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Il Pnrr nel servizio idrico ha funzionato. Peccato che le risorse destinate al settore siano state molto contenute

 |  Editoriale

Tempo di consuntivi per il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), con la dead line di chiusura cantieri al 30 giugno passata da alcuni giorni.

In un quadro generale di luci ed ombre, il settore delle infrastrutture idriche presenta un bilancio molto positivo. Lo testimonia il ministero delle Infrastrutture che ha dichiarato raggiunto e superato il target previsto dal Pnrr per la misura M2C4 – Investimento 4.1 “Investimenti in infrastrutture idriche primarie per la sicurezza dell’approvvigionamento idrico”.  A fronte di un obiettivo fissato in 45 sistemi idrici completati, di cui 32 complessi, il risultato conseguito è superiore alle attese: sono stati completati 48 sistemi idrici, di cui 37 complessi. Con circa un miliardo di euro di risorse Pnrr sono stati finanziati 124 interventi su tutto il territorio nazionale per il potenziamento di invasi e sistemi di approvvigionamento destinati a uso potabile, irriguo e misto.

Le opere rafforzano la sicurezza dell’approvvigionamento idrico, riducono perdite e sprechi e rendono il sistema più resiliente agli effetti dei cambiamenti climatici. Dei 48 sistemi idrici completati, 25 sono destinati prevalentemente all’uso irriguo, 20 all’uso potabile e 3 a uso misto.  Complessivamente sono stati ultimati 79 interventi, realizzati da 52 soggetti attuatori, tra cui 21 gestori del Servizio Idrico Integrato e 31 consorzi di bonifica o enti competenti per l’uso irriguo.

Un quadro positivo quindi, che per adesso certifica i risultati della sola misura 4.1 del Pnrr, cui andranno aggiunte le risorse spese ed i progetti realizzati per la misura 4.2 (sempre MIT) e nel settore idrico di competenza del ministero per l’Ambiente e la Sicurezza Energetica (depurazione e fognatura, misura 4.4). L’industria dell’acqua ha funzionato, dimostrando capacità di progettazione e di realizzazione, per progetti complessi conclusi entro i tempi stretti definiti dal Piano, senza rinvii.

Nel complesso il Pnrr ha destinato al settore idrico nel suo complesso 4,5 miliardi di euro su un totale del Programma di circa 200, ovvero poco più del 2% del totale Se i dati delle altre misure (4.2 e 4.4) confermeranno come previsto i dati di consuntivo della misura 4.1, una valutazione viene spontanea. Un settore come quello dell’acqua per cui ci stima un fabbisogno di investimenti di circa 5 miliardi l’anno a regime, strategico per l’ambiente e la competitività, fatto ormai da aziende sane e robuste capace di progettare e realizzare, forse poteva essere individuato come uno dei settori di punta del Piano, dotato quindi di maggiori risorse.

Il contributo del Pnrr ha spinto in alto la quota di investimenti procapite in Italia ormai prossima ai 100 euro ad abitante anno. Ora il problema è come proseguire senza PNRR e senza aumentare le tariffe di troppo.

La programmazione prosegue attraverso il Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico (Pniissi), anche grazie al nuovo strumento finanziario (Sfniissi) recentemente introdotto. Ma la dotazione di questo Programma è ancora scarsa ed è indispensabile aumentarla dando certezza di finanziamenti almeno per le opere strategiche, nel medio periodo, con una dotazione annuale stabile. Con un occhio al nuovo Quadro Finanziario Pluriennale dell’Unione europea che potrebbe fra il 2028 e il 2034 introdurre nuove linee di finanziamento, per attuare Water Resilience Strategy.

Andrea Sbandati

Andrea Sbandati è senior advisor di Confservizi Cispel Toscana (l’Associazione regionale delle imprese di servizio pubblico), dopo esserne stato Direttore fino a novembre 2024. È esperto senior nella regolazione economica della gestione dei rifiuti urbani e dei servizi idrici (sistemi tariffari, piani industriali, benchmark), come nella organizzazione dei servizi pubblici locali (acqua, rifiuti, trasporti, energia, altro). Ricercatore senior nel campo della gestione dei rifiuti e dell'acqua, docente in Master di specializzazione nella regolazione economica dei servizi ambientali locali (Sant'Anna, Turin school of regulation). Da venti anni coordinatore ed esperto di progetti di assistenza tecnica e cooperazione internazionale nei servizi pubblici locali (Medio Oriente, Africa, Sud America).