[27/08/2012] News

Il nuovo network Onu per lo sviluppo sostenibile pronto a partire

Malattia globale, vaccino globale. La ricerca di una risposta coordinata viene rilanciata dalle Nazioni Unite con la costruzione di un dialogo che leghi i vari spicchi di questa civilità-mondo. Ad inizio agosto, purtroppo senza un grande eco, il segretario generale Onu, Ban Ki-moon, ha annunciato che sarà l'economista Jeffrey Sachs (Nella foto) a guidare il Sustainable development solutions network, a breve in pista. Una rete per un dialogo operante tra varie realtà (governi, istituzioni, imprese, società civile) legate da un unico obiettivo: «Generare un nuovo tipo di problem solving dove esperti, leader e cittadini da tutte le parti del mondo lavorino insieme per identificare, dimostrare, e attuare i percorsi più promettenti per lo sviluppo sostenibile».

«Lo sviluppo sostenibile non è un compito a breve termine - scrive Sachs su Project Syndicate, annunciando il progetto - Il processo di produzione alternativa dell'energia, dei prodotti alimentari, del trasporto e di altri sistemi impiegherà decenni, non anni. Ma la natura a lungo termine di questa sfida non deve indurci all'inazione. Dobbiamo iniziare adesso a reinventare i nostri sistemi produttivi proprio perché il percorso del cambiamento sarà lungo ed i pericoli ambientali sono già estremamente pressanti».

Non sono soltanto i cambiamenti ambientali a dettare l'urgenza di una risposta globale alla crisi: il vuoto di potere che si è instaurato anche a livello di stati nazionali (escludendo forse i soli giganti Cina e Usa), ormai privi di reali capacità decisionali sulle dinamiche globale nelle quali tutti siamo invischiati, deteriora il significato stesso della democrazia, relegando i cittadini del globo da potenziali attori a sofferenti spettatori della crisi in corso.

Creare una rete globale di competenze che possa affrontare il cammino della sostenibilità è un passo concreto per dettare i termini del cambiamento su principi condivisi: per giudicare quanto effettivamente sarà democratica (ed efficace!) questa via occorre però aspettare. Che il tema venga posto, e su questi toni, al livello delle Nazioni Unite è un passo avanti ma la strada purtroppo appare sempre troppo lunga.

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