel fabbricare motivi per giustificare le loro azioni», poi l'ha sparata clamorosamente grossa: «Ogni osservatore imparziale può testimoniare che lo Zimbabwe è uno dei paesi più democratici in Africa e che i diritti umani non sono mai stati violati nel Paese». Evidentemente lo standard democratico di Mumbengegwi include anche il regime senile di Robert Mugabe confermato con brogli e violenze, la confisca di terre date ai capi del suo partito e la tortura per gli oppositori.

Tornando al programma nucleare dell'Iran, il ministro ha detto che «I Paesi occidentali hanno creato un trambusto sul problema nucleare iraniano, ma secondo le norme internazionali tutti i Paesi hanno il diritto di utilizzare l'energia nucleare a fini pacifici».

Gli iranian i hanno dato grande rilievo alla dichiarazione dei loro preoccupanti "colleghi" sanzionati, ma la cosa più preoccupante è che tutto sia stato messo in evidenza da World Nuclear News, l'agenzia stampa delle multinazionali nucleari, con nemmeno tanto malcelato entusiasmo e comunque senza nessun commento critico a questo nuovo legame nucleare tra due regimi che molti governi filonucleari considerano Stati canaglia.

 

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