[16/03/2011] News

L'Australia non vuole il nucleare, ma scontro sulla vendita di uranio agli Emirati Arabi Uniti

LIVORNO. Il primo ministro australiano Julia Gillard ha detto durante un'intervista al network televisivo Abc che «L'Australia non ha bisogno dell'energia nucleare. La posizione dei laburisti è molto chiara, non pensiamo che noi abbiamo bisogno dell'energia nucleare, non cercheremo di sviluppare un'industria nucleare nel Paese. L'Australia ha molte fonti di energia alternative, quali le risorse solari, eolica, geotermica e non ha bisogno anche del'energia nucleare».

Il terremoto e lo tsunami che hanno danneggiato 3 centrali nucleari in Giappone e il successivo crescente allarme nucleare hanno avuto pesanti ricadute sulla politica australiana, la destra liberale filonucleare sembra all'angolo e il governo laburista sostenuto da Verdi e indipendenti sembra intercettare le crescenti preoccupazioni dell'opinione pubblica per i pericoli dell'energia atomica, anche se non mancano gli screzi con in Greens che soli pochi giorni fa hanno d fortemente criticato la decisione del governo di vendere uranio agli Emirati Arabi Uniti per alimentare le centrali nucleari che si apprestano a costruire nelle penisola arabica i sudcoreani.

Secondo il senatore verde Scott Ludlam, il governo dovrebbe pubblicare una lista dei Paesi ai quali non vendere uranio: «A parte la Corea del Nord, c'è qualche Paese che questo governo ha escluso come cliente per l'uranio? L'India rifiuta di firmare il trattato di non proliferazione nucleare, ma sappiamo che il ministro delle risorse sta spingendo per la vendita in India. L'Iran sembra ovvio, ma il governo ha tagliato fatto un affare sull'uranio con Russia e la Russia sta aiutando il programma nucleare iraniano. Qualunque assicurazione offra il governo degli Emirati Arabi Uniti, possiamo fidarci di un regime che nega i diritti politici e umani di base al suo popolo? Il governo degli Emirati Arabi Uniti è una dittatura e non è responsabile in alcun modo per il suo popolo. Tutto questo è in continuità con il modello dei governi australiani che permette all'agenda del settore dell'uranio di ignorare la nostra sicurezza nazionale e gli interessi della non proliferazione. 'industria mineraria dell'uranio stata a lungo amorale nella scelta dei clienti. Il governo australiano, tra l'alro, dovrebbe rappresentare un'opinione pubblica più ampia». I verdi australiani sono preoccupati per qiello che ha detto il ministro degli esteri Kevin Rudd, che spera che l'approccio degli Emirati Arabi Uniti alla produzione di energia nucleare «Servirà da modello per altri paesi del Medio Oriente», mentre quei Paesi dovrebbero essere incoraggiati ad utilizzare le energie rinnovabili.

«Senza le centrali nucleari, non ci possono essere armi nucleari, non c'è possibilità che il combustibili possa essere rubato per costruire la "bomba sporca", non c'è la possibilità che una centrale nucleare possa essere colpita da una bomba convenzionale e che scateni un' esplosione nucleare - dice Ludlam - Gli eventi degli ultimi mesi hanno messo in chiaro che quella regione è volatile. Vogliamo veramente che tutto il Medio Oriente che persegua il nucleare?. L'era del picco del petrolio è all'orizzonte, ma l'energia nucleare, che è sia pericolosa che finita, non è una soluzione. I governi della regione devono essere incoraggiati a perseguire le fonti rinnovabili di energia pulita e sicura, le fonti che non richiedono il trasporto di carburante radioattivo e non comprendono il rischio di proliferazione nucleare o di incidenti nucleari».

Ad aumentare la preoccupazione è venuta la tragedia giapponese e oggi arriva la notizia che due volontari australiani che partecipano alle operazioni di soccorso in Giappone sono stati esposti a radiazioni. A dirlo è stata la stessa Gillard che ha spiegato che i due uomini fanno parte di un team di soccorso internazionale che sta lavorando a più di 100 km dalla centrale nucleare di Fukushima.

Secondo la premier australiana i due «Erano a bordo di un elicottero americano e, a causa del cattivo tempo, l'apparecchio ha dovuto fare un atterraggio forzato all'aeroporto di Fukushima, situato a 20 km dalla zone di esclusione intorno alla centrale nucleare che è stata danneggiata nel violento sisma di venerdi scorso. Durante dei test effettuati per verificare una eventuale irradiazione, le misurazioni hanno mostrato di livelli molto deboli di contaminazione. I due soccorritori sono sani e salvi e stanno bene».

In Giappone al momento dello tsunami c'erano 3.715 australiani residenti, dei quali 119 nella regione più colpita.

 

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