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Margherita Tramutoli

Margherita Tramutoli

Margherita Tramutoli, alter ego de La Tram, nasce a Potenza e vive a Livorno. Si laurea in Relazioni Internazionali e lavora nella cooperazione alcuni anni, poi si piega alla sua vera passione: il racconto a fumetti. Collabora, tra gli altri, con Jacobin, l’Espresso, Feltrinelli, La Revue Dessinèe, EMERGENCY, Open Arms. Oltre al graphic journalism ha la passione per la storia del colore, le bandiere e gli autogrill.

Archivio notizie di Margherita Tramutoli

10 Ott, 2026
Una sottospecie relitta resiste da tempi preistorici in areali isolati lungo la Catena Costiera calabrese, ma oggi anche questi ultimi habitat rimasti sono a rischio scomparsa
Quando la nebbia risale dal mare e avvolge le faggete della Catena Costiera calabrese, l’umidità si raccoglie nelle conche e alimenta piccoli specchi d’acqua. È qui, lungo la prima fascia montana dell’Appennino calabro, che sopravvive un ospite inatteso: una sottospecie di tritone alpestre rimasta isolata dal resto della propria famiglia fin dall’era glaciale. Non a caso i due erpetologi francesi che la scoprirono negli anni Ottanta, Alain Dubois e Jean-Paul Breuil, la battezzarono “inaspettata”. Nessuno prevedeva di trovare così a sud, lontanissimo dal tipico areale alpino della specie, pop…

3 Ott, 2026
Questo variopinto volatile ha dato forma ai celebri Shinkansen, i treni proiettile giapponesi, ma oggi deve guardarsi dall’ingegneria: la cementificazione quanto l’inquinamento dei corsi d’acqua sono le sue principali minacce antropiche
Prima arriva un fischio acuto e ripetuto. Poi una scheggia dai riflessi azzurri e arancioni saetta nell’aria attraversando i corsi d’acqua, seguendone le curve senza mai allontanarsi dalla superficie. Il martin pescatore (Alcedo atthis) è una delle presenze più vivaci dell’avifauna europea: un piccolo uccello capace di tenere insieme il blu dell’acqua, il verde delle rive e i riflessi caldi della terra. Il suo piumaggio sfuma dal turchese al verde smeraldo sul dorso, mentre sul petto spicca l’arancione; soltanto i giovani mostrano colori più spenti e zampe grigiastre anziché rosse. Queste ul…

26 Set, 2026
Questi carnivori hanno un areale che copre quasi l’intero Paese, sapendo adattarsi a molteplici habitat. Ma frequentando le città stanno evolvendo la loro natura, in modo simile ai cani
La volpe rossa (Vulpes vulpes), meglio nota semplicemente come volpe, è un canide che ha fatto della capacità di adattamento il proprio punto di forza: spazia dalle praterie alpine alla macchia mediterranea, dalle foreste di conifere ai boschi caducifogli, dalle pianure coltivate alle valli fluviali, fino ai margini delle città. Vive solitamente in coppia o in piccoli gruppi, cacciando sia di giorno sia al calar del sole: si nutre di lagomorfi, rettili, uccelli, frutta, non disdegnando carcasse animali fino a rovistare nella nostra immancabile spazzatura, alla ricerca di qualcosa di commestib…

19 Set, 2026
Fino agli anni ’80 del secolo scorso la sua distribuzione era limitata alla Sardegna, e ancora oggi se ne contano appena 150 coppie. Minacciate dall’avvelenamento da piombo quanto dal degrado dell’habitat
Nell’immaginario comune, parlando di biodiversità che c’è di più banale di un’anatra? Eppure anche dietro un animale percepito come familiare può nascondersi una presenza fragile, capace di scomparire senza quasi farsi notare. È il caso del fistione turco (Netta rufina), una specie che conta appena 145-160 coppie e che le Liste rosse elaborate per l’Italia secondo i criteri dell’Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn) classificano come «vulnerabile» (VU). Il fistione si caratterizza per essere un’anatra dalla struttura robusta e allungata, su cui spicca una testa tondeggiant…

12 Set, 2026
Lungo le coste nazionali vive un pesce sgargiante che racchiude in sé il colore del mare, ma si trova oggi costretto a traslocare a causa della crisi climatica in corso (innescata dalla nostra specie)
Il luogo che supporta ogni ecosistema noto è stato battezzato Terra a partire dall’omonima parola latina, che banalmente indica il terreno asciutto sul quale una specie come la nostra – bipede ed evidentemente assai egoriferita – è abituata a camminare. Ma un pianeta non può essere ridotto a una sineddoche, metafora di una parte usata per indicare il tutto: a maggior ragione perché vista dallo spazio, come oggi sappiamo, con buona pace di ogni terrapiattista la Terra appare come una biglia blu che galleggia nell’oscurità del cosmo. Mari e oceani coprono circa il 70% del pianeta, costituendo l…

5 Set, 2026
Socievole coi propri simili ma schivo col resto del mondo, la vita di questo mustelide è strettamente legata alle tane che scava con cura e sa difendere con malizia. Premiato da una grande adattabilità, oggi è però minacciato dall’avanzata dell’agricoltura intensiva
Di giorno si nasconde sottoterra, al riparo dentro una tana che cura meticolosamente e mantiene estremamente pulita, avendo pure l’abitudine di scavare apposite “latrine” per liberarsi dei propri escrementi. È quando cala la notte che il tasso (Meles meles) emerge per muoversi lungo una fitta rete di sentieri che collega rifugi e zone di foraggiamento del proprio territorio, gelosamente pattugliate. Grande quanto un cane di taglia media e immediatamente riconoscibile per le strisce nere che attraversano i lati della testa bianca, il tasso è il più grande mustelide presente in Italia: un cani…

29 Ago, 2026
Maestra di mimetismo, si cela dai predatori usando i colori come strumento di difesa, ma non può sfuggire alla crisi climatica che ne riduce l’areale minacciandone (anche) l’integrità genetica
Tra le quattro specie di lepre che abitano l’Italia, la lepre variabile o lepre bianca (Lepus timidus) è la specialista delle alte quote: frequenta l’intera catena alpina, prediligendo le vette tra i 1.600 e i 2.200 metri.  Durante l’estate vive soprattutto al di sopra dell’area boscata, godendosi i pascoli cosparsi di massi e cespugli di rododendri, mirtilli e ontani verdi; in inverno, quando il clima si fa più rigido, ridiscende invece nel ventre dei boschi, in cerca di rifugi sicuri e maggiori possibilità di nutrimento. Non ha zanne o artigli per difendersi dai predatori, ma la lepre…

22 Ago, 2026
Il più grande rapace notturno europeo abita le culture umane da oltre trentamila anni, ma il suo habitat nella Penisola si restringe e ne minaccia la sopravvivenza: ne restano appena trecento coppie
Prima della scrittura, dell’agricoltura e dell’inizio della Storia, un nostro antenato Sapiens che viveva tra i boschi dell’attuale Francia meridionale ha alzato il dito per incidere un animale nelle profondità della grotta di Chauvet, oggi patrimonio Unesco per i reperti paleolitici che custodisce. Quell’esemplare è stato riconosciuto come gufo reale (Bubo bubo), che da oltre trentamila anni ci rammenta l’innato bisogno d’espressione artistica che trabocca dall’interno dell’animo umano, oltre a fungere da monito di un’epoca in cui la nostra specie sapeva vivere da pari con le altre che popo…

15 Ago, 2026
Minacciato dalla distruzione delle praterie sottomarine, questo pesce iconico per il Mediterraneo è diventato il simbolo della vita che rinasce nei fondali di Napoli
Sono oltre 40 le specie di cavalluccio marino note nel mondo, e due in particolare – Hippocampus guttulatus e Hippocampus hippocampus – popolano anche i mari italiani, con una distribuzione che interessa sostanzialmente l’intero Stivale, con l'eccezione dell'alto Adriatico per quanto riguarda l’H. hippocampus. Entrambe le specie figurano però come «quasi minacciate» (NT) nelle Liste rosse elaborate per l’Italia secondo i criteri dell’Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn), dato che la distruzione degli habitat costieri e la sovrapesca continuano a metterne a rischio la sopr…

8 Ago, 2026
A fine ’800 lo sterminio per mano umana l’aveva ridotto a meno cento esemplari, arroccati nel Gran Paradiso. Oggi la popolazione è tornata a crescere ma resta minacciata da epidemie, bassa diversità genetica e crisi climatica
Verso la metà di aprile, quando i primi prati del fondovalle tornano a rinverdire, i primi gruppi di stambecchi scendono dalle quote più alte del Parco nazionale del Gran Paradiso in cerca di cibo. L’arrivo dell’estate e lo scioglimento della neve li spingono poi nuovamente verso l’alto, rendendoli più difficili da avvistare. Questo movimento segue la disponibilità stagionale delle praterie alpine, da cui dipende il ciclo biologico dello stambecco. Dietro la presenza odierna della specie lungo l’arco alpino c’è però una storia di sopravvivenza rimasta appesa, alla fine dell’Ottocento, a meno…

1 Ago, 2026
Simbolo di morte quanto d’amore eterno, quest’uccello si porta dietro una mitologia piena di contraddizioni ma non resta mai indifferente alle culture che attraversa. In Italia vanta oggi un buono stato di conservazione, pur non esente da minacce umane
Cras, cras, cras. È lo storico romano Svetonio a individuare nel corvo un simbolo di speranza, perché la parola latina per domani è onomatopeica al verso di quest’uccello, che attraversa – con significati tra loro diversi, quando non opposti – la mitologia di tutti i territori toccati dal suo areale: Eurasia, Africa settentrionale, America fino alla Groenlandia. Il grido lugubre del corvo e il suo piumaggio nero, in Occidente, ne fanno oggi spesso un segno di malaugurio. Tale simbolismo trova echi fino in Cina e Giappone – anche nel celebre poema epico indiano Mahābhārata, che vede tra i suo…

25 Lug, 2026
Grazie alla sua straordinaria capacità d’adattamento, la specie prospera in gran parte del Paese tambureggiando sui tronchi d’albero per nutrirsi, delimitare il proprio territorio e amoreggiare. Ma l’agricoltura intensiva su larga scala resta una minaccia
Un tronco d’albero che a noi appare silenzioso nella foresta, salvo per il frusciare del vento tra le sue fronde, può invece raccontare molto a un picchio rosso maggiore (Dendrocopos major). Insetti e larve nascosti sotto la corteccia producono minuscoli rumori mentre rodono il legno: l’uccello li individua, perfora la superficie col robusto becco e li cattura grazie alla lunga lingua retrattile. Lungo poco più di venti centimetri e con un peso non arriva all’etto, il picchio rosso maggiore frequenta ambienti molto diversi. Vive nei boschi di conifere e latifoglie, nelle campagne alberate, t…

18 Lug, 2026
Una specie con una struttura sociale complessa, coesa e matriarcale, in pericolo per mano umana nonostante rappresenti il predatore più grande (e col cervello più ampio) della Terra
Cosa sogna un capodoglio, mentre galleggia in verticale nelle profondità del mare, dritto come un fuso lungo fino a 20 metri per 50 tonnellate di peso? Non possiamo rispondere: ci è precluso l’accesso allo stato di coscienza di un’altra persona, figurarsi a quello di un’altra specie. Ma possiamo intuire quanto la loro esperienza onirica (e non solo) sia diversa da quella che sperimentiamo noi Sapiens. Questi giganti del mare non vivono una separazione netta tra sonno e veglia, in quanto il loro cervello – il più grande nel regno animale – tiene continuamente un piede in entrambe le staffe, q…

11 Lug, 2026
Nella scarsità di neve indotta dalla crisi climatica, un fantasma selvatico che crede di essere invisibile è diventato una macchia bianca esposta agli attacchi dei predatori. E rischia di perdere il 40% del proprio habitat entro fine secolo
Mantello candido per lei e marrone per lui, che ha imparato a far leva sulla propria coda per muoversi con agilità tra le pietraie d’alta quota punteggiate dai rododendri, pur essendo nato senza una zampa: i fratelli Tina e Milo sono due ermellini (Mustela erminea), le mascotte ufficiali delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, che tra febbraio e marzo hanno goduto di un palcoscenico straordinario come quello dell’arco alpino. Una kermesse sfarzosa che è stata un’occasione persa per lo sviluppo sostenibile dell’area, certifica Legambiente, perché le molte promesse di sostenibilità che han…

4 Lug, 2026
Battezzata in latino per il suo canto spettrale, vive nelle foreste mature che punteggiano le Alpi. Ma il taglio indiscriminato degli alberi più vecchi ne minaccia l’habitat
È alle note spettrali del suo canto, mentre si diffonde di notte tra le ombre dei boschi alpini portandosi dietro il sospetto di oscuri presagi, che la civetta capogrosso (Aegolius funereus) deve il nome scientifico della propria specie. Le Liste rosse elaborate per l’Italia seguendo i criteri dell’Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn) la inquadrano come specie a “rischio minimo” (LC). A differenza della civetta Athene noctua, che vive anche le aree urbane oltre alle campagne, la funereus abita foreste mature e strutturate. Quelle composte sop…

27 Giu, 2026
È tra le specie meno colpite dai cambiamenti climatici grazie a una grande plasticità ecologica, anche se il bracconaggio resta una minaccia da non sottovalutare
È uno degli uccelli più interessanti tra quelli che frequentano le nostre città, soprattutto nella stagione invernale, quando la spiccata colorazione del pettirosso rifulge tra giardini, orti e siepi. Eppure, dietro l’immagine rassicurante di questo piccolo passeriforme, protagonista di leggende, poesie e tradizioni popolari, c’è una specie che racconta bene la capacità della biodiversità di adattarsi ai cambiamenti ambientali. In Italia il pettirosso (Erithacus rubecula) gode infatti di uno stato di conservazione favorevole. La popolazione nazionale è stimata tra 1 e 3 milioni di coppie e v…

20 Giu, 2026
Solitario, elusivo e misterioso, ha subito una lunga persecuzione ma continua a popolare le nostre foreste con due sottospecie oggi riconosciute di grande interesse conservazionistico
Il gatto domestico (Felis catus) è un compagno sempre più amato dalle famiglie italiane. Il 17,4% condivide la sua vita con (almeno) una di queste tigri in miniatura, arrivate in Europa 2mila anni fa dal Nord Africa – il loro antenato è il gatto selvatico africano (Felis lybica lybica) –, per poi diffondersi ovunque grazie alle reti commerciali e logistiche dell’Impero romano. Condividere la propria casa con un gatto significa abituarsi alla sua figura elegante e al contempo stralunata, quando si assopisce sorniona in un angolo avvolto in caldi raggi di sole, o mentre miagola con una certa i…

13 Giu, 2026
Da sempre simbolo di rinascita, questo maestoso ungulato vive libero nelle foreste italiane con tre sottospecie diverse
Il territorio nazionale è popolato da uno tra gli ungulati più maestosi del Vecchio continente, il cervo nobile o cervo reale (Cervus elaphus), che vive libero nelle foreste italiane. Nonostante millenni di caccia e pressioni antropiche, anche grazie a recenti pratiche di tutela e gestione attiva, sono ben tre le sottospecie diffuse lungo lo Stivale: il più comune cervo rosso (Cervus elaphus elaphus), il cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus) e il cervo italico (Cervus elaphus italicus). Nel corso dei secoli, attorno al cervo è sbocciata una ricca mitologia in molte culture a livello global…

6 Giu, 2026
Animale sacro in molte culture, anche nel nostro Paese vive il maestoso avvoltoio. Tutte le popolazioni tranne quella sarda si sono però estinte nel ‘900: adesso i progetti di reintroduzione stanno funzionando, tra molte difficoltà
Con un’apertura alare che può arrivare a 2,7 metri e un peso compreso tra 7,3 e 11,2 kg, il grifone è uno degli uccelli più imponenti che attraversano i cieli italiani. Questo grande avvoltoio, scientificamente noto come Gyps fulvus, può vivere mediamente attorno ai 30 anni, con alcuni esemplari capaci di raggiungere anche i 35-40 anni. Le dimensioni, la longevità e soprattutto il ruolo ecologico di “spazzino” naturale – si nutre esclusivamente di carcasse – hanno contribuito a rendere gli avvoltoi animali sacri o comunque simbolicamente rilevanti in molte culture. Nel Nuovo mondo, ad esempi…

30 Mag, 2026
Il signore delle rupi è una sottospecie presente solo nel nostro Paese, dove ha rischiato l’estinzione più volte tra il XIX e XX secolo. Grazie agli interventi di conservazione la sua popolazione è in crescita, ma oggi ne restano comunque meno di 4000 esemplari
Tra le rupi e le praterie d’alta quota dell’Appennino centrale vive uno degli animali più preziosi della fauna italiana: il camoscio appenninico, Rupicapra pyrenaica ornata. Si tratta di una sottospecie endemica, ovvero presente solo nel nostro Paese, che per la sua eleganza viene spesso soprannominata il signore delle rupi. Dopo aver sfiorato più volte l’estinzione tra XIX e XX secolo, oggi la sua popolazione è in leggera crescita grazie a decenni di interventi di conservazione, ma resta fragile: secondo il conteggio richiamato dal Cai Abruzzo, gli individui stimati sono circa 3.500-3.900…

23 Mag, 2026
Nonostante in Europa lo stato di conservazione della specie sia favorevole, nel nostro Paese la popolazione è diminuita dell’80% in vent’anni privando canneti e paludi di un uccello iconico quanto inconfondibile
Tra i canneti, le paludi, le lagune e le zone umide italiane vive – sempre più raramente – uno degli uccelli più inconfondibili della nostra avifauna: il basettino, Panurus biarmicus. Il suo stato di conservazione a livello europeo è considerato favorevole, ma in Italia la situazione è molto diversa. La Lista rossa nazionale, redatta secondo i criteri dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn), lo colloca infatti tra le specie in pericolo (EN), a causa di un declino forte e prolungato. La popolazione italiana occupa un areale ridotto, stimato in 7.892 kmq, e risulta…

16 Mag, 2026
Nonostante sia protetto dal 1939, secondo la Iucn la sopravvivenza di entrambe le sottospecie di orso presenti nel nostro Paese è in pericolo critico. L’80% dei decessi è causato da attività umane come bracconaggio, avvelenamenti, incidenti stradali e frammentazione dell’habitat
L’orso bruno (Ursus arctos) è una delle specie animali più iconiche presenti in Italia, sulla quale però grava un pericolo critico d’estinzione, per entrambe le sottospecie presenti sul territorio nazionale: Ursus arctos ssp. arctos – l'orso bruno eurasiatico, che in Italia troviamo nelle Alpi centrali ed orientali – e Ursus arctos ssp. marsicanus, ovvero l’orso marsicano, una sottospecie esclusiva (endemica) dell'Appennino centrale, diffusa con una piccola popolazione nei monti intorno al Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, di cui rappresenta il simbolo e uno dei princi…

9 Mag, 2026
È la più estesa del Paese, coprendo da sola il 29% del territorio italiano. Oltre l’80% degli ecosistemi che la compone è a rischio, e al largo dell’isola d’Elba c’è “un’isola di plastica” con 892mila frammenti di rifiuti per kmq
Delle cinque ecoregioni in cui è suddivisa l’Italia nella Lista rossa degli ecosistemi elaborata dall’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn), quella tirrenica è la più estesa – anche grazie all’inclusione di Sicilia e Sardegna. Da sola rappresenta quasi un terzo (circa il 29%) del territorio italiano ed è suddivisa in 34 ecosistemi, dei quali però ben 28 sono già oggi a rischio. Nel dettaglio 1 ecosistema è classificato come CR ovvero in pericolo critico – si tratta dell’ecosistema psammofile a Cakile maritima, volgarmente nota come rucola mar…

2 Mag, 2026
L’unica popolazione europea di questa libellula vive in un piccolo lago vulcanico su un’isola sospesa tra Tunisia e Sicilia, nel Parco nazionale dell’isola di Pantelleria
È possibile sperimentare un mondo intero entro i confini di un minuscolo specchio d’acqua? Questa è la vita che il destino ha scelto per la Codazzurra delle oasi (Ischnura fountainei), una sfolgorante libellula che in Italia (soprav)vive solo nello Specchio di Venere, conosciuto anche come Bagno dell’acqua. Sull’isola di Pantelleria – nel bel mezzo del Mediterraneo, più vicina alla Tunisia che alla Sicilia – non ci sono altri fiumi, torrenti o zone umide al di là di questo piccolo lago di origine vulcanica, profondo al massimo dodici metri e con una superficie di appena venti ettari, alimenta…

24 Apr, 2026
La Lista rossa Iucn mostra che è il territorio con le valutazioni peggiori e più preoccupanti del Paese: il 100% dei suoi ecosistemi è a rischio
Delle cinque ecoregioni in cui è suddivisa l’Italia nella Lista rossa degli ecosistemi elaborata dall’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn), quella padana rappresenta in assoluto la sfera più critica, assommando più record negativi. In questa fetta del Belpaese sono racchiusi 16 ecosistemi, che di fatto coprono però una superficie ridottissima (8,4%) del territorio padano, e per giunta sono interessati da fattori di pressione e di minaccia futura che li rendono tutti a rischio. Cinque ecosistemi su 16 sono già in pericolo critico (CR) – nessu…

18 Apr, 2026
Estinto in Sardegna dagli anni ’90 del secolo scorso, questo maestoso rapace a rischio in tutto il Mediterraneo sta ripopolando i cieli dell’isola grazie ai progetti europei Life
L’aquila fasciata, meglio nota come aquila di Bonelli in onore del celebre ornitologo italiano d’inizio ‘800, è un maestoso rapace oggi in pericolo critico (CR) d’estinzione secondo la Lista rossa delle specie a rischio, elaborata secondo le linee guida dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn). L’aquila di Bonelli vive e nidifica in ambienti mediterranei aperti e diversificati, dai 100 ai 600 metri sul livello del mare, ma oggi «la popolazione italiana è di ridotte dimensioni, le coppie nidificanti sono quasi esclusivamente concentrate nel territorio siciliano…

11 Apr, 2026
Nessun Paese in Europa vanta una biodiversità vegetale maggiore dell’Italia ma si moltiplicano le specie a rischio. Questa papaveracea sopravvive solo in Trentino-Alto Adige e Veneto, mentre è già estinta in Lombardia
Quando si parla di rischio estinzione, il pensiero corre rapido verso le minacce che gravano sulla sopravvivenza delle specie animali, ma in realtà buona parte del capitale naturale che siamo chiamati a tutelare – anche perché fonte di preziosi servizi ecosistemici per la nostra società – è composto dalle piante. È il caso della Corydalis capnoides, una specie vegetale della famiglia delle papaveraceae che la Lista rossa dedicata alla flora italiana inquadra già come minacciata (EN, Endangered), ovvero ad elevato rischio di estinzione in natura. La Lista rossa è stata realizzata secondo i cr…

4 Apr, 2026
È la più piccola del Paese, con 13 ecosistemi su 14 già minacciati e uno a rischio futuro. Ma la diffusione degli impianti rinnovabili come l’eolico offshore può aiutare (anche) la biodiversità
L’ecoregione adriatica è la più piccola delle cinque in cui è suddivisa l’Italia nella Lista rossa degli ecosistemi elaborata dall’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn), eppure al contempo è una delle più minacciate. Rappresenta appena il 10% del Paese, anche se comprende ben 14 ecosistemi caratteristici – concentrati nel 12,4% della superficie ecoregionale –, di cui la quasi totalità (13) è già oggi a rischio. Più nel dettaglio, nell’ecoregione adriatica la Iucn conta 2 ecosistemi in pericolo critico (CR) – si tratta degli ecosistemi forestali e arbustivi…

28 Mar, 2026
Da esempio di successo per la tutela della biodiversità al declassamento approvato dal Parlamento da specie “rigorosamente protetta” a specie “semplicemente” protetta. I poco più di tremila esemplari presenti lungo lo Stivale sono di nuovo sotto minaccia
Nell’immaginario collettivo il lupo è un’incarnazione del male, non perché questa specie sia ancora un pericolo vero e proprio per la nostra. Secondo lo psicologo dell'Università di Parma Angelo Tartabini, il motivo sta nel fatto che gli uomini vedono in questi animali la parte peggiore della loro indole: l’istinto di uccidere. Eppure quello del lupo è uno dei volti più celebri della biodiversità italiana, nonché un buon esempio di conservazione riuscita; dalla Lista rossa sulle specie a rischio estinzione elaborata dalla Iucn nel 2022, il lupo (Canis lupus) emerge infatti come specie “…

21 Mar, 2026
La dorsale che attraversa lo Stivale rappresenta il 27% del territorio nazionale e conta 19 ecosistemi. Per un terzo è già a rischio, nonostante includa montagne tra le più protette del Mediterraneo
Non è un caso se nel ‘500 il celebre scultore fiammingo Giambologna, per rappresentare l’Appennino nel Parco mediceo di Pratolino, ha scelto di realizzare un Colosso. Quella appenninica è la spina dorsale dell’Italia, attraversandola per 1.500 chilometri dal Passo di Cadibona in Liguria fino alla Sicilia: una montagna abitata dal 20% dei Comuni nazionali e con 3,9 milioni umani a popolarla, insieme a una straordinaria biodiversità. L’ecoregione appenninica è tra le più estese del Paese, comprendendo oltre un quarto (27%) del territorio italiano, ed è anche relativamente ben tutelata se messa…

12 Mar, 2026
Tra le cinque ecoregioni italiane, quella alpina rappresenta il 18% del territorio nazionale: contiene 22 ecosistemi e circa il 27% della superficie è oggi a rischio
Il patrimonio nazionale in termini di biodiversità e capitale naturale è tra i più ricchi, ma anche tra i più fragili, del nostro pianeta. Al suo livello più ampio si può suddividere in cinque ecoregioni – alpina, padana, appenninica, tirrenica e adriatica –, ognuna delle quali ospita diversi ecosistemi. Come ampiamente riconosciuto dalla comunità scientifica, l’approccio ecosistemico rappresenta la strategia più efficace per la tutela del capitale naturale; per questo il ministero dell’Ambiente ha adottato la Lista rossa degli ecosistemi come parte integrante delle strategie di punta per l…