
Roma, Spin Time non deve morire. La proprietà offre soldi All’amministrazione comunale pur di liberarsi delle famiglie evacuate: immediata la replica della comunità, la resistenza in via Santa Croce in Gerusalemme continua

Se i desideri affidati alle stelle cadenti nella notte di San Lorenzo si avverassero, la comunità di Spin Time vedrebbe aprirsi le porte del palazzo di Santa Croce in Gerusalemme. Poter tornare nella propria casa, avere un tetto sulla testa e progettare un futuro più decente in un mondo incattivito che divide l’umanità fra chi ha e chi non ha. Dopo settimane e settimane di caldo feroce e di siccità, proprio nella notte dell’eclissi di sole e di tante stelle cadenti, Giove Pluvio ha mandato un acquazzone su Roma. Un sollievo per tanti cittadini, un ulteriore problema per le decine di tende di fortuna dove sono ancora accampate almeno duecento persone, di ogni età. Una comunità che parla tanti idiomi e che ha imparato, in questi anni, anche la lingua della città eterna. Lo sa bene il regista britannico Ken Loach che ricorda ancora con emozione il coro di ‘Bella ciao’ che lo accolse, tempo fa, nella sua visita a Spin Time.
Alla lettera, Spin Time significa ‘tempo di rotazione’, per capovolgere i destini di chi è fuggito da guerre, carestie e violenze di ogni genere in cerca di una vita migliore. Un’occupazione diventata un simbolo transnazionale, lo provano i messaggi di solidarietà inviati dai quattro angoli del pianeta indirizzati a Santa Croce in Gerusalemme 55. A difendere la comunità, fra i tanti, il premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi, che ha sottolineato l’importanza della solidarietà come elemento che unisce e cura. Qui ha lasciato una sua vignetta Zerocalcare, opera d’arte visiva destinata a restare attaccata ai cancelli del grande stabile ancora sotto sequestro da parte della magistratura. Da queste parti è passata anche Margherita Carducci, meglio conosciuta come Ditonellapiaga. L’artista romana ha tenuto un concerto improvvisato in strada, molto apprezzato da grandi e piccini, pronti a ballare sulle note delle sue trascinanti canzoni. Non va dimenticata la solidarietà concreta di artisti come Marco Bellocchio, Francesca Comencini, Leonardo Di Costanzo, Matteo Garrone, Pietro Marcello, Susanna Nicchiarelli, Paolo Sorrentino, Paolo Virzì, Carlo Verdone. Nella strada transennata dalle forze dell’ordine è continuo il viavai di chi porta generi di prima necessità, dai vestiti ai giochi per bambini, cibi e bevande di ogni tipo. Di sera si proiettano film, vengono organizzati dj set, anche nel pomeriggio ci sono attività ludiche per i più piccoli, non mancano momenti di discussione e di riflessione. Ci si arrangia, nell’attesa di poter tornare a casa. E si continua a resistere tutte e tutti insieme.

L’edificio era l’ex sede romana dell’Indap, rimasta vuota dopo essere stata affidata al Fondo Immobili Pubblici (Fip), nato per valorizzare e vendere parte del patrimonio immobiliare dello Stato. Oggi il palazzo è gestito da Investire Sgr. Nel 2013, dopo anni di abbandono, il movimento Action decide di occuparlo, trasformandolo in abitazioni e, nel tempo, in qualcosa di molto più grande. Spin Time ospita circa 130 nuclei familiari (400 persone) provenienti da decine di paesi diversi. Ma ci sono anche un teatro, una sala concerti, un’osteria popolare, una falegnameria, un coworking, un doposcuola, sportelli di assistenza e decine di attività culturali aperte al quartiere. È una delle esperienze di riuso sociale più conosciute d’Europa. É passato da Spin Time anche il sindaco di Vienna, per studiarne il modello, e arrivando a sostenere che un’esperienza simile sarebbe utile anche nella capitale austriaca.
La cronaca degli ultimi giorni racconta che dopo aver respinto la ‘proposta ponte’ dell’amministrazione comunale per fra rientrare i residenti in sicurezza prima della conclusione della vendita, Investire Sgr ha stanziato un contributo di 500mila euro a favore di Roma Capitale per i nuclei familiari evacuati. Immediata la risposta della comunità: “Le persone che abitano nel palazzo da 13 anni non si sono trovate improvvisamente prive di una sistemazione abitativa, ma sono state cacciate e non fatte rientrare per precisa volontà di Investire Sgr”. Per questo motivo, i residenti di via Santa Croce in Gerusalemme 55 sottolineano che “l’unica risoluzione possibile è la vendita del palazzo di Spin Time per trasformarlo definitivamente in un modello d’abitare cooperativistico e mutualistico”.
Le trattative vanno avanti, con grande fatica. Perché non si può sequestrare una collettività. Una comunità resistente, che sopporta in silenzio il clima estremo di questa estate feroce, con stoica abnegazione e con inalterata voglia di lottare. Ci sono abituati.

