
Denaro in cambio di natura? La speranza di molti Paesi sottosviluppati, carichi di debiti ma ricchi di biodiversità, passa dal controverso caso dell’Ecuador

Sono passati quasi tre anni da quando il governo dell'Ecuador ha firmato un accordo che trasformava 1,6 miliardi di dollari di debito in 656 milioni di blue bond, cioè titoli per finanziare progetti di conservazione ambientale, riducendo lo stato di debito complessivo del Paese di circa un miliardo di dollari.
Gustavo Manrique, ministro degli Esteri dell’Ecuador, dichiarava in quei mesi che «la nostra valuta è la biodiversità». Potrà essere vero? Non lo so. Ma è certamente la speranza di molti Paesi in via di sviluppo, carichi di debiti e ricchi di foresta e biodiversità terrestre e marina. Per questi Paesi il debito estero rappresenta un peso a volte insostenibile. Le rate degli interessi e del rimborso succhiano via risorse sottraendole ad altri usi, alimentando la narrazione di una finanza globale vorace che toglie il sangue ai corpi deboli dei Paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina. Una narrazione a cui i politici locali, in buona o malafede, sono particolarmente sensibili.
Tuttavia questa narrazione ha trovato negli ultimi anni un punto di sbocco nella cattiva coscienza ambientale del mondo ricco, nei suoi livelli di opinione pubblica, di finanza, di aziende e di Stati. È un incontro fra due esigenze: da un lato alleggerire il peso del debito, dall’altro proteggere il grande patrimonio naturale che è concentrato soprattutto proprio nei Paesi poveri e debitori.
Un incontro che è stato il terreno di coltura per la nascita di un nuovo tipo di strumento finanziario, il debt-for-nature swap, che potremmo tradurre ‘denaro in cambio di natura’. Sotto questo profilo Gustavo Manrique può vantare un successo, come è riferito da più fonti finanziarie internazionali dal maggio 2023 a oggi. Il fondo britannico di gestione patrimoniale (asset management) LG ha fatto un debt-for-nature swap sulle isole Galápagos con il governo dell’Ecuador. In sostanza ha trasformato un debito dell’Ecuador di 1,63 miliardi di dollari in un debito con LG di 656 milioni con rate molto più agevoli, impegnando però il governo ecuadoriano a impiegare una parte dei risparmi di questo swap (323 milioni) per proteggere le coste e la biodiversità marina delle Galápagos nei diciotto anni successivi al 2023.
Naturalmente i manager di LG hanno pensato anche ai rischi di questa operazione, per esempio i rischi politici o di violenza, e hanno assicurato il loro credito con due soggetti internazionali: la Inter-American Development Bank e la International Development Finance Corporation.
Moody’s (una agenzia di rating) ha sostenuto che i bond di questo swap sono stati venduti, nei mesi successivi al contratto. a prezzi molto bassi e che quindi, tecnicamente, l’operazione si configura come un default (fallimento). Ciononostante, Moody’s ha assegnato a questi bond il rating AA2 nel 2023; una valutazione molto alta, sedici punti più alto del rating spazzatura (CAA3) assegnato ai bond governativi dell’Ecuador, che rendono il 22%, un tasso che segnala un evidente alto rischio, contro il 5,6% del nuovo debt-for-nature swap. Un tasso supportato dalle garanzie e dalle assicurazioni internazionali che sorreggono il bond. Chi ha comprato questi bond? Fondi pensione, assicurazioni, asset manager, tutta gente che gestisce soldi di altri.
Nel mondo le iniziative debt-for-nature swap si stanno moltiplicando, ma anche lo scetticismo che vede in questa operazione una confusione fra due temi e obiettivi diversi: da un lato la ristrutturazione del debito per Paesi in difficoltà, dall’altro la protezione della natura. Questa compresenza di due obiettivi potrebbe, forse, rendere meno efficace il loro perseguimento rispetto a politiche che si focalizzino sull’uno o sull’altro. Chissà però se la pensionata italiana è disposta a rinunciare a qualche punto di rendimento per proteggere le foreste del Gabon.
Quest’articolo è stato rielaborato da "Finanza di strada" Castelvecchi, 2005, per gentile concessione di Lit edizioni
