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L’insicurezza alimentare è salita al livello di “emergenza” anche in Etiopia e Kenya

In Somalia 4,6 milioni di persone stanno patendo la siccità

L'insicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza di milioni di persone sono e probabilmente rimarranno a rischio nei prossimi mesi, anche nel resto del Corno d’Africa
 |  Acqua

In base ai dati messi in fila dal Centro comune di ricerca (Jrc) della Commissione europea, la fase siccitosa particolarmente grave apertasi nell’Africa orientale a partire dallo scorso settembre non accenna ad attenuarsi: aggravata dalle scarse precipitazioni e dalle temperature elevate, sta danneggiando i raccolti, il bestiame e la sicurezza alimentare in particolare in Somalia, nell'Etiopia sudorientale e nel Kenya orientale.

«L'insicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza di milioni di persone sono e probabilmente rimarranno a rischio nei prossimi mesi», spiegano dal Jrc. L'insicurezza alimentare nella regione è salita al livello di “emergenza” nei tre paesi a partire da gennaio 2026: «La crisi umanitaria peggiora di giorno in giorno, con 4,6 milioni di persone già colpite e oltre 135.000 sfollate in Somalia. La crisi è stata caratterizzata da un aumento della mortalità del bestiame, prezzi record dei cereali e un aumento della malnutrizione acuta infantile in tutta la regione».

A dicembre, gran parte dell'Africa orientale ha registrato temperature superiori alla media (valore di riferimento 1991-2020), con anomalie superiori di oltre 2 °C rispetto alla media nel Kenya nord-orientale, nell'Etiopia meridionale e nella Somalia sud-occidentale. A causa delle scarse precipitazioni e delle elevate temperature dei mesi precedenti, all'inizio di gennaio 2026 l'umidità del suolo era inferiore alla norma nell'Etiopia sud-orientale, nella Somalia meridionale e settentrionale e nel Kenya orientale.

Redazione Greenreport

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