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Sabrina Lo Brutto

Sabrina Lo Brutto

Sabrina Lo Brutto, Professoressa di Zoologia del Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare (DiSTeM) dell’Università di Palermo. Insegna nei Corsi di Laurea in Scienze Biologiche e Scienze del Turismo. Svolge attività di ricerca indirizzata allo studio della biodiversità marina mediterranea e alla museologia scientifica. É stata Direttrice del Museo di Zoologia “P. Doderlein” dell’Ateneo palermitano, è membro del National Biodiversity Future Center (NBFC), coordina progetti e iniziative di divulgazione scientifica. È stata membro del Consiglio Direttivo dell’Unione Zoologica Italiana; ad oggi ne è membro della Commissione Fauna e Ambiente.

Archivio notizie di Sabrina Lo Brutto

9 Set, 2026
Non semplici esposizioni, ma presìdi di tassonomia, prevenzione sanitaria e monitoraggio climatico, che soffrono i troppi tagli alle risorse
Quando si entra in un museo di storia naturale, lo sguardo viene inevitabilmente catturato dagli scheletri di dinosauro, dalle vetrine colme di farfalle variopinte o dagli animali conservati in grandi barattoli di vetro. È facile pensare che tutto questo appartenga al passato, testimonianze affascinanti di spedizioni in paesi esotici o animali quasi estinti. Reperti utili a raccontare la storia della vita sulla Terra ma per nulla associati alle sfide ambientali del presente. Eppure è vero esattamente il contrario. Secondo il recente Position Statement pubblicato dalla Species Survival Commis…

17 Ago, 2026
Vendemmie anticipate, più alcool e meno freschezza: uno studio su Nature Reviews rivela che oltre i 2 °C di riscaldamento l'Italia rischia di perdere la vocazione per i grandi vini
C'è qualcosa di profondamente affascinante in una bottiglia di vino. Dentro quel bicchiere non ci sono soltanto uva fermentata e anni di lavoro, c'è un territorio, una stagione, un paesaggio, e c'è il clima. È proprio il clima, oggi, a mettere in discussione uno dei patrimoni più preziosi della cultura mediterranea. Il riscaldamento globale non sta semplicemente modificando le condizioni in cui cresce la vite, sta cambiando il carattere stesso dei grandi vini nel mondo. A lanciare l'allarme è una delle più autorevoli riviste scientifiche internazionali, Nature Reviews, che ha pubblicato uno…

30 Lug, 2026
Ne abbiamo parlato con un esperto erpetologo, Franco Andreone, membro dell'IUCN SSC Amphibian Specialist Group e curatore presso il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino
Negli ultimi giorni due episodi hanno attirato l'attenzione dei media italiani sul fenomeno degli animali esotici detenuti come animali da compagnia e poi fuggiti o abbandonati. Il caso del presunto varano nelle campagne tra Montichiari e Calcinato (Brescia) avvistato un paio di volte, e il caso del tegu argentino rosso, recuperato a Nonantola (Modena). Questi due episodi hanno riacceso il dibattito sulla gestione degli animali esotici da compagnia. Associazioni ambientaliste e autorità hanno sottolineato la necessità di rafforzare gli strumenti normativi per limitare la detenzione di specie…

19 Giu, 2026
Il nodo Gbif Italia è stato di recente costituito sotto il controllo del Cnr, su mandato del Ministero dell’Università e della Ricerca
In un’epoca in cui il mantenimento e il recupero della biodiversità rappresentano alcune delle principali sfide ambientali globali, disporre di dati affidabili e accessibili sulle specie viventi è diventato fondamentale. È proprio questo il ruolo del Global Biodiversity Information Facility (GBIF), un network internazionale finanziato dai governi dei paesi che fungono da nodi della rete, e che offre accesso libero a una quantità di informazioni senza precedenti sulla biodiversità del pianeta. Considerata la più grande piattaforma mondiale dedicata ai dati di presenza delle specie, Gbif integ…

22 Apr, 2026
Dall’analisi dei reperti pleistocenici emerge una popolazione dinamica e diversificata: così il Canis lupus ha sfidato le leggi dell’isolamento insulare
Molto prima che l’uomo trasformasse profondamente gli ambienti naturali dell’area mediterranea e le glaciazioni agissero in questa trasformazione epocale, la Sicilia era abitata da una fauna che oggi, a dirlo, risulterebbe impossibile da immaginare. Elefanti nani, ippopotami, cervi e grandi predatori popolavano l’isola tra il medio e il tardo Pleistocene (tra 500.000 e 10.000 anni fa). Tra questi, il lupo, Canis lupus, occupava un ruolo chiave negli equilibri ecologici del territorio, grazie al fatto che per sua natura sceglieva, e sceglie, non poche prede. Sebbene fu l’unico grande mammifer…

3 Apr, 2026
Un nuovo studio coordinato dall’Università di Bologna mostra che le collezioni museali possono ancora custodire le chiavi per capire cosa abbiamo perso, e dove
Per secoli, i pesci sega sono stati tra gli abitanti più straordinari delle acque costiere. Con il loro lungo rostro dentato, un po’ arma e un po’ organo sensoriale, hanno alimentato miti, timori e meraviglia. Oggi sono tra i pesci più minacciati al mondo. In molte regioni sono scomparsi prima ancora che la scienza potesse studiarli a fondo. Sono pesci cartilaginei con abilità peculiari che permettono loro di vivere in acque a diversa salinità, grazie a adattamenti che coinvolgono il sistema circolatorio. Sono creature che utilizzano il lungo rostro a forma di sega per rilevare attraverso el…

1 Set, 2025
«L’aspetto forse più rivoluzionario è quello di riuscire a portare la ricerca scientifica nell’ambito della compartecipazione all’acquisizione di conoscenza a vantaggio di tutti»
L’estate, oltre ad essere momento di vacanza, è anche un periodo che ci induce a osservare la natura con occhi curiosi da esploratori “in erba”. La voglia di scoprire è innata nell’uomo, ma se amplificata dal voler mostrarsi attraverso i mezzi di comunicazione social diventa quasi una corsa alla pole position. L’ho visto, l’ho fotografato, quindi sono. Eppure, per contribuire in maniera fattiva all’avanzamento delle conoscenze scientifiche, molti non sanno che esiste una metodologia quasi-empirica, la citizen science. Una “disciplina” nata sulla scia dell’onda digitale che ci ha letteralmente…

1 Ago, 2025
In Australia sud-occidentale i cittadini si mobilitano per monitorare una morìa di oltre 470 specie marine a causa di un’alga microscopica: un rischio che può interessare anche il Mare Nostrum
Il Mar Mediterraneo, Mare Nostrum per gli antichi romani, è un bacino molto peculiare per caratteristiche biologiche, ecologiche e oceanografiche. Ed è, oramai, sotto la lente di ingrandimento da parte degli scienziati per i veloci cambiamenti che sta subendo. I cambiamenti sono rapidi, spesso localmente improvvisi e drastici, al punto tale da creare allarmismi nella popolazione. Il nostro mare, dunque, non sta bene: è diventato vulnerabile, ma non è il solo. Spostandoci dall’altra parte del globo, troviamo una regione biogeografica che somiglia molto all’area mediterranea, l’Australia sud-o…

4 Giu, 2025
L’Unesco avverte che l’uguaglianza di genere nella scienza è una necessità per affrontare sfide globali, come il cambiamento climatico
Solo uno scienziato su tre è donna. Mi correggo, nel mondo scientifico troviamo una scienziata ogni due scienziati. Il sostantivo al femminile è ancora raro e inusuale. È necessaria una piccola rivoluzione anche nel linguaggio: usare più spesso il femminile. Vorrei partire da questo stereotipo linguistico per introdurre il recente report dell’Unesco che fornisce il dato sull’attuale divario di genere nella scienza: un terzo di chi fa ricerca è rappresentato da donne. Tradotto, nei paesi meno attenti alla condizione femminile la proporzione si riduce drasticamente. La Call to action to close…

16 Mag, 2025
«La sfida più grande resta la comunicazione: rendere percepibile ciò che gli scienziati già sanno e denunciano da anni»
Docente di Estetica dell’Università di Palermo, Elisabetta Di Stefano è ideatrice e curatrice – insieme a Diego Mantoan – del nuovo “Libro d’arte biodiverso. Parole e immagini tra estetica, arte e ambiente” (Bisso Edizioni): un’opera che oltrepassa i tradizionali confini che le discipline accademiche impongono, per aggregare pensieri, menti ed esperienze diverse. Anzi, biodiverse.

6 Mag, 2025
Cappello: «Fattori come dieta mediterranea, attività fisica regolare, legami sociali forti, genetica e ambiente contribuiscono alla longevità dei centenari siciliani»
One Health, due parole che ne descrivono una: salute intesa come benessere. Questo il leitmotiv del 97° congresso della Società italiana di biologia sperimentale (Sibs), che ha aperto i lavori nella prestigiosa cornice del Teatro Politeama di Palermo, monumento iconico della città, nel centesimo anno dalla fondazione della società scientifica. Ne parliamo col professore Francesco Cappello, ordinario di Istologia e Anatomia dell’Università degli Studi di Palermo, membro del National Biodiversity Future Center, e presidente della Sibs.

27 Mag, 2024
Chiantore: «L’obiettivo della Nature restoration law non è tornare al passato per ricreare la “natura perduta”, ma ripristinare un futuro vivibile»
A Palermo durante il primo Forum nazionale della biodiversità, che ha riunito gli studiosi del National biodiversity future center (Nbfc), ripristino e recupero della natura sono stati temi centrali. Incontriamo la prof.ssa Mariachiara Chiantore, docente di Ecologia dell’Università di Genova e co-coordinatrice dello Spoke 2 del National biodiversity future center, per parlare di una misura a dir poco innovativa che l’Unione europea sta discutendo, la legge sul ripristino della natura (Nature restoration law).

3 Mar, 2023
Un nuovo studio mostra il ruolo guida nel controllo dell’anidride carbonica in acqua e nell’atmosfera di minuscole alghe, che vivono nello strato più superficiale degli oceani
Più o meno tutti conoscono i meccanismi che stanno alla base del riscaldamento globale, fenomeno del quale le emissioni antropiche di anidride carbonica sono il maggiore responsabile. Questa molecola aumenta nell’atmosfera in maniera proporzionale alla presenza di un elemento che la compone, il carbonio, indispensabile alla vita del pianeta. Il carbonio infatti è il mattone principale con cui vengono costruite tutte le molecole biologiche. Anche noi umani siamo serbatoi di carbonio. E come noi lo sono tutti gli altri esseri viventi, da quelli più piccoli a quelli più grandi, terrestri o marin…

5 Gen, 2023
Intervista agli organizzatori del successo, i professori di Chimica organica Antonella Maggio e Antonio Palumbo Piccionello
La mattina del 1 ottobre 2022 è accaduto qualcosa di a dir poco “magico” negli ampi spazi esterni del campus dell’Università degli Studi di Palermo, dove si sono radunate centinaia di persone per partecipare ad una iniziativa organizzata dai professori di Chimica organica Antonella Maggio e Antonio Palumbo Piccionello, che è valsa all’Università degli Studi di Palermo l’ingresso nel Guinness dei primati: Most people making elephant's toothpaste fountains è il riconoscimento ufficiale. Professori, com’è nata quest’iniziativa? AM: «Abbiamo una grande fortuna, quella di fare un mestiere che ci p…

2 Dic, 2022
Le minacce che colpiscono questo gruppo animale stimolano, anche emotivamente, l’interesse da parte della società civile verso i problemi ambientali legati alla perdita di biodiversità o al cambiamento climatico
Nel 2018 a Marinella di Selinunte, in Provincia di Trapani, sulla costa meridionale della Sicilia, venne trovatala la carcassa spiaggiata di una stenella striata (Stenella coeruleoalba) in buono stato di conservazione, probabilmente perché deceduta da poco. Lo spiaggiamento di cetacei lungo la fascia costiera di quella zona è un evento frequente, per molteplici cause di origine antropica, dalle interazioni con le attività di pesca a quelle con il traffico nautico. Uno studio condotto recentemente ha stimato che nell’arco degli ultimi trent’anni, soltanto lungo quel tratto di costa siciliana d…

15 Lug, 2022
Scopriamo come gli invertebrati, attratti con l’inganno, ci fanno comprendere i meccanismi che si instaurano nel detrito depositato sul fondale marino
Valentina Costa, ricercatrice della Stazione Zoologica “Anton Dohrn”, ha ideato un esperimento per comprendere il ruolo ecologico del materiale vegetale che si deposita sul fondale marino, utilizzando sacchetti di plastica. I sacchetti, con una trama a rete in modo da permettere l’ingresso della micro-fauna, contenevano, alternativamente, detrito vegetale o un “falso-detrito” costituto da foglie di plastica che riproducevano la forma reale. Il detrito vegetale utilizzato era quello di vere e proprie piante (non alghe), chiamate fanerogame e appartenenti alla divisione Angiosperme. Si tratta d…

3 Giu, 2022
Questi piccoli invertebrati possono rappresentare un valido strumento di monitoraggio dell’inquinamento da microplastiche
Il caldo della bella stagione porta molte persone a trascorre diverse ore al mare, sulla spiaggia, fino al tramonto. Chi non ama i lidi affollati ma preferisce le coste sabbiose meno antropizzate avrà sicuramente notato lungo la battigia, all’imbrunire, dove si deposita del detrito vegetale, minuscoli animali saltare, talvolta anche in modo frenetico. Piccoli salti continui, e un rintanarsi tra i granelli di sabbia, lasciando visibile l’apertura di ingresso dei canalicoli in cui si nascondono. Normalmente si grida alle pulci, pulci di mare. Eppure pulci non sono, bensì crostacei chiamati Anfi…

22 Apr, 2022
Entrare a contatto con la tossina rilasciata da questa colonia di polipi (spesso confusa per una medusa) può uccidere un essere umano
Il fascino delle forme animali marine, esteticamente attraenti, spesso nasconde pericoli per altre specie o addirittura per l’uomo. Tra queste, la Caravella portoghese (Physalia physalis), un animale pleustonico, ovvero che vive galleggiando sulla superficie dell’acqua trasportato dal vento, grazie ad una parte del corpo che funge da vela colma di aria e monossido di carbonio, chiamata pneumatoforo. Questo animale è un organismo coloniale, un insieme di piccoli individui associati tra loro, ognuno dei quali svolge una funzione diversa, da alimentare a riproduttiva, e che si trovano nella part…