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Matteo Motterlini

Matteo Motterlini

Matteo Motterlini è professore ordinario di Filosofia della scienza presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, dove dirige il Centro di Ricerca di Epistemologia Sperimentale e Applicata. Già Consigliere per le Scienze Comportamentali alla Presidenza del Consiglio dei Ministri; è stato visiting professor alla Carnegie Mellon University e alla UCLA. Ha collaborato per molti anni con «Il Sole 24 Ore», «Corriere Economia». È autore di bestseller internazionali come Trappole mentali (Rizzoli, Milano 2008) e Economia emotiva (Rizzoli, Milano 2006), tradotti in spagnolo, giapponese, coreano e cinese. Ha recentemente pubblicato Scongeliamo i cervelli non i ghiacciai. Perché la nostra mente è l’ostacolo più grande nella lotta al cambiamento climatico (Solferino Libri, 2025)

Archivio notizie di Matteo Motterlini

20 Gen, 2026
Negare il cambiamento climatico, oggi, non è più una bizzarria ai margini del dibattito pubblico. È una strategia politica di costruzione del consenso – consapevole e intenzionale – che fa leva su precise dinamiche psicologiche.  A mostrarlo sono Alon Tal e Shlomit Paz in un recente articolo su Nature Climate Change. Il contesto è quello che conosciamo: una crisi climatica sempre più evidente e, parallelamente, una crescente polarizzazione politica che, anziché accelerare la transizione ecologica, moltiplica i rinvii. In molti Paesi, le politiche ambientali vengono presentate…

18 Set, 2025
Accettare che le nostre azioni contribuiscano alla crisi climatica significa ammettere che facciamo parte del problema. Per come siamo fatti, è una ferita narcisistica difficile da digerire
Negli anni Cinquanta, una casalinga del Michigan di nome Dorothy Martin annunciò che il mondo sarebbe finito il 21 dicembre 1954. Ma niente panico. Grazie a messaggi ricevuti da alieni del pianeta Clarion, era certa che un’astronave avrebbe salvato i veri credenti. Il gruppo si chiamava The Seekers, e alcuni membri, per prepararsi all’evento, lasciarono famiglia, lavoro e beni terreni. A interessarsi alla vicenda fu Leon Festinger, psicologo sociale newyorkese, allora ricercatore all’Università del Minnesota. Invece di liquidare la profezia come un’assurdità, la vide come un’occasione unica…